domenica 20 marzo 2011

Il 21 marzo 2011 l’equinozio di primavera nel Salento leccese

Il 21 marzo 2011 l’equinozio di primavera nel Salento leccese




In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell'anno in cui il Sole si trova perpendicolare all'equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli. Per il Cristianesimo, la data dell’equinozio di Primavera di 2000 anni fa, corrisponde al giorno e alla festività liturgica del concepimento di Gesù. Sempre per i cristiani, all'equinozio di primavera è legato anche il calcolo per il giorno di Pasqua che cade la prima domenica dopo la prima luna piena, contemporanea o successiva, all'equinozio di marzo. Oggi 21 marzo 2011 c’è l’equinozio di primavera. In questa nota alcuni effetti di tale ricorrenza.



Risveglio

Ogni mio risveglio in questo tempo è fatto di curiosità di vedere oltre la finestra, se c’è stata qualche novità, un fiore, una tenera erba della primavera. Poi il cammino che ogni giorno mi separa dal mio studio, quelle strade costeggiate dai giganti del mediterraneo, quelle panchine che ogni anno si inerbiscono per decorare di fiori e di spighe l’arrivo della primavera.



La primavera dipinta di giallo

I fiori, queste bellissime produzioni delle piante, come quelli del genere Acacia. Per capire cos’è il genere Acacia ricordo che ne fa parte la comunissima mimosa, che nel Salento leccese è presentissima in giardini e campagne. La mimosa che accompagna quell’8 marzo in cui celebriamo l’altro genere, quello femminile, quello che ha dato inizio al mondo. Le donne hanno creato il Mondo. I fiori di mimosa sono una gioia per gli occhi perché è una delle primissime piante a fiorire in primavera. Ci sono sempre i frettolosi anche nelle piante tanto che alcune specie del genere acacia fioriscono anche in pieno inverno e si vestono di una fantastica pioggia di piccoli capolini gialli, tutti rigorosamente riuniti in pannocchie. Un giallo vivo che mette allegria, che illuminato dalla luce del Salento leccese spruzza la mia giornata di schizzi di felicità, perché il giallo è il colore caro a mia moglie, erano gialle le rose del suo bouquet e gialli i fiori dell’addobbo floreale del nostro matrimonio.



Una festa sui prati

Il bello della primavera è poter finalmente festeggiare all’aperto, dopo un lungo inverno di ritrovi in casa davanti ai camini accesi. Come non gustare una calda giornata di sole in cui fiori e piante dai mille colori e profumi fanno da sfondo al nostro ritrovato contatto con la realtà che è il paesaggio che ci circonda?

Quest’anno ho voglia di buffet all’aperto, come quello della pasquetta che è bella solo se svolta in un contesto bucolico. Io la mia festa tra i prati, la prossima pasquetta 2011, me la immagino in accoglienti aree relax fatte da cuscini, comode poltroncine, divanetti all’ombra di grandi alberi. Bella vero? Va bene, ho capito, appena organizzo ti faccio sapere, così puoi venire anche tu.



L’acquazzone

Ma la primavera è fatta di sorprese, di stupore, di meraviglia, come quella di un bell’acquazzone improvviso mentre siamo a spasso nelle campagne che circondano uno dei nostri cento paesi del Salento leccese. In bicicletta si torna senza potersi proteggere dalla pioggia a meno che non ci porta appresso un bell’ombrello. Ma attenzione che l’ombrello abbia tutti i colori dell’arcobaleno che il mio amico Henri Dumoliè chiama “arc en ciel”.

E quando all’improvviso arriva l’acquazzone, scappiamo in bicicletta con tutta la famiglia sotto l’ombrello dai mille colori potremo ammirare questo bellissimo arco nel cielo che è l’arcobaleno, con tutti i suoi colori, potremo inspirare e sentire il magnifico odore di erba bagnata e accompagnati dai sorrisi e dalle grida delle donne che fuggono il pericolo di bagnarsi completamente arriveremo finalmente a un riparo.



La calendula e la margherita

Riconquistare il ritmo delle stagioni, i colori e i profumi della terra del Salento leccese dei cento comuni, di questa terra ricoperta dagli ulivi, da una foresta immensa fatta di alberi sotto le cui chiome c’è la terra rossa e quella nera della campagna salentina.

In questo luogo e in questo tempo fiorisce la calendula, che bella vero? I fiori sono di un colore che varia dal giallo all’arancio, raccolti in gruppi di circa 3 – 5 centimetri. I prati pieni di calendule del Salento leccese, in questa bella primavera. Ma pieni anche di margherite, che continuano a fiorire imperterrite ogni anno, con quel bel giallo tanto caro a mia moglie.



La primavera te lu masciu (di Maggio)

A Sannicola del Salento leccese si è rispolverata una festa che si teneva in ogni luogo di questa terra immersa nel mediterraneo verso oriente. Tutto il Salento in una grande festa di primavera. La festa di primavera è il rito propiziatorio per invocare fertilità e prosperità. Tutto questo insieme a romantiche promesse d'amore. Si dico a te, si proprio a te! Tu come per la maggior parte dei casi delle persone che conosco, non è vero che hai dichiarato il tuo amore in primavera? Se si, come mai? Come mai tutti gli amori arrivano con la primavera? Ci deve essere un motivo! A Sannicola ragazze e ragazzi in abiti d'epoca del '600 su carretti trainati da cavalli splendidamente addobbati con fiori e frutta di stagione, si danno appuntamento nella piazza del paese dove si scambiamo omaggi floreali, primizie e parole d'amore eterno.



Tutti a San Mauro

Dopo il rito dello scambio, si forma un corteo che insieme agli sbandieratori, artisti di strada e musicanti vanno alla serra di San Mauro. E’ un altipiano dove sorge una piccola abbazia basiliana intorno alla quale un tempo, il giorno della festa di San Mauro, i monaci davano vita ad una fiera. Da quell’altipiano è possibile gustare un panorama che gradualmente affonda dalla campagna al mare Ionio.



Le tavole di San Giuseppe

Ogni anno nel Salento si ripete un antichissimo rito in onore di San Giuseppe sia a Giurdignano, che a Minervino di Lecce, come ad Uggiano La Chiesa e la piccola frazione di Casamassella. In questi paesi del Salento leccese le porte di molte case si spalancano per accogliere migliaia di visitatori e fedeli.

I visitatori arrivano per ammirare le tavole di San Giuseppe, veri capolavori di devozione. Un rito in cui s’intrecciano sacro e profano, e che coincide con l’equinozio di primavera e gli antichi riti di purificazione agraria, che chiudevano l’inverno.

La preparazione dei cibi per le tavole di San Giuseppe avviene una settimana prima così ad esempio il sabato s’impasta la farina per fare i “vermiceddhi” (un tipo di pasta corta), il lunedì si mettono a bagno i lampascioni e lo stoccafisso, il martedì i ceci, il giovedì si puliscono rape, cavoli e cavolfiori, si cucinano i ceci e si passano i fritti nel miele.

Il venerdì si cucinano le verdure, lo stoccafisso, la pasta con il miele, il pesce e si friggono le pittole.

A primavera tutto si rinnova ed è per questo che le tavole si San Giuseppe fanno rifiorire ogni cosa come la solidarietà con chi non ha nulla da mangiare e il rinnovare tutti i rapporti con le persone, anche quelli con parenti e vicini con cui nell’autunno ed inverno si erano avuti screzi, in Primavera tutto passa, anche le arrabbiature! Le persone che si mettono a tavola possono variare da 3 a 21.



Il 21 marzo 2011 in occasione dell’equinozio di Primavera

Mi sveglio per gustare questo giorno, il tempo si rincorre e torna a far sbocciare i fiori e a ricoprire questo luogo in cui vivo di vegetazione verde, illuminata da una luce unica al mondo. Ogni anno arriva la primavera anche per te amica mia, anche per te amico mio, un mondo che è la fuori non aspetta che di essere contemplato per darti colori, odori ed emozioni che renderanno questo un giorno unico, come unico è ogni giorno, ogni ora, ogni istante della nostra vita. La natura si risveglia per dare i suoi frutti tra qualche mese, gli stessi frutti della terra che ci consentiranno di avere una vita bella e appagante, viva e piena di sorprese, perché per me, come per te, ogni giorno è un’avventura.

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