martedì 19 maggio 2015

Caro Amico ti scrivo




Caro Amico esistono nel Salento imprenditori che 

fanno reddito con l'olivicoltura. Non mi aspetto che un 

capitano d'impresa si metta a favorire la concorrenza 

sbandierando ai quattro venti le modalità che l'hanno reso 

UOMO O DONNA DI SUCCESSO. Il compito di redistribuire 

la ricchezza spetta alla POLITICA. A mio modestissimo 

avviso spetta alla politica anche il compito di redistribuire  le 

informazioni che creano le condizioni per il successo. Nel 

Salento nella quasi totalità dei casi si produce un blend di 

olio derivato dalle cultivar di olivo cellina e ogliarola leccese

 che ha conquistato i mercati del nord europa e che viene 

pagato a peso d'oro, già l'oro liquido del salento leccese! 

Grazie al Prof. Francesco Paolo Fanizzi dell'Università del 

Salento con la sua caratterizzazione geografica e varietale di

 olio di oliva extravergine pugliese, studio a cui anche tu hai 

partecipato, c'è una grande opportunità all'olivicoltura del 

Salento, anche se i potenziali produttori salentini non hanno 

queste informazioni. Ecco questo è il compito che abbiamo 

noi Dottori Agronomi e la politica deve comprendere che

 questo ruolo è specifico e non surrogabile con altre pur 

lodevoli iniziative che hanno alcune volte, se non troppe 

volte, lo sguardo distratto per ragioni di opportunità 

comprensibili. Spostare la barra sulla popolazione di questa

 terra, sui giovani che potrebbero intraprendere in 

quest'avventura è un progetto che chi governerà questa 

nostra amata Puglia potrà cercare di realizzare. Non sono 

per i campanilismi e penso, senza se e senza ma, che 

l'olivicoltura del Salento ha la necessità di incontrasi con 

quella di Terra di Bari per formulare una nuova maniera di 

intraprendere unendo il Paesaggio alla forte capacità 

commerciale di chi per decenni è stato il Mercato del

 mediterraneo con la fiera del Levante. E' troppo? Ti sembra 

troppo? Secondo me ciò che ho scritto è ancora troppo 

poco....

La risposta del Prof. Cristos Xyloiannis


Alla mia domanda: "

Prof. Cristos Xyloiannis perché gli oliveti dell’est Salento non sono disseccati nonostante i proprietari da decenni non facciano ricorso alle buone pratiche agricole?


Il prof. Cristos Xyloiannis ha risposto:
----Messaggio originale----
Da: cristos.xiloyannis@unibas.it
Data: 19-mag-2015 12.47
A: "Antonio Bruno dottore agronomo"
Ogg: Re: Prof. Cristos Xyloiannis perché gli oliveti dell’est Salento non sono disseccati nonostante i proprietari da decenni non facciano ricorso alle buone pratiche agricole?
Ma c'è  il batterio? Le buone pratiche agricole ostacolano/rallentano l'instaurarsi e la diffusione delle malattie. E' ovvio che con la xylella è necessario impostare delle prove sperimentali per avere dei dati sul territorio (come è stato fatto per diversi altri patogeni).
Saluti

Cristos xiloyannis 

Ringrazio il prof. Xyloiannis per la cortese risposta.----Messaggio originale----
Da: antonio.bruno2010@libero.it
Data: 19-mag-2015 14.15
A:
Ogg: R: Re: Prof. Cristos Xyloiannis perché gli oliveti dell’est Salento non sono disseccati nonostante i proprietari da decenni non facciano ricorso alle buone pratiche agricole?

Gentilissimo Prof. Xyloiannis,
io ho le notizie del sito della Regione Puglia che riporta le analisi positive o negative alla Xylella geoferenziate e ho potuto osservare che nella zona est vengono riportate zone con alberi risultati positivi. Considerato che la  tecnica colturale è più o meno la stessa in tutta la provincia di Lecce non riesco a spiegarmi come mai i sintomi di disseccamento siano così evidenti nella parte ovest della Penisola salentina mentre non siano percepibili a est. 
Le buone pratiche sono poco diffuse a est così come a ovest! Come è possibile che nonostante l'uso degli erbicidi e l'assenza di concimazione organica nè il ricorso alle potature annuali gli olivi siano senza evidenti disseccamenti?
Grazie per l'eventuale risposta.

antonio bruno

lunedì 18 maggio 2015

Stagionalità nello sviluppo delle radici di olivo

Modello di crescita stagionale di olivo in ambiente mediterraneo
L’olivo nell’ambiente Mediterraneo presenta una crescita essenzialmente monomodale (bi o monomodali e quindi con due o uno solo ma lungo periodi di stasi vegetativa) con una crescita minima fra ottobre e febbraio e un arresto durante i mesi più caldi e asciutti estivi.
La espansione radicale si basa principalmente su flussi di formazione ex novo di radici laterali (nuova formazione di radici)
Fra radici e germogli c’è una correlazione sinergica e reciproca.
Occorre tenere in considerazione l’architettura e lo stato fisiologico della radice per regolare gli apporti idrici all’olivo sulle sue reali necessità e sul potenziale di assorbimento.
Le piante crescono in un ambiente soggetto a continui cambiamenti. Sole, pioggia, variazioni di temperatura anche repentini richiedono alle piante meccanismo sofisticati di adattamento. Il loro processo di crescita è strettamente dipendente da condizioni ambientali favorevoli: è la fotosintesi che fornisce gli elementi necessari a garantirla, ma la fotosintesi richiede a sua volta condizioni ottimali di illuminazione. Piante cresciute in ambienti poco illuminati cresceranno di meno rispetto a piante cresciute in ambienti ottimali.
Serena Polverigiani, Davide Neri, Enrico Maria Lodolini, Francesca Massetani - Università Politecnica delle Marche - Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali






La crescita delle piante dipende anche dal loro sistema ormonale. Come sono integrati i processi di accrescimento che dipendono dagli zuccheri prodotti dalla fotosintesi e dagli ormoni di crescita? I ricercatori del PlantLab dell'Istituto di Scienze della vita della Scuola Superiore Sant'Anna hanno così scoperto che il livello di zuccheri disponibile durante la notte rappresenta il segnale per la produzione di ormoni durante il giorno successivo: se la fotosintesi è stata scarsa di giorno, durante la notte successiva la pianta soffre di carenza di zuccheri e questo fa sì che il livello ormonale dei giorni successivi sia ridotto, per rallentare la crescita e per renderla compatibile con il minor livello di zuccheri disponibile. "Le evidenze raccolte dimostrano una stretta relazione tra metabolismo ormonale, segnali ambientali e produzione di biomassa - commenta Pierdomenico Perata - confermando come variazioni climatiche possono portare ad una riconfigurazione dei processi di accrescimento con conseguenze sulla produttività delle piante in agricoltura".

(Scoperta dei ricercatori del PlantLab dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. I risultati della ricerca, condotta tra gli altri da Eleonora Paparelli con il coordinamento di Pierdomenico Perata, Ordinario di Fisiologia Vegetale, nonché rettore della Scuola Superiore Sant'Anna, sono stati pubblicati su "The Plant Cell" la più prestigiosa rivista di biologia vegetale, .)

Philaenus spumarius osservazioni della presenza su olivo in Gallipoli, Taviano, Alezio e Matino del 18 maggio 2015.

Ho osservato solo la presenza delle neanidi e ninfe immerse in una massa schiumosa in un  campo ancora inerbito. Non ho osservato nessun adulto di Philaenus spumarius sugli olivi.










sabato 16 maggio 2015

Philaenus spumarius L. - la Sputacchina maggiore e l'olivo


L'obiezione:
Per quanto riguarda la trasmissione del Batterio Xylella fastidiosa subspecie pauca ad oggi manca uno studio epidemiologico sul vettore e sui modelli matematici in base ai quali definire le aree (infetta, cuscinetto, ecc), perché le aree di devono definire proprio in base alla conoscenza del vettore stesso: sapere quanto può volare, per quanto tempo, ecc.
Queste due ricerche sono state commissionate dall’EFSA ad un istituto inglese e al CNR di Bari. Ma sono in fieri, I risultati ancora non sono pubblicati.

La spiegazione:
il Philaenus è dimostratamente il vettore competente della Xylella CoDiRO (vedi: Journal of Economic Entomology, 2014,107(4): 1-4). Se qualcuno non ha ancora capito cerco di spiegarmi meglio: la sputacchina ha trasmesso senza "se" e senza "ma" in tre giorni e in modo consistente alla pianta ospite che gli era stata offerta. Nessuno si permetta di affermare che non trasmette, fra pochissimo pubblicheremo anche la trasmissione olivo-olivo. La mia citazione è corretta e si riferisce ad olivi in tardo autunno-inverno: le piante sono ormai indurite e la sputacchina non se ne nutre per questo: perché preferisce essenzialmente la giovane vegetazione. In quell'occasione ho spiegato che questo comportamento dipendente dalla stagione ci aiuta nel controllo della trasmissione perché limita a maggio e forse giugno la "finestra" durante la quale i vettori possono infettare l'olivo. Spero ora sia chiaro. Perdonami di chiederti una maggiore attenzione quando ascolti o leggi notizie: se ci sarò io ti prego di interrompermi e chiedermi ulteriori spiegazioni, chi mi conosce sa che ascolto e rispondo sempre. Approfitto, e spero che tu possa aiutarmi, per cercare di contattare un certo beekepeer che ha confuso le "test plants" ossia le piante testimone che servono a dimostrare l'assenza della Xylella, con quelle esposte ai vettori e va scrivendo che la sputacchina non trasmette. Cerchiamo di evitargli ulteriori pessime figure dovute alla scarsa conoscenza delle tecniche sperimentali (e dell'inglese...).

Istituto Alberghiero e Agrario Columella Presta primo assoluto fra gli Istituti di secondo grado nel concorso del Veliero Parlante con il lavoro "Banca dei semi - cultivar antiche e tradizioni salentine"


Presta Columella  http://www.istitutocolumella.it è 
primo assoluto fra gli Istituti di secondo grado nel concorso del Veliero Parlante con il lavoro "Banca dei semi - cultivar antiche e tradizioni salentine".
Bravi a tutti!

Istituto Alberghiero e Agrario Columella Presta
Indirizzo: Via San Pietro in Lama, Lecce LE

Telefono:0832 359812