giovedì 17 aprile 2014

Giulio Sparascio è il nuovo presidente di Turismo Verde-Cia

A nome dell'Adaf Lecce faccio i miei complimenti al Presidente Giulio Sparascio e formulo i migliori auguri di buon lavoro nel nuovo incarico.

Carissimi,
è con vero piacere che Vi informo che Giulio Sparascio è
stato eletto ieri, 16 apri...le, Presidente Nazionale di Turismo Verde-Cia.
Vi allego il comunicato stampa.
Un incarico di grande prestigio che rende omaggio
all'impegno con cui Giulio, sua moglie Cesarina e le sue figlie hanno
prima creato e poi condotto con risultati eccellenti, la loro azienda
agrituristica "Gli Ulivi" a Tricase.
Siamo convinti che Giulio onorerà l'incarico con l'entusiasmo
di sempre.
A Giulio, tutta la Cia di Lecce rinnova i complimenti e gli augura
buon lavoro.
Vito Murrone

Giulio Sparascio è il nuovo presidente di Turismo Verde-Cia. Già vicepresidente vicario dell’Associazione, Sparascio è titolare di un’azienda agrituristica del Salento. L’Assemblea nazionale, che si è svolta ieri a Roma all’auditorium Giuseppe Avolio, ha eletto,inoltre, i nuovi quattro vicepresidenti di Turismo Verde: Pierangelo Cena del Piemonte vicepresidente vicario, Mario Grillo, Alessio Guazzini e Roberto Reas vicepresidenti provenienti rispettivamente dalla Calabria, Toscana, Sicilia. Nominato anche il nuovo direttore Tommaso Buffa. Sono intervenuti il presidente della Cia Dino Scanavino che ha ribadito l’importanza di Turismo Verde per la Confederazione e Alberto Giombetti, coordinatore dell’ufficio di presidenza e relazioni esterne e territoriali della Cia. Ha concluso i lavori il nuovo presidente incaricato Giulio Sparascio che ha illustrato il programma di rilancio dell’Associazione
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Premio "Sirena d'argento 2014" all'olio fruttato leggero dell'Azienda "La Cornula" di Nardò


Guarda il video della premiazione

I miei più sentiti complimenti al collega Nino Buttazzo per il meritatissimo riconoscimento alla sua multi decennale attività professionale diretta al miglioramento della qualità dell'Olio d'Oliva della Provincia di Lecce. In qualità di Consigliere Nazionale della FIDAF, Presidente dell'ADAF Lecce e Consigliere dell'Ordine Dottori Agronomi faccio le mie più vive felicitazioni per chi con la sua attività dimostra ogni giorno ciò che fa la differenza tra chi si affida a noi professionisti e chi invece ostinatamente continua nel suo viaggio solitario verso il sicuro disastro.


Premio "Sirena d'argento 2014" all'olio fruttato leggero dell'Azienda "La Cornula" di Nardò
Alla 12ma edizione del concorso nazionale "Sirena d’Oro", promosso dalla Città di Sorrento, riconoscimento di prestigio per l’olio dell’azienda neretina "La Cornula" della famiglia Sabato. La proclamazione ieri mattina a Roma nella sala stampa della Camera dei deputati.

NARDO' (Lecce) -  Alla 12ma edizione del concorso nazionale "Sirena d’Oro", promosso dalla Città di Sorrento riconoscimento di prestigio per l’olio dell’azienda neretina La Cornula della famiglia Sabato..
L’Olio DOP Terra d’Otranto “La Cornula”, dal nome dell’omonima Masseria in agro di Nardò della Società Agricola MCS Srl, conquista la Sirena d’Argento nella categoria dei “Fruttati Leggeri”.
Tra i migliori oli extravergine di oliva Dop e Igp d'Italia premiati alla XII edizione del Premio Sirena d’Oro di Sorrento c’è anche il “fruttato leggero “dell’azienda neretina La Cornula deilla famiglia Sabato.
L’Olio DOP Terra d’Otranto “La Cornula”, dal nome dell’omonima Masseria in agro di Nardò della Società Agricola MCS Srl, conquista la Sirena d’Argento nella categoria dei “Fruttati Leggeri”. Gli oli vincitori della 12ma edizione del prestigioso concorso nazionale Sirena d’Oro di Sorrento 2014, sono stati proclamati ieri a Roma presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Per il Salento è la prima volta che un olio DOP Terra d’Otranto si aggiudica una “Sirena”, dando evidenza e prestigio al territorio e a tutti gli operatori che credono nella qualità certificata del loro prodotto. L’olio DOP “La Cornula” in questa edizione, dove hanno partecipato 170 oli certificati DOP e IGP d’Italia, rappresenta anche l’intera regione Puglia visto che tra i quindici finalisti è l’unico olio pugliese ad avere ricevuto un riconoscimento in questa 12ma edizione.
“Il verdetto della dodicesima edizione del Sirena d'Oro (concorso nazionale promosso dalla Città di Sorrento in collaborazione con FederDop Olio, Unaprol, Aifo e Associazione Oleum, ndr, ) premia un’ eccellenza del nostro territorio ed insieme il talento e le capacità di quanti credono ed investono nel prodotto “Salento” con la ricerca e l’innovazione ma anche, e soprattutto, con passione e tenace determinazione.”
Così il sindaco di Nardò, Marcello Risi, ha voluto esprimere la soddisfazione e l’orgoglio, a nome personale e dell’intera comunità che rappresenta, per il prestigioso riconoscimento assegnato all’olio prodotto dall’azienda neretina La Cornula.
“Il riconoscimento   al fruttato leggero La Cornula – continua il primo cittadino - mi riempie di orgoglio ed è motivo di  grande   fierezza per tutta la Comunità. La città di Nardò si affaccia così alla ribalta nazionale anche per la produzione di eccellenza di quello che abbiamo sempre considerato il nostro oro giallo. Anche nel nostro Salento si conferma la tendenza, registrata, negli ultimi mesi, dagli economisti in tutto il territorio nazionale, a quello che è stato definito il fenomeno del ritorno alla terra: assunzioni che crescono, aziende che nascono, interesse dei giovani che aumenta. E poi nuove professioni legate al settore e strategie imprenditoriali che vanno oltre la produzione di cibo, olio, vino. Insomma assistiamo , anche nel nostro territorio, ad un quadro complessivo che pare nascere dalla crisi, ma anche dalle opportunità offerte dalle peculiarità e dalle potenzialità del nostro Salento unite a tecnologia e mercato globale."
 Grande soddisfazione è stata espressa dai titolari dell’azienda La Cornula, i fratelli Cesare e Stefano Sabato, che ieri mattina a Roma, al momento della proclamazione, hanno voluto ringraziare l’Organizzazione del Premio, il Consorzio di Tutela DOP Terra d’Otranto e gli attori co-protagonisti per l’ottenimento di questo premio, il frantoio Ramundo Annatonia di Galatone e l’agronomo aziendale Dott. Carmelo Buttazzo.
Localizzata tra Nardò e Copertino, fra gli antichi feudi di Ogliastro e Cambrò, in una delle aree più suggestive del Salento, Terra d'Arneo, l'Azienda Agricola La Cornula custodisce intatto nei suoi cento ettari il fascino di un tempo prestandosi al tempo stesso ad una sapiente operazione di riconversione strutturale con l'obiettivo di coniugare il mondo agricolo e quello turistico realizzando così un vero agriturismo di qualità.
“La nostra azienda, operante nel settore dell'olivicoltura e nella coltivazione dei terreni di proprietà,- spiega Cesare Sabato – ha da poco avviato la ristrutturazione della propria Masseria con l’obiettivo di avviare e realizzare una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un'azienda agricola. Quest'anno, per la prima volta, abbiamo deciso di misurarci con il mondo dell'olio di alta qualità realizzando degli olii ed un cofanetto ricco di contenuti e che garantisce un “percorso esperienzale” senza eguali. Devo dire che il riconoscimento della Sirena d’Argento ci incoraggia e premia l’impegno, corale, di quanti in questo progetto hanno creduto e investito.”  
La cerimonia di consegna delle "Sirene" alle aziende vincitrici si svolgerà il 2 maggio, a Sorrento, nell'ambito de "I Valori del Territorio", evento di marketing territoriale in cui gli oli Dop e Igp saranno protagonisti di percorsi enogastronomici nel centro antico della città costiera.

Associazione Amici Olivo Secolare del Salento: per l’abbandono dell’olivicoltura a causa degli aiuti comunitari (premio unico) concessi senza controlli in campo ognuno è legittimato ad incassare gli aiuti senza dimostrare alcun tipo di attività agronomica.


Gli “Amici dell’olivo secolare del Salento” assistono amareggiati allo sradicamento delle piante di olivo secolare affette, si suppone, dal batterio della xylella fastidiosa.
E' l'unico modo, hanno detto gli esperti nelle ultime ore, per scongiurare che il batterio della xylella, fino a pochi mesi fa totalmente sconosciuto, possa svilupparsi a macchia d'olio e coinvolgere gli uliveti dell'intero Salento. Sarebbe la fine dell'economia! Un colpo non solo alle tasche, ma al cuore di questa terra!
Si assiste all’assurdo! Zone definite "nuovo focolaio", dove xylella sarebbe presente, ma senza manifestare sintomi. E così, i numeri progressivi segnati di rosso sulla corteccia decennale, centenaria, se non secolare annunciano la triste ineluttabilità.
La verità è che il colore secco che si vede sugli alberi è l’effetto della mancata rimonda oltre che del largo uso dei diserbanti!
I dubbi restano però e le domande sono tante! Estirpare le piante serve forse a debellare il batterio? Come mai si è proceduto ad abbattere alberi verdissimi e rigogliosi salvando invece quelli successivi leggermente malandati? Come hanno fatto ad individuare la malattia in quell'area se non mostrava segni? Hanno campionato tutto il Salento e non ce ne siamo accorti"?
È lecito che i diretti interessati non siano mai stati informati neanche del campionamento effettuato nel mese di ottobre e che lo apprendano solo ora? E le Associazioni di categoria che devono difendere gli interessi degli olivicoltori dove sono???
Ed ora che stiamo assistendo alle estirpazioni…. che cosa ne sarà della nostra economia olivicola? Non sarebbe forse il caso di chiederci piuttosto qual è l’obiettivo a medio-lungo termine, che tiri fuori la nostra olivicoltura dall’abbandono di oggi per condurla al reddito di domani?
E poi, magari, studiare quali potrebbero essere le strategie più opportune per permettere alle nuove generazioni di avvicinarsi al comparto, con la certezza di un reddito e di un lavoro in questo periodo di crisi?
Consapevoli dell’importanza del contributo dell’Unione Europea, crediamo che bisognerebbe rielaborare l’aiuto comunitario. La “xylella”, come la “lebbra dell’olivo”, sono figlie dell’abbandono dell’olivicoltura a causa degli aiuti comunitari (premio unico) concessi senza controlli in campo. Ognuno è legittimato ad incassare gli aiuti senza dimostrare alcun tipo di attività agronomica.
Questa è la vera causa!
Anziché tagliare le teste ai nostri alberi di ulivo, non sarebbe forse più giusto un riconoscimento da riservare agli agricoltori veri ed incentivare cooperative di giovani che possano specializzarsi in attività di potatura, trinciatura, raccolta e generare lavoro tutto l’anno?
Sarebbe un modo per ridurre i problemi legati alla disoccupazione giovanile, ma anche per debellare qualunque tipo di batterio o fungo che hanno sempre convissuto con l’olivo.
Cosi facendo la xylella diventerebbe un lontano ricordo ed i giovani proprietari tornerebbero a vedere produttivi i propri uliveti!
Raffaele Cazzetta
Presidente Associazione A.O.S.S.

Agraria a Lecce


mercoledì 16 aprile 2014

Studio compiuto alla Facoltà di Agraria all’Università di Firenze sugli uliveti toscani

 
 

Studio compiuto alla Facoltà di Agraria all’Università di Firenze, sugli uliveti toscani, riconduce il problema alle conseguenze del riscaldamento globale      
Vien quasi da ridere, dopo un inverno eccezionalmente piovoso, pensare che la siccità possa essere la causa prima delle strane morie di olivi.
Ma sarebbe così, secondo uno studio compiuto alla Facoltà di Agraria all’Università di Firenze sugli uliveti toscani.
Per i ricercatori, lo stress idrico che subiscono gli ulivi determina la risalita dal terreno del Verticillium Dahliae, un micro fungo presente naturalmente nel terreno che risale attraverso le radici nei vasi legnosi che portano acqua alla pianta, ostruendo il passaggio e facendo essiccare la pianta stessa
Rimedi possibili sono pochi, forse il più praticabile è la pacciamatura delle piante imitando quello che succede naturalmente nei boschi, dove le foglie secche vanno ad accumularsi sul terreno ai piedi dell’albero:
Il problema potrebbe diventare di non poco conto per l’Umbria, regione in cui, mentre in Italia il comparto degli oleifici, con un giro d’affari di quasi 5 miliardi (10% in Umbria) e 158 società di capitali (di cui 10 umbre) è in perdita per oltre 27 milioni, il settore registra un utile di oltre 6 milioni di euro, secondo quanto emerge dall’analisi del Centro studi economico e finanziario Esg89 che, per Il Sole 24 Ore – Impresa & Territori, ha analizzato il mercato

fonte clicca per leggere l'articolo


Benanchi Madda scrive:
 L'ARTICOLO, RIASSUME COME  UNA RICERCA FATTA dal nostro dipartimento (Prof. Capretti, NON Mugnai) su un fungo terricolo Verticillium dahliae, un fungo che penetra nelle radici delle piante occludendo i vasi conduttori di acqua e sostanze nutritive, con il risultato di seccare gli olivi e provocando la cosiddetta "VERTICILLOSI DEGLI OLIVI" . Il metodo messo a punto permette di rilevare l'agente patogeno nel terreno, prima che infetti la pianta, attraverso l'estrazione del DNA dal suolo.I parassiti, tra cui alcuni funghi del genere Verticillium, possono provocare il disseccamento di piante di olivo giovani, in vivaio, o di interi individui adulti ed è stato dimostrato che la tracheoverticillosi dell'olivo, causata da Verticillium dahliae è in espansione nel bacino del Mediterraneo. Le radici infette che rimangono nel terreno dopo l'asportazione delle piante morte costituiscono un focolaio di infezione poiché il patogeno può conservarsi nel terreno anche per 10 anni. Questo metodo da la possibilità di accertare la presenza del Verticillium dahliae dopo pochi giorni invece di alcune settimane necessarie per il classico isolamento su piastra. L'approccio presenta facilità di campionamento, contenimento dei tempi e dei costi di analisi, elevata specificità per il patogeno.
Peraltro, applicato su piante asintomatiche, il metodo darà al patologo la possibilità di intervenire in maniera preventiva, evitando l'abuso di trattamenti chimici, con riscontri positivi dal punto di vista economico e ambientale. Uno strumento diagnostico così rapido e preciso può diventare un metodo d'eccellenza per la diagnosi precoce di questo tipo di malattie, con notevoli ricadute pratiche per l'importanza economica e ambientale dell'olivo. hanno messo a punto il protocollo per rilevare il Verticillium dahliae su olivo. Le prove sono state effettuate in vaso su piantine di controllo sane e su altre opportunamente inoculate con il patogeno e incubate in ambiente controllato, prelevando campioni nel periodo compreso tra l'inoculo e la comparsa dei primi sintomi di malattia. E' stata determinata la quantità minima di sequenza del DNA patogeno rivelabile mediante amplificazione quantitativa, con opportune diluizioni del DNA fungino in quantità fisse di suolo non sterile, e quindi la presenza di sequenze patogene nei campioni di suolo. Il sistema è in grado di quantificare fino a 3,62x10-5 ng di sequenza del patogeno per nanogrammo di DNA da suolo. Ora, se mi chiedi: "è possibile che questa sia la causa anche delle morti degli olivi del salento?" non so risponderti perchè non ricordo se hanno ricercato questo fungo, chiedo, rimane il fatto purtroppo, che i campioni presi erano pieni di XYLELLA quello sì, e che a Bari sono riusciti non solo a caratterizzare il patogeno, ma anche a riprodurre i sintomi.....questo e quanto ad ora, in privato avrei in mente alcuni suggerimenti da dare....sentiamoci domattina. BACI

Il via libera dal Consiglio della Regione Puglia al Corso di Laurea in Agraria presso l'Università del Salento