giovedì 24 aprile 2014

25 aprile .......noi vogliamo liberarci.......


 vogliamo liberarci dalla paura di poter respirare aria inquinata, di calpestare un terreno carico di rifiuti, di mangiare cibi contaminati. Vogliamo liberarci, per sempre, da un modello di sviluppo che ha messo nel maltrattamento del territorio uno strumento per arricchire in pochi, contaminando i tanti........ Paolo Paticchio Due

A Roberto Malerba, Salento Gelsi


Caro Roberto,

ti ho chiamato per quel bel giardino che mi avevi fatto vedere. Si! quello che, mi insegnasti, un tempo, caratterizzava la valle della cupa. Mi hai detto che, la saggezza di quei signori di un tempo che fu, faceva in modo di avere sempre fiori nel giardino. Ottenevano una fioritura perenne destinando spazi a piante che fiorivano via via nelle stagioni e nei mesi. Mi avevi promesso che l’avresti realizzato quel giardino a San Cesario di Lecce, mi avevi assicurato che mi avresti aiutato a farlo.

Adesso tu sei nell’aria, nelle piante, negli alberi di gelso che hai censito, nelle mille serate passate a discutere di paesaggio e di ambiente salentino. Tu, caro Roberto, adesso sei disperso dappertutto, sei nel tutto e mi piace vederti nell’albero di sotto casa mia o nel filo d’erba che viene scosso dal vento o nel sottile fumo che s’alza da un camino.

Mi piace vederti in ogni viso delle persone che frequento perché quei visi hanno incontrato il tuo sorriso e le tue parole sempre preziose e dolci.

Mi venisti a trovare per parlarmi dei tuoi Gelsi, mi portasti mille materiali e il tuo entusiasmo che da allora conservo intatto dentro di me. Tutto è compiuto se sei disperso nell’energia del tutto, il tuo viaggio in questa forma è terminato in una notte, improvvisamente, senza un saluto.

Ma tu sei qui amico mio, sei accanto a me e, insieme a me conti i più preziosi attimi che c’immergono nell’eterno immenso perché è li che c’incontrammo ed è li che siamo per sempre.

Ciao Roberto

antonio

Antonio Bruno Presidente dell’Adaf Lecce esprime solidarietà all’Assessore Fabrizio Nardoni


Antonio Bruno Presidente dell’Adaf Lecce esprime solidarietà all’Assessore Fabrizio Nardoni


Nella mia esperienza di professionista più volte sono stato chiamato a esprimere un parere su Olivi malati e quando mi sono trovato in presenza della pianta ho potuto individuare la causa della malattia perché era già stata descritta dagli scienziati e presente in letteratura scientifica.
Mi sono sempre guardato bene dall’esprimere una qualsivoglia opinione in proposito a sintomi e malattie di cui non si conoscono le cure perché sono sempre rimasto in attesa che gli scienziati pubblicassero le loro ricerche.
Specificamente circa il batterio Xylella Fastidiosa  che è stato individuato durante l’attuale focolaio della malattia che ha colpito 8 000 ettari di piante di olivo nella nostra provincia ho preso atto dalla nota dell’ EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) nella quale si significa che non è nota alcuna strategia precedente che abbia avuto successo nell'eradicazione di Xylella Fastidiosa, una volta insediatasi all'aperto.
Per i motivi esposti io personalmente sono rispettoso delle decisioni che ha preso e che prenderà il gruppo di esperti sulla salute dei vegetali dell’EFSA (gruppo PLH) e invito a fare altrettanto tutte le persone che hanno a cuore il destino del Paesaggio. Ricordo a me stesso che questi esperti hanno valutato i rischi di questo organismo esotico nocivo ai vegetali (organismo proveniente da Paesi extracomunitari) utilizzando una vasta gamma di competenze specialistiche e le conoscenze scientifiche più recenti in materia e hanno fornito, e continuano a fornire, consulenza scientifica alla Commissione europea.
Con la presente nota esprimo solidarietà all’Assessore alle Risorse agroalimentari - Agricoltura, Alimentazione, Riforma Fondiaria, Caccia e pesca, Foreste della Regione Puglia Dott. Fabrizio Nardoni per le azioni intraprese nella Provincia di Lecce durante l’emergenza Xylella Fastidiosa tutte in ossequio alle decisioni della Commissione Europea e finalizzate allo scopo esclusivo della tutela complessiva del Paesaggio rurale.
Antonio Bruno presidente ADAF Lecce

mercoledì 23 aprile 2014

La gerarchia dei mestieri


La gerarchia dei mestieri

(Cicerone, De officiis, 1,150)

Infine intorno alle professioni e ai mezzi di guadagno, ad un dipresso sappiamo questo circa quelli che sono da considerare liberali, e quelli invece degradanti. Si criticano in primo luogo quei guadagni che suscitano l’odiosità fra gli uomini, come quelli degli esattori o degli usurai. […]

Il commercio poi, se esercitato alla spicciola, è da considerarsi indecoroso; se poi lo è in grande, importando le merci da ogni dove e distribuendole a molti senza ricorrere a frode, non è affatto da biasimare […] Ma di tutte le occupazioni rivolte al guadagno nessuna è meglio dell’agricoltura, nessuna più redditizia e piacevole, nessuna più degna di un uomo e di un

libero cittadino.

(trad. L. Ferrero-N. Zorzetti)

Iam de artificiis et quaestibus, qui liberales habendi, qui sordidi sint, haec fere accepimus. Primum improbantur ii quaestus qui in odia hominum incurrunt, ut potitorum, ut feneratorum. […] Mercatura autem, si tenuis est, sordida putanda est; sin magna et copiosa, multa undique apportans multisque sine vanitate impertiens, non est admodum vituperanda […] Omnium autem rerum, ex quibus aliquid adquiritur, nihil est agri cultura melius, nihil uberius, nihil dulcius, nihil homine, nihil

libero dignius.

L’agricoltura, attività ‘regina’ di Roma


L’agricoltura, attività ‘regina’ di Roma
(Catone, De agri cultura, pref.)
Può esser preferibile, talvolta, cercare fortuna nei commerci, se la cosa non fosse così soggetta a rischio, e anche prestare a usura, se la cosa fosse altrettanto onorevole. Ma i nostri avi ritennero e fissarono per legge che il ladro fosse condannato al doppio e l’usuraio al quadruplo. Da questo possiamo giudicare quanto peggiore cittadino fosse per loro l’usuraio in paragone
del ladro. E per lodare un galantuomo lo lodavano come buon contadino e buon agricoltore; e chi veniva così lodato, si riteneva che avesse la più grande delle lodi. Il commerciante io lo giudico, certo, un uomo attivo e teso al profitto, ma – come ho detto – esposto ai rischi e alle disgrazie. Dai contadini invece nascono gli uomini più forti e i più validi soldati: è là che si realizza il più giusto guadagno, il più saldo, il meno esposto al malanimo altrui, e chi è occupato in questa attività è alieno più di ogni altro da cattivi pensieri.
(trad. E. Pianezzola)
Est interdum praestare mercaturis rem quaerere, nisi tam periculosum sit et item fenerari, si tam honestum sit.
Maiores nostri sic habuerunt et ita in legibus posiverunt, furem dupli condemnari, feneratorem quadrupli; quanto peiorem civem existimarent fenatorem quam furem, hinc licet existimare. Et virum bonum quom (= cum) laudabant, ita laudabant: bonum agricolam bonumque colonum; amplissime laudari existimabatur qui ita laudabatur. Mercatorem autem strenuum studiosumque rei quaerendae existimo, verum ut supra dixi periculosum et calamitosum; at ex agricolis et viri fortissimi
et milites strenuissimi gignuntur, maximeque pius quaestus stabilissimusque consequitur minimeque invidiosus, minimeque male cogitantes sunt qui in eo studio occupati sunt.

martedì 22 aprile 2014

Nutrienti del passato: CONCIME ANIMALE


CONCIME  ANIMALE
II concime che si ottiene dagli animali e senza dubbio uno de' migliori ingrassamenti onde restituire la sua fertilità alla terra. Questi concimi per lo più si hanno o dalle stalle addette agli animali, o dal far soggiornare gli armenti ne' campi. I primi si sogliono ridurre in grandi masse, affinchè sviluppandosi il loro calorico , diventino ben macerati, ed in conseguenza più atti a spargersi sul terreno che anche meglio vi si combina e l’inghiotte.
Il dotto Parroco Samminiatese fa osservare che queste masse invece di essere riunite ne' campi si dovrebbero tenere al coverto sotto di loggiati , o capanne fatte a tal fine , acciò non si lavino dalle piogge e non si secchino soverchiamente dal sole.
Ridotto cosi in massa giova il rivoltarlo spesso, perchè in tal guisa tutte le parti saranno egualmente penetrate dal calorico ed anche affinché gli infiniti semi di varie piante che vi si trovano frammischiati possan ridursi ad una giusta corruzione, in contrario ripullulerebbero migliaja di esse con grave nocumeuto alla futura raccolta; quindi giusta l’opinione del prelodato scrittore il concime dovrebbe riposare almeno un anno prima di spargerlo sul suolo. E perché dicemmo che questa specie d'ingrassamento è vantaggiosissimo all’agricoltura, soggiungiamo che lo è per tutte le terre, anche quando fossero di buon fondo; ma lo è poi indispensabile per le arenose , imperciocchè acquista per esso e consistenza e succhi opportuni ad una favorevole vegetazione.
In generale ogni concime animale sperimentasi vantaggioso, ma sono da preferirsi quelli che vengono da sostanze più nutritive; perciò quello delle bestie governate a biade e sempre migliore di quello degli animali governati a paglie o ad erbe.
Il seme colombino poi sarebbe eccellente se ottener si potesse in abbondanza, perché questi animali si cibano in preferenza di semi. Io ho veduto raccorre dal Sig. D. Pasquale Modestino dalle sue torri di colombi questi escrementi , ed essendo giunto a spargerne circa due moggi di nostra comune misura ne ha ottenuta tanta quantità di grano, che ha superato quasi del doppio quella degli altri terreni vicini. Gli escrementi de' polli sono anche buoni , e gli umani in fine sarebbero i migliori perchè noi ci cibiamo di sostanze più oliose e nutritive. Avvertiamo intanto che se qualche proprietario fosse al caso di avere degli escrementi colombini e di altri volatili, quantunque non si ammassino perchè quasi sempre ben digeriti e corrotti , pure non sarà mal fatto di riunirli ove possano esservi dei semi, e ciò ad evitare la pullulazione d' infinite erbe che senza dubbio ingombrerebbero il campo. Che tali semi abbiano effettivamente a nascere lo dimostra l’esperienza , ne si speri molto dal soverchio calore degli animali istessi , perchè non giugnerà mai ad estinguerne tolalmente la forza germogliativa.
 
Della Coltivazione delle Cereali con osservazioni relative al Regno di Napoli, Trattato del Sig. Filippo de Forio da Paterno, Napoli dalla Tipografia del Vesuvio Strada S. Teresa degli Scalzi n. 78 Anno 1838

lunedì 21 aprile 2014

Il 22 aprile torna l'appuntamento con la Giornata Mondiale della Terra.

 
Il 22 aprile torna l'appuntamento con la Giornata Mondiale della Terra. L'edizione 2014 dell'Earth Day sarà dedicata al tram delle green cities. Città sempre più popolose, anche per questo, per necessità, più attente alla sostenibilità.

Per questo, in tutto il mondo, i cittadini si mobiliteranno, da San Francisco a Pechino, da Bruxelles a Mosca, piantando alberi, pulendo i loro quartieri o semplicemente trascorrendo una giornata all'aria aperta, per ricordare che la Terra è una, unica e va tutelata.