sabato 6 febbraio 2016

Quanta sostanza organica occorre per ripristinare la fertilità dei terreni del Salento leccese?


Quanta sostanza organica occorre per ripristinare la fertilità dei terreni del Salento leccese?
Ieri sera un collega mi ha fatto notare che ero a conoscenza della quantità di Consorzio microbico da immettere nel terreno ma non di quella della sostanza organica necessaria per il ripristino della fertilità. Mi sono fatto delle domande a cui ho cercato di dare delle risposte attraverso lo studio della letteratura scientifica che ha per oggetto la sostanza organica nel terreno.
Il suolo è una risorsa naturale fondamentale, da cui dipende l’intera vita del pianeta. È infatti alla base di numerosi servizi ecosistemici che permettono e regolano la vita sulla Terra (Millennium Ecosystem Assessment 2005): produce circa il 99% del cibo destinato al consumo umano (FAO 2007); filtra l’acqua piovana e la rimette in circolo pulita e potabile; regola il clima, ed è una riserva fondamentale di carbonio e di biodiversità.

Il suolo si nutre di ciò che immettiamo nell’ambiente, lo elabora e lo restituisce, in un ciclo continuo fatto di connessioni che la scienza non è ancora riuscita a spiegare completamente. Minacciando la fertilità dei suoli, e quindi la loro natura di sistemi viventi,compromettiamo la nostra sopravvivenza e quella del pianeta che abitiamo.
Esiste un livello critico di sostanza organica del suolo al di sotto del quale si innesca il declino  della fertilità del terreno?
Nella Strategia tematica per la Protezione del suolo della Unione Europea, è indicato un contenuto-soglia del 2% (=20 g/kg) di Carbonio organico pari a circa il 3,4 % di sostanza organica.
Quanta sostanza organica può contenere un suolo?
Ciascun terreno presenta una specifica capacità di stoccare sostanza organica sottraendola alla mineralizzazione, tale capacità è strettamente dipendente dal contenuto in limo e argilla.
Essa riguarda non il contenuto totale di Carbonio organico ma solo la porzione di dimensioni inferiori a 20-53 millimetri. Quella di dimensioni superiori è più facilmente soggetta alla mineralizzazione se questa viene favorita ad esempio effettuando delle lavorazioni frequenti del terreno.

Peso specifico relativo del terreno agricolo
Il peso specifico relativo reale è compreso di norma tra 2.1 e 2.5 a seconda dei minerali che costituiscono il terreno.
Il peso specifico relativo apparente si ricava seccando il campione di terreno di volume noto in modo di far uscire tutta l'umidità, pesandolo e facendo il rapporto tra il peso ed il volume.
La quantità di sostanza organica che invece è presente nei terreni del Salento leccese è di circa l’1%. Per ottenere il risultato auspicato dall’Unione Europea dovremmo intervenire con i famosi 2 chilogrammi per ettaro di Consorzio Microbico e con circa 400 quintali ovvero 40 tonnellate per ettaro di sostanza organica che sono quelli che ci farebbero raggiungere il risultato.
Da cosa dipende la persistenza della sostanza organica nel suolo?
Il tempo di permanenza non dipende principalmente dalle caratteristiche chimiche dei residui organici ma è una proprietà dell’ecosistema suolo espressa dall’interazione delle Attività microbiche; dall’Incontro nello spazio e nel tempo di microbi con la sostanza organica; dai Fattori stimolanti attività microbiche come gli essudati radicali, il pH, Temperatura e umidità, e dalla Sottrazione fisica della sostanza organica all’attacco microbico.

Ci sono prove sperimentali?
Da prove sperimentali la dose di compost che deve essere data annualmente è di circa 200 quintali ettaro ovvero 20 tonnellate ovvero siccome un metro cubo di compost pesa circa 400 chilogrammi si tratta di distribuire quasi 50 metri cubi di compost che sarebbe un costo dai 100 ai 200 euro per ettaro.

Quando e Come distribuire il compost?
E’ preferibile effettuare la distribuzione all’inizio della primavera, deve essere interrato al massimo nei 20 – 25 centimetri del terreno e avere l’accortezza di ridurre la frequenza delle lavorazioni, eleminare totalmente le arature profonde e pacciamare il terreno.

Le attuali tendenze agronomiche protese ad una gestione del TERRENO in modo sostenibile impongono il ricorso a prodotti fertilizzanti organici alternativi rispetto ai tradizionali concimi chimici. L’utilizzo della sostanza organica permette di migliorare la struttura e la fertilità del terreno e favorisce un buono sviluppo dell’apparato radicale. L’influenza delle concimazioni organiche sulla fertilità del suolo e sull’interazione pianta-terreno presenta, però, ancora lati oscuri; è quindi necessario valutare l’effetto della concimazione con sostanza organica sulle reazioni biochimiche e fisiologiche della radice al fine di massimizzare la produttività degli alberi senza aumentare l’impatto ambientale derivante da una eccessiva disponibilità di azoto mineralizzato nel terreno.
Sarebbe opportuno verificare l’effetto degli apporti di compost a differenti dosi e epoche di somministrazione su:
1) la possibilità di incrementare efficacemente la dotazione di sostanza organica del suolo investito a frutteto;
2) le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del suolo;
3) la risposta vegeto-produttiva degli alberi nella fase di piena produzione con particolare attenzione allo stato nutrizionale della piante ed alla qualità dei frutti;

4) la dinamica dello sviluppo radicale in funzione degli apporti di concimi minerali e di compost.

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