Antonio Bruno
Questo video
lo sto facendo innanzitutto per ringraziare tutti voi. In particolare Andrea e
Roberto, che hanno ideato questa bellissima formula — io la chiamerei proprio
un format — del viaggio di studio. È un’esperienza davvero interessante,
perché permette di conoscere territori e realtà professionali, ma soprattutto
di incontrarsi, confrontarsi e costruire relazioni.
Ma questo
video lo faccio soprattutto per ringraziare Francesco Tarantino, mio collega,
con il quale collaboro ormai da un paio d’anni. Francesco è socio AIAPP e dei
Georgofili e si occupa in particolare di paesaggio, un ambito che io frequento
meno. Tuttavia, quando promuove delle iniziative, cerco sempre di essergli
accanto e di offrirgli tutto il sostegno possibile.
In questa
occasione, però, devo riconoscere che è stato soprattutto lui a sostenere me.
Devo confessarlo: Francesco si è fatto carico di una parte fondamentale
dell’organizzazione di questo viaggio di studio. E per questo voglio
ringraziarlo pubblicamente.
Da quello
che ho potuto vedere, il viaggio è stato gradito. Avete conosciuto alcune
realtà del nostro territorio, avete incontrato persone, ascoltato esperienze e
spero soprattutto che possiate portare qualcosa di tutto questo con voi, una
volta tornati a casa.
C’è poi un
altro aspetto al quale tengo particolarmente: il coinvolgimento delle nuove
generazioni.
Penso, per esempio,
alla possibilità di avviare una collaborazione con Alessio Aprile e con il
corso di Scienze Agrarie, nella speranza che gli studenti possano avvicinarsi
all’esperienza associativa. Perché oggi noi professionisti siamo talmente
assorbiti dal lavoro e dalle incombenze quotidiane che rischiamo di trascurare
la dimensione comunitaria della professione, quella del bene comune.
E così
l’associazionismo finisce spesso per essere affidato alla buona volontà di
pochi.
Io faccio
volontariato da sempre, nell’ADAF e in altre realtà, e credo profondamente nel
valore di questa esperienza. Negli anni alcuni giovani si erano avvicinati a
noi, ma poi li abbiamo persi per strada. Mi auguro allora che l’esperienza di
Francesco, la mia e quella di tutti coloro che continuano a impegnarsi possa
diventare una testimonianza capace di coinvolgere nuove generazioni.
Perché
l’associazionismo professionale non è qualcosa di accessorio. È un modo di
stare insieme nella professione, di condividere conoscenze, esperienze,
responsabilità e relazioni.
Se perdiamo
questa dimensione rischiamo un impoverimento non soltanto professionale, ma
soprattutto umano.
Vi ringrazio
ancora e mi auguro che presto si possa organizzare anche il viaggio inverso: un
gruppo di colleghi del Salento che venga a trovare voi, nei vostri territori.
Sarebbe il
modo migliore per continuare questo cammino.
Roberto Accossu
Anzitutto
vogliamo ringraziare Antonio e Francesco per l’impegno che hanno profuso.
Abbiamo
potuto constatare che, alla fine, gran parte dell’organizzazione del viaggio è
ricaduta sulle loro spalle. E organizzare un viaggio di studio di questo genere
praticamente in due persone richiede uno sforzo enorme.
Per questo,
anche le eventuali piccole pecche che possono esserci state vanno considerate
assolutamente comprensibili, soprattutto trattandosi di una prima esperienza.
Noi siamo
molto contenti di essere venuti in Puglia, sia per quello che abbiamo potuto
conoscere del territorio, sia per il clima che si è creato all’interno del
nostro gruppo di diciotto persone.
Anche questo
non è affatto scontato.
In questi
giorni si è creata una bella dimensione umana e ricreativa, oltre che
professionale, e credo che anche questo faccia parte del valore di un viaggio
di studio.
Vorrei però
lasciare ad Andrea, nella sua qualità di presidente nazionale della FIDAF, il
compito di aggiungere qualche considerazione conclusiva. Ormai è al terzo o
quarto viaggio insieme a noi e sta vivendo anche lui un’esperienza che, fino a
qualche tempo fa, all’interno della FIDAF non esisteva.
Andrea Sonnino
La prima
cosa che devo fare è smentire Antonio: io non ho inventato proprio nulla!
Sono stati
loro, insieme ai colleghi veneti, a cominciare a ragionare su questo tipo di
esperienza. Io non ho alcun merito particolare: quando ne ho avuto la
possibilità, mi sono semplicemente accodato.
Quindi il
primo ringraziamento va proprio a chi ha avuto l’idea e ha cominciato a
costruire questa esperienza.
Naturalmente
mi unisco ai ringraziamenti rivolti ad Antonio e a Francesco, che speriamo
possa raggiungerci.
Mi unisco
anche alle parole pronunciate da Roberto. Questo viaggio è stato organizzato
con grande passione. Abbiamo trascorso quattro giorni visitando realtà molto
interessanti e personalmente ho imparato molte cose.
Ho fatto
anche alcune considerazioni più generali che, magari, avrò occasione di mettere
per iscritto e condividere.
Quindi
grazie davvero per il cuore, la passione e l’impegno che avete messo
nell’organizzazione di queste giornate.
Vorrei però
approfittare della riflessione fatta da Antonio sull’associazionismo e sulla
partecipazione per aggiungere una notizia.
Stiamo
lanciando la Giornata nazionale del professionista per l’agricoltura, le
foreste, l’alimentazione, l’ambiente e il territorio. Il titolo è piuttosto
lungo, lo riconosco, ma è il risultato di un compromesso necessario per
rappresentare tutte le componenti coinvolte.
Hanno già
aderito l’Accademia dei Georgofili, l’Accademia Nazionale di Agricoltura, il
CONAF e diverse altre istituzioni. Ha aderito anche la Conferenza di Agraria,
quella che un tempo si chiamava Conferenza dei Presidi delle Facoltà di
Agraria.
Possiamo
quindi già annunciare che la Giornata nazionale si terrà l’11 novembre 2027.
A breve si
riunirà per la prima volta il comitato promotore, coinvolgendo tutte le
istituzioni che ho citato e altre ancora. Stiamo cercando di allargare la
partecipazione anche ai periti agrari, ai tecnologi alimentari e alle altre
professioni che operano nei nostri settori.
L'idea
fondamentale, però, è questa: non vogliamo organizzare semplicemente un grande
convegno nazionale a Roma, Mantova, Ragusa o in qualche altra città.
Vogliamo
invece realizzare mille iniziative nei territori.
Ogni Ordine
professionale, ogni corso di laurea, ogni associazione e ogni realtà locale
potrà organizzare qualcosa: una visita tecnica, un incontro, un evento
culturale, persino un concerto.
La Giornata
nazionale dovrà vivere contemporaneamente in tanti luoghi diversi, attraverso
iniziative piccole e grandi capaci di raccontare il ruolo dei professionisti
dell’agricoltura, delle foreste, dell’alimentazione, dell’ambiente e del
territorio.
Credo che
anche questo possa contribuire proprio a quella partecipazione e a quella
dimensione comunitaria della professione di cui parlava Antonio.
E allora
raccogliamo subito il suo invito: possiamo cominciare fin da adesso a lavorare
anche qui, insieme all’Università, all’Ordine e alle associazioni del
territorio.
Voglio
infine ricordare Rosario Centonze, che si scusa per non essere riuscito a
raggiungerci. Avrebbe voluto essere con noi e ci aveva anche invitati a cena.
Questa volta non è stato possibile, ma è stato comunque vicino all’iniziativa e
sarà certamente dei nostri in una prossima occasione.
Grazie
ancora ad Antonio, a Francesco e a tutti voi.
E
soprattutto facciamo in modo che questo viaggio non finisca qui.

