giovedì 15 settembre 2016

Il prezzemolo (Petroselinum crispum) del Salento leccese



Vi ricordate di quando il prezzemolo (Petroselinum crispum è una pianta biennale, originaria delle zone mediterranee) lo regalava il verduraio? Bei tempi quelli. Venne poi un’epoca in cui il prezzemolo cominciò ad essere venduto, se ne poteva acquistare un bel mazzetto rigoglioso e profumato per poche centinaia di lire. Cento, da quel che ricordo. E adesso? L’altro giorno al mercato un ragazzo mi si è avvicinato col un bel mazzo di prezzemolo in mano e mi ha chiesto “lo compra? Costa un euro” e io, che devo essergli sembrato alquanto strano, l’ho guardato come se avessi visto un fantasma.
Un euro un mazzo di prezzemolo?! Certo mi era già capitato altre volte di acquistarlo e certamente anche in quelle occasioni mi era sembrato un prezzo esorbitante, ma in quell’istante ho avuto una vera e propria rivelazione ed ho capito. Il prezzemolo lo devo coltivare. E sinceramente vi consiglio di fare altrettanto.
Il prezzemolo può essere seminato da Marzo a Ottobre e dà i primi germogli nell’arco di poche settimane, soprattutto se le temperature sono abbastanza elevate. In ogni caso in inverno è meglio coprire le piante con un telo di plastica su cui andranno praticati dei fori, per quanto sia resistente infatti il prezzemolo teme il gelo.
La semina: va effettuata a spaglio, in ragione di 2-3 g di seme ogni metro quadrato. Dopo la semina, si muoverà leggermente il terreno con l'ausilio di un rastrello per interrare leggermente i semi. Le varietà che più vengono utilizzate in Italia sono il prezzemolo comune 1 e 2. Si tratta di varietà dall'altezza contenuta ma dalle foglie molto saporite. Il Gigante d'Italia e di Chioggia sono varietà più produttive ma meno saporite. Infine abbiamo il prezzemolo riccio, molto utilizzato per guarnire i piatti.
Il prezzemolo solitamente viene raccolto in modo scalare dopo 70 giorni, tagliando a pochi centimetri da terra. Il prezzemolo cresce molto velocemente e per questa ragione si possono effettuare più tagli nell'arco dell'anno.
La pianta va innaffiata frequentemente, ma va posta molta attenzione nell’evitare i ristagni idrici, che possono danneggiarla. Per lo stesso motivo, il terreno va mantenuto libero da erbacce. Per far si che la pianta si mantenga più a lungo vanno inoltre eliminati gli steli fioriti non appena faranno la loro comparsa, in genere al secondo anno di vita della pianta.
Infine, quando arriverà il momento di raccogliere le foglie per l’utilizzo queste vanno tagliate con delle forbici quasi vicino alla base. Vi consigliamo di congelare, piuttosto che seccare, quelle che non utilizzerete fresche perché mantengano intatto l’aroma.
Avversità
Il prezzemolo può essere attaccato da diversi insetti tra i quali ricordiamo i più dannosi: le larve di maggiolino e quelle di oziorrinco, che mangiano le radici fino al colletto. Per eliminare queste larve, è opportuno disinfettare il terreno prima del trapianto oppure trattare con dei prodotti a base di acefale. Temibili per il prezzemolo sono anche gli afidi, che si manifestano quanto la pianta è già adulta, facendo arricciare le foglie con le loro punture.
Tra le malattie crittogamiche la più frequente è la cercospora che si manifesta con delle puntole di colore ambrato. Contro questi miceli è opportuno l'uso di prodotti a base di rame e zolfo.
CARATTERISTICHE SPECIFICHE
Particolarmente ricco di vitamina C, caroteni ed oligoelementi, contiene fra l'altro vitamina B, calcio, fosforo, magnesio, ferro, sodio, potassio, rame, manganese, zolfo, clorofilla, olii essenziali.
NOTA INFORMATIVA SU PROPRIETÀ ED EFFETTI SULLA SALUTE
Remineralizzante, antiscorbutico, regolatore del ciclo mestruale (se ben dosato), depurativo, stimolante, diuretico, stomatico, carminativo ed emmenagoghe. Il suo consumo è consigliabile come coadiuvante in stati anemici, astenici, e reumatici, nei disturbi cardiocircolatori.
NOTE VARIE

Il prezzemolo è il vegetale alimentare più ricco di vitamina C. Con 20 grammi di prezzemolo si forniscono all'organismo i 3/4 di vitamina C necessaria e 4 volte più vitamina A di quanta ne occorre giornalmente.

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