giovedì 18 settembre 2014

L'agricoltore sostiene che gli olivi della foto erano stati dichiarati irrecuperabili. Pare che invece si siano ripresi.

L'agricoltore sostiene che gli olivi della foto erano stati dichiarati irrecuperabili e quindi destinati all'abbattimento da esperti di cui non ha fatto i nomi. Pare che invece si siano ripresi.





Fonte:

Tentativo di cura per gli olivi malati










«Siamo venuti qui per dare dei consigli di buone pratiche agricole che hanno sempre utilizzato i nostri antenati per curare gli alberi di ulivo. Noi non andiamo a curare la Xylella o a combattere la Xylella, ma andiamo a curare l’albero: se poi l’albero reagirà o no, questo dovranno verificarlo le Università competenti e i Centri di ricerca». Così Ivano Gioffreda, presidente dell’associazione “Spazi popolari- Agricoltura organica rigenerativa” di Sannicola, durante una visita insieme a dei volontari in un terreno agricolo tra Alezio e Taviano. Nell’occasione, finalizzata a indirizzare gli olivicoltori verso una cura del terreno e delle piante tutta al naturale, a base di solfato di rame, calce e una sostanza a base di aglio, si è proposta una sperimentazione empirica in totale rispetto della natura: «L’unica possibile cura -sottolinea Gioffreda- per la salvaguardia di un paesaggio, di un territorio e di una cultura per i salentini di oggi e delle future generazioni è evitare l’uso di pesticidi e prodotti chimici».

Fonte:

Sabato 20 settembre ore 18 e 30 Tricase (Lecce)


La complessità del Paesaggio


"Non c'è un filo d'erba solo in un prato. Non c'è un albero, ma c'è il bosco, dove tutti gli alberi stanno insieme, non prima o poi, ma insieme, grandi e piccoli, con i funghi e i cespugli e le rocce e le foglie secche e le fragole e i mirtilli e gli uccelli e gli animali selvatici, e magari anche le fate e le ninfe e i cinghiali, e i cacciatori di frodo e i viandanti smarriti, e chissà quante altre cose ancora.
C'è la foresta."
C. Levi, L’Orologio, 1948.

Sono parole di rara efficacia, che alludono ad una visione sistemica e complessa del bosco degli olivi del Salento leccese, che in un sol colpo ci fanno intuire gli infiniti piani di realtà che nel Paesaggio rurale del salento si possono scoprire, a seconda del punto di vista dell'osservatore.
Così Carlo Levi, dopo una sequenza di connettivi aggiuntivi "e", che sembra tendere all'infinito, si ferma bruscamente, con il punto fermo segnala un salto gerarchico, un ordine concettuale diverso: "c'è la foresta".

Antonello 'Martinez' Gianfreda ha scritto:
Spero che lo spirito degli incontri si trasformi da reazione all'emergenza in seme di progettualità, nei pochi a cui ho partecipato la mia era una strana sensazione, quasi fastidiosa, quella di ascoltare il lamento di un eco che non riesce a uscire dalla stanza dove le parole venivano pronunciate.
Magari le cose nel frattempo sono cambiate, sono mancato agli ultimi dibattiti perchè (ahimè) sono lontano da una delle mie 'terre', spero che in quelli futuri ne escano delle strategie chiare, si definiscano le finalità che potrebbero guidare i prossimi obiettivi, e che essi siano qualificabili, quantificabili e messi per iscritto. E mia opinione che leggere i propri pensieri a volte aiuta a distinguere quelli buone dalle altre.
Continuerò a tenermi aggiornato e nel massimo dei miei limiti ad agire con voi.

Sperimentiamo una cura per l'ulivo.

Nel Salento leccese si vanno facendo dei tentativi tesi a vedere i nostri olivi di nuovo SANI.
Li riporto a titolo di cronaca e SPECIFICANDO CHE NON HANNO AVUTO ALCUNA VERIFICA DA PARTE DEGLI SCIENZIATI



Sperimentiamo una cura per l'ulivo.(vediamo se funziona)
Premettendo che questa non è una cura per la "Xylella", ma una buona pratica, per preservare la pianta.
Vi spiego in pochi passi cosa ho fatto, ho sparso nei dintorni dell'albero, zolfo mescolato a calce in polvere, che come ben sapete sono dei minerali naturali.
Successivamente ho trattato i tronchi con del solfato di ferro e grassello di calce, dopodiché ho irrorato la chioma con solfato di rame e grassello di calce.
Ora aspettiamo il risultato. E che Dio ce la mandi buona.
Comunque vada questa pratica è priva di componenti chimici, infatti ho adottato soltanto elementi naturali.


Fonte:


mercoledì 17 settembre 2014

Sabato 20 settembre ore 19 e 30 a Sannicola (Lecce)


E’ necessario ed urgente che sia fatta una ricerca ad opera degli scienziati della complessità per avere la possibilità di comprendere e prevedere, quindi controllare, i fenomeni che stanno avvenendo nel Paesaggio rurale del Salento leccese .





C’è un grande fermento nel Salento leccese, una curiosità che riguarda il Paesaggio rurale e soprattutto gli olivi. In salento 10 milioni di olivi ricoprono più della metà della superficie del territorio. E’ sotto gli occhi di tutti che, prima nelle immediate vicinanze di Gallipoli, e poi via via nell’intero territorio provinciale gli olivi stanno soffrendo al punto che molti di essi seccano.
Questi alberi secchi sono un colpo al cuore per tutti perché gli olivi non stanno sotto le serre o dietro ad altissimi muri di cinta che ne impedirebbero la vista.  Il Paesaggio rurale della provincia di Lecce è fruibile da chiunque percorra le strade di questa penisola che si stende nel Mediterraneo ed è fatto da 10 milioni di alberi di olivo che troneggiano davanti a tutti.
Stanno male gli alberi di olivo e c’è chi crede che ne possano parlare solo gli specialisti. Dipende da cosa si organizza. Se organizziamo un dibattito scientifico all’Università o un corso di aggiornamento per tecnici e operatori del settore sicuramente a parlare devono essere gli specialisti ma anche qui c’è da porsi una domanda: quali scienziati?

Réda Benkirane nel suo libro “La teoria della complessità” tr. it. A cura di A. Gusman, Bollati Boringhieri, Torino 2007, pp. 322, € 36 pp. 10 11 scrive:
«Gli scienziati conoscono un numero sempre maggiore di cose su un numero sempre minore di argomenti»

In questo libro R. Benkirane contesta la crescente specializzazione nella ricerca quindi forse gli specialisti di una sola materia non sono adatti da soli a parlare o addirittura a studiare per dare le risposte. Forse c’è bisogno di più specialisti.

Il saggio illustra con efficacia e chiarezza, senza scivolare nella banalizzazione divulgativa, le profonde divergenze tra le scienze della complessità e quelle tradizionali, in primo luogo per quanto riguarda la possibilità di comprendere e prevedere, quindi controllare, fenomeni sia naturali che umani.

Quindi la mia tesi è la seguente: preso atto delle profonde divergenze tra le scienze della complessità e quelle tradizionali, in primo luogo per quanto riguarda la possibilità di comprendere e prevedere, quindi controllare, fenomeni sia naturali che umani è necessario ed urgente che sia fatta una ricerca ad opera degli scienziati della complessità per avere la possibilità di comprendere e prevedere, quindi controllare, i fenomeni che stanno avvenendo nel Paesaggio rurale del Salento leccese.

Negli ultimi anni l’approccio riduzionista alla ricerca scientifica è stato messo in discussione in biologia ed in chimica, ma anche in fisica. La teoria della complessità è una moderna corrente di pensiero che ritiene, sulla base dell’evidenza empirica, che alcuni fenomeni collettivi possano emergere solo come risultato della interazione cooperativa di sottoparti fortemente correlate del sistema analizzato. Questa teoria si propone di modellizzare gli aspetti essenziali della dinamica complessa di un sistema a molti corpi utilizzando pochi parametri collettivi ai quali sono associate poche equazioni differenziali.
Io sfido tutti gli specialisti su questo tema, io chiedo a tutti coloro i quali stanno affrontando il problema a dire la propria opinione con sincerità. Questo è il tema vero. Non ci sono né maghi né untori, ci sono gli olivi del salento, c’è questo territorio, le genti che lo abitano che hanno bisogno del contributo di tutti noi dottori agronomi.