martedì 2 settembre 2014

COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA
In riferimento alle notizie apparse circa la mia presenza il 5 settembre al dibattito organizzato dall’Associazione Casapound comunico che non ho mai dato tale disponibilità né direttamente né indirettamnente. Posso solo pensare che a spingere gli organizzatori a fare il mio nome, sia stato il mio impegno  personale per il territorio salentino che, come noto, sta vivendo momenti difficili.
Antonio Bruno presidente ADAF Lecce

domenica 31 agosto 2014

Metodi di coltivazione e biodiversità: elementi fondamentali per la salvaguardia dei nostri ulivi


Tiggiano (Lecce) Helen Mirren contadina da Oscar nello spot della festa di paese

 

Salento, Helen Mirren contadina da Oscar nello spot della festa di paese

Ha messo a disposizione la sua casa in Salento per le riprese e ha indossato i panni della protagonista dello spot per la festa del piccolo paese del Salento diventato il suo buen retiro italiano. Il premio oscar Helen Mirren e a suo marito, il regista Taylor Hackford, testimonial del festival di giochi di strada “Palloni e meloni”, in scena il 19 agosto a Tiggiano, nel Leccese. La coppia hollywoodiana - che in passato ha avuto anche qualche grana con la ristrutturazione della splendida masseria - su intercessione del sindaco del paesino, ha accettato con piacere di recitare nel video promozionale, per ringraziare dell'ospitalità il comune salentino a due passi dal Capo di Leuca e i suoi 3000 abitanti, dove l'attrice di 'The Queen' e consorte si sono trasferiti da diversi anni. Hanno acquistato e poi ristrutturato una meravigliosa fortezza del XVI secolo che apparteneva ai principi Gallone, feudatari del luogo, e lì trascorrono lunghi periodi. Se non fosse stato per questo colpo di fortuna, in pochi probabilmente  avrebbero sentito parlare della manifestazione di Tiggiano, evento da Oscar già cliccatissimo su Youtube

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sabato 30 agosto 2014

Veronica Vizzarri, esperta di patologia vegetale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e olivicoltura (Cra-Oli) di Rende, in Calabria.


“Anche una pianta soggetta a ottime cure può essere contagiata e il problema principale è dato proprio dalle cicaline”, sottolinea Vizzarri.Il meccanismo degli insetti-vettore è ormai noto: succhiando la linfa dagli alberi già infetti, si impossessano del batterio della Xylella e lo custodiscono nel proprio canale alimentare. Alle cicaline basterà, poi, nutrirsi della linfa di un ulivo sano per infettarlo. “E una volta che il batterio è all’interno non c’è modo di tirarlo fuori”, conferma la ricercatrice, specificando, però, che il processo di essiccamento della pianta (dovuto all’ostruzione dei vasi xilematici, causata dalla Xylella), si verifica in modo più lento sugli alberi curati e in buona salute.
Sconfiggere il batterio, dunque, è impossibile? “ In Italia, l’uso fitoiatrico di antibiotici efficaci, impiegati per esempio in America, non è consentito. Ciò che invece si può e si deve fare – ribadisce l’esperta, in linea con alcune delle proposte e delle disposizioni europee già avanzate – è curare le piante in modo costante, operando un monitoraggio diffuso, anche sugli ulivi in apparenza asintomatici”. Vizzarri, inoltre, sottolinea che, “semmai si verificasse una remissione dei sintomi sulle piante infette, il batterio sarebbe sempre presente e potrebbe riprendere a proliferare in qualsiasi momento.” È importante, dunque, pensare a dei trattamenti sinergici e a tutto tondo, che prevedano, come proposto, anche l’uso di pesticidi e, dove necessario, l’eradicazione. In questo caso estremo la patologa raccomanda: “Occorre che gli interventi siano mirati e che si valuti in modo appropriato il rapporto costi-benefici. Anche per l’impiego di insetticidi bisogna agire con criterio, considerando le possibili conseguenze sulle colture biologiche e sugli insetti impollinatori.”
Veronica Vizzarri, esperta di patologia vegetale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e olivicoltura (Cra-Oli) di Rende, in Calabria.

Fonte:

venerdì 29 agosto 2014

Uso di diserbanti e rapida crescita nelle malattie dei cereali




E’ confermato il processo di infestazioni complesse di parassiti, creato da un indebolimento della pianta prodotto da certi «avvelenatori» che la predispongono agli attacchi di malattie (funghi, batteri e virus) e infestazioni animali (bachi, afidi, lepidotteri). Anche i nematodi sono coinvolti. La causa «immediata» può essere qualche forma di carenza sia di importanti minerali come il potassio o di certi elementi in tracce come il boro, lo zinco, il rame. Perciò l’effetto dei diserbanti sui cereali trattati può essere che il raccolto stesso diventa preda di malattie e insetti.

In Francia, dopo uno studio approfondito della frequenza delle malattie dei cereali, l’Institut technique des céréales et fourrages riporta che nel 1973, «La malattia è diventata sempre più un problema per l’80% dei contadini negli ultimi 4-5 anni. Perché?
Perché i loro campi sono regolarmente infestati da 2 o 3 malattie in media». Una grande compagnia che produce pesticidi sottolinea da parte sua: «Di fatto, noi dobbiamo tenere seriamente in conto un complesso ambiente di malattie endemiche. Mentre certe infezioni dei cereali hanno acquisito un aspetto serio, ci devono essere altri fattori che aggravano il fenomeno fra cui le condizioni climatiche non possono essere l’unico fattore».
Noi non potremmo porre meglio il problema delle rinnovate esplosioni di malattie dei cereali. Le più dannose sono quelle che prima erano considerate di secondaria importanza. In particolare questo è vero per la Fusariosi del piede e la Settoriosi, anormali sviluppi portano anche il Piétin-verse, il Piétin-échaudage e la Rhizoctonia. Tuttavia quella che più disturba forse è uno sviluppo molto serio di Helminthosporium teres e le sue nuove varietà insieme a malattie virali. Data la molteplicità delle malattie, la nozione di «infestazione complessa» è diventata sempre più frequente. Questa nozione comporta che varie infestazioni, sia animali che vegetali in origine possano avvenire sulla stessa pianta – in questo caso cereali – sia contemporaneamente sia in sequenza. Questo concetto si applica particolarmente all’orzo che può soffrire contemporaneamente di macchie sulle foglie, muffa e «pietin», per non menzionare le nuove malattie virali chiamate itterizia rimpicciolente (dwarfing jaundice). Questa malattia continua a diffondersi, come fanno le malattie «brown spot» (macchia bruna) o Helminthosporium teres. Un parallelo sviluppo, come nota un ricercatore, appare essere collegato all’aumento della superficie dedicata a questo cereale (orzo) e anche ad una intensificazione della coltivazione, espressa nel ricorrere a tecniche che favoriscono lo sviluppo delle malattie. Lo scrittore non dice altro. Noi interpretiamo il termine intensificazione, presentato senza altri dettagli, come causa di due processi essenziali: eccessiva fertilizzazione e uso particolarmente massiccio di fertilizzanti azotati; l’egualmente massiccio uso di svariati pesticidi in particolare diserbanti così come i loro corollari gli anticrittogamici. Veramente, i trattamenti di anticrittogamici durante il periodo della crescita ha dimostrato di favorire lo sviluppo del brown spot (macchie brune).
Altrove, le analisi di Altman e Campbell dimostrano il fattore causale dei diserbanti nella diffusione delle malattie delle piante particolarmente nei cereali. Questi scrittori riferiscono di numerosi casi di malattie provocate dall’uso di diserbanti e numerose osservazioni che confermano la nostra teoria:
1. questa inibizione della crescita nelle piante trattate con il diserbante porta a un aumento della sensibilità alla malattia (barbabietola o rapa trattate con cyclonato);
2. questi terreni trattati con cyclonato portano in conseguenza a maggior quantità di glucosio e sali minerali nelle piante che vi crescono e quindi ad elementi che favoriscono nutrizionalmente vari agenti patogeni. Di fatto, tutti i diserbanti inibiscono la sintesi delle proteine non solo nelle erbacce che dovrebbero essere distrutte, ma anche parzialmente – per quanto «selettivo» il diserbante possa essere – negli stessi cereali che diventano sensibilizzati a vari parassiti.
Questo processo è stato confermato in numerosi esperimenti. È stato dimostrato che un diserbante come l’atrazina può aumentare la sensibilità al Dwarf mosaic, un virus del mais, con la gravità dei sintomi che aumentano all’aumentare del dosaggio fino al 100%, sintomi mostrati dopo che 20 ppm di atrazina furono aggiunti al terreno.
Altri studi hanno mostrato che gli ormoni chimici 2, 4-D, correntemente usati come diserbanti conducono il mais a:
• aumento degli afidi in funzione della dose
• gravi attacchi da parte del corn borer (perforatore del chicco) (ostrinia nubilalis) con un aumento del peso delle pupe dei bruchi nutriti con il mais trattato, che sembra essere in linea con il suggerito miglior valore nutrizionale della pianta trattata;

Tratto da: Come i pesticidi aumentano le epidemie di Francis Chaboussou, L'ecologist italiano. Anno: 2007 - Fascicolo: 7 - Pagina iniziale 143 

Bibliografia
Perspectives Agricoles, 1980
Firme Procida 1980, Les céréales face aux maladies du progrès. Publication publicitaire, 32 pages.
Altman J. e Campell, C.L., 1977, Effect of herbicides on plant diseases, Ann. Rev. Phytopathol. 15,pp. 361-385.
McKenzie, D.R., Cote, H. e Ercegovitsch, C.D. 1968, Resistance breakdown in maize to maize dwarfmosaic virus after treatment with atrazine. Phytopathology, 58, p. 1058 (Abstr.)

Martedì 2 settembre a Lecce il Prof. Maurizio Servili