giovedì 21 agosto 2014

Il Prof. Luigi De Bellis, Direttore del Disteba dell’Università del Salento ha elaborato una pratica per contenere l’infezione causata da Xylella fastidiosa concausa del ‘complesso del disseccamento rapido dell’olivo’ (olive rapid decline complex)





In una intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia del 21 agosto 2014 il Prof. Luigi De Bellis, Direttore del Disteba dell’Università del Salento propone una pratica per contenere l’infezione causata da Xylella fastidiosa concausa del ‘complesso del disseccamento rapido dell’olivo’ (olive rapid decline complex).
Secondo lo scienziato bisogna togliere subito dagli olivi infetti tutte le foglie conservando le radici. In altri termini si devono tagliare o capitozzare gli olivi infetti conservando le radici e poi aspettare i nuovi germogli che devono essere sottoposti a nuove analisi per capire se la malattia sia presente o no.
L’olivo, aggiunge lo studioso nell’intervista, è in grado di vegetare per secoli ed è assolutamente probabile che abbia superato nel tempo molte avversità e malattie.

Giuggiolo Zizyphus vulgaris L Salento leccese



[......] la mia visione del paesaggio: un sistema vivente.





Conferire la dignità della vita al paesaggio significa riconoscerne la qualità di sistema complesso adattivo e, quindi, le caratteristiche di coevoluzione, di comportamenti emergenti, d’interattività tra le sue parti, l’ambiente circostante e l’uomo.
Conferire la dignità della vita al paesaggio significa porsi in consonanza con Ludwig von Bertalanffy (1901-1972) – biologo austriaco, fondatore della Teoria Generale dei Sistemi – e con quanti hanno contribuito al superamento del riduzionismo come, per citarne alcuni, il chimico Ilya Prigogine, il fisico Murray Gell-Mann e il filosofo-sociologo Edgar Morin. Conosciamo tutti i grandi meriti del riduzionismo nel progresso delle conoscenze; ma, proprio perché la scienza deriva da un processo sistematico di acquisizione delle conoscenze mirato a giungere a una descrizione sempre più dettagliata della realtà fattuale, il superamento con metodo scientifico dell’acquisito ne è parte integrante.
Tullio Regge, il grande fisico-matematico italiano, ha scritto in proposito: “La portata di una scoperta scientifica non si misura dai risultati raggiunti bensì dai problemi nuovi che essa apre in un processo evolutivo che pare non aver fine”.

Notte Verde AgricUltura e Sviluppo Sostenibile - Domenica 31 agosto - alle ore 19.00 - Castiglione D'Otranto, Puglia, Italy


Notte Verde AgricUltura e Sviluppo Sostenibile
       
    Domenica 31 agosto
    alle ore 19.00
   
    Castiglione D'Otranto, Puglia, Italy

Fabio Zollino ha coltivato con successo il Goji (Lycium barbarum) a Muro Leccese (Lecce)

Fabio Zollino ha coltivato con successo il Goji (Lycium barbarum) a Muro Leccese (Lecce)
Fabio Zollino:



nella foto la pianta di Goji (Lycium barbarum) che Fabio Zollino ha coltivato   

Fonte: 


Come coltivare il Goji (Lycium barbarum) dal seme

Utilizzate nella medicina tradizionale cinese, le bacche di Goji sono molto preziose e nutrienti: contengono infatti carotenoidi, beta-carotene, vitamine C, B, E, oltre a più di 30 oligoelementi antiossidanti e 19 aminoacidi. Sono veramente eccezionali, migliorano il sistema immunitario, la vista e la circolazione.
I frutti si presentano come bacche rosse-arancione dal colore brillante e di forma allungata, grandi quanto dei pomodorini pendolini, con un sapore leggermente agrodolce. Possono essere consumate fresche, trasformate in succhi, vino o mangiate semplicemente come spuntino, anche essiccate al sole, mentre la corteccia può essere utilizzata in tè e infusi.

Le piante di Goji sono di due tipi: il Lycium Chinense che è meno richiesto con bacche piccole ed amare ed il Lycium Barbarum con bacche più grandi dal sapore più dolce.
E’ una pianta resistente alla siccità, a differenza della maggior parte dei frutti di bosco, ama un terreno ad alto pH tra 6,8 e 8. Potete misurare il pH del terreno con apposite cartine e correggerlo, aggiungendo calce o carbonato di calcio per aumentare il pH, mentre per abbassarlo solfato di ferro o zolfo. Rivolgetevi a negozi specializzati di giardinaggio e seguite le specifiche istruzioni.

Si possono crescere piante di Goji nel terreno, in qualsiasi posizione relativamente soleggiata, ma occorre avere spazio per la loro espansione. Il Goji è un membro della famiglia delle Solanacee (come pomodori e patate), e se lasciato crescere, arriva ad oltre 3 metri di altezza, con il suo fogliame verde smeraldo e rami cadenti come un salice piangente. Cresce anche in larghezza, quindi è necessario potarlo periodicamente. Si possono anche crescere boschetti di Goji come copertura di pareti con l’utilizzo di tutori.

All’inizio dell’estate nascono i fiori a forma di tromba bianchi, viola e lilla, da luglio a novembre maturano i frutti ed ogni anno il Goji perde il fogliame ai primi colpi di freddo rigido.
Tenendo sotto controllo eventuali parassiti o malattie (poco frequenti in realtà), le piante di Goji sono molto adattabili e facili da coltivare. Iniziano a produrre frutti dalla terza stagione, che aumentano negli anni successivi con la potatura. Fate attenzione agli uccelli, che ne adorano le bacche e possono tranquillamente far sparire il vostro raccolto in pochi minuti!

Le piante possono essere avviate da semi, facilmente reperibili nei negozi di giardinaggio oppure on-line.
Fino al momento della semina in semenzaio, attorno metà marzo, i semi andranno conservati in un luogo fresco ed asciutto. I semenzai sono dei semplici contenitori preferibilmente in plastica: potete usarne uno grande e basso o tanti piccoli vasetti, anche quelli dello yogurt andranno bene, l’importante è che siano ben drenati.
I semenzai vanno tenuti in luogo caldo e illuminato dal sole, dove il seme, interrato nel terreno di semina e bagnato periodicamente con acqua calda, può germogliare e crescere formando la piantina che andrà trapiantata nel terreno verso aprile. Non daranno problemi di germogliazione, quindi non occorre scarificare i semi, in quanto essendo piccoli si rischia di rovinarli, rendendoli attaccabili da patologie batteriche.

Le piante possono,inoltre, essere facilmente coltivate in vaso sul balcone. Anche se nel terreno questa pianta gode di grande sviluppo, se sviluppata in vaso le radici smetteranno di crescere una volta che si estenderanno sino al fondo. Un vantaggio della coltivazione in vaso è che se tutto procederà nel verso giusto, potrete avere le bacche di Goji già nella prima o seconda stagione della pianta.
Prima di trapiantare le piantine in vaso lasciatele in ammollo in un contenitore con acqua a temperatura ambiente per circa 15 minuti. Preparate poi il vaso, che sia grande e con fori di drenaggio sul fondo, miscelate circa 1/3 di sabbia e 2/3 di terreno, un buon terriccio universale andrà bene.

Sia nel vaso o terreno, premete bene la terra attorno alla pianta ed annaffiate, mantenendo le piante di Goji umide, ma non eccessivamente bagnate.
Potete spargere un po’ di pacciame per mantenere l’umidità ed applicare un fertilizzante come l’azoto in piccole quantità, a circa un palmo dalla pianta, ogni 2-3 settimane da maggio a luglio.
Una volta che le piantine si saranno adattate, annaffiatela regolarmente quando vedrete che il terreno sarà asciutto.

La potatura viene eseguita normalmente in inverno, ma potrete potare ogni periodo, senza esagerare, per tenere sotto controllo lo sviluppo della pianta.
Va effettuata tagliando i germogli laterali inferiori, con l’obiettivo di rafforzare il tronco. Poi, quando la vostra pianta Goji raggiungerà l’altezza desiderata, potate la punta per stimolare la crescita di ulteriori rami laterali. I rami non fruttiferi li potete rimuovere: sono riconoscibili perché sono dritti e lisci e crescono velocemente. La potatura stimola la produzione dell’anno successivo, favorendo la nascita dei fiori che vengono impollinati dalle api. In estate, poi, questi fiori si sviluppano in bacche rosse.
In inverno quando la temperatura media diurna scenderà, la vostra pianta di Goji comincerà ad andare in dormienza e rimarrà inattiva fino al sopraggiungere delle temperature primaverili.
La pianta di goji preferisce il pieno sole per la massima produzione di frutti, ma crescerà in modo adeguato anche in parziale ombra.

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