ADAF
LECCE
La terra non è soltanto di chi la possiede
Documento di posizione per i Parlamenti
rurali della XV Notte Verde
“Di chi è la terra?” · “Chi nutre la terra?”
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TESI La proprietà
della terra è riconosciuta e tutelata, ma il suo esercizio incontra la
funzione sociale, i limiti ecologici e la responsabilità verso le generazioni
future. La terra appartiene giuridicamente a soggetti pubblici, privati o
collettivi; il territorio, invece, è una relazione vivente fra suolo, acqua,
biodiversità, lavoro, saperi e comunità. |
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Evento |
Parlamenti rurali · Notte Verde 2026 |
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Luogo
e date |
Via Pisanelli, Castiglione d’Otranto ·
29–30 agosto 2026 |
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Partecipazione |
Antonio Bruno, in rappresentanza di ADAF
Lecce |
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Ambito |
Terra, potere, comunità, lavoro agricolo
e sistemi rurali |
Il
presente testo espone una proposta organica di posizione associativa di ADAF
Lecce da sottoporre al confronto pubblico.
1. Premessa: che cosa intendiamo per “indigenità”
ADAF Lecce accoglie l’idea di indigenità
proposta dai Parlamenti rurali non come certificato di nascita, purezza
culturale o appartenenza esclusiva, ma come pratica concreta di radicamento. È
indigeno, in questo senso civile, chi sceglie di conoscere un luogo, di farsene
responsabile, di rispettarne i limiti e di contribuire alla sua continuità
ecologica e sociale.
Il radicamento non assegna privilegi
automatici e non chiude le comunità. Chiede, piuttosto, che le decisioni capaci
di trasformare irreversibilmente suolo, acqua e paesaggio siano trasparenti,
motivate e partecipate; che i benefici e i costi siano distribuiti con
giustizia; che l’interesse di breve periodo non cancelli la possibilità di
vivere e produrre domani.
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LA
POSIZIONE DI ADAF LECCE Coltivare la terra è un atto economico, tecnico, ecologico e
sociale. Nessuna di queste dimensioni può essere separata dalle altre. |
2. Di chi è la terra?
2.1 Proprietà, funzione sociale e limite ecologico
Alla domanda “di chi è la terra?” non basta
rispondere con una visura catastale. L’ordinamento riconosce la proprietà
pubblica e privata, ma la Costituzione affida alla legge il compito di
assicurarne la funzione sociale. Dal 2022 la tutela dell’ambiente, della
biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni,
è iscritta fra i principi fondamentali. Ne deriva una responsabilità: la
facoltà di usare un fondo non coincide con il diritto di impoverire il suolo,
compromettere la falda, cancellare habitat, aumentare il rischio idrogeologico
o trasferire i costi alla collettività.
ADAF Lecce rifiuta quindi due
semplificazioni opposte: l’assolutizzazione della proprietà, come se ogni
trasformazione fosse lecita perché compiuta “a casa propria”; e la svalutazione
del proprietario o dell’impresa agricola, come se la cura potesse esistere
senza investimenti, lavoro, rischio e continuità gestionale.
2.2 Terra privata, terra pubblica e beni collettivi
La pluralità dei regimi fondiari è una
risorsa. I terreni privati sostengono imprese, famiglie e investimenti; quelli
pubblici devono produrre utilità collettiva verificabile; i domini collettivi e
gli usi civici custodiscono forme storiche di governo comunitario. Per ciascun
regime servono trasparenza, buona gestione e controllo degli esiti.
·Difendere la proprietà legittima, contrastando frammentazione
patologica, incertezza dei titoli, successioni irrisolte e occupazioni abusive.
·Censire e rendere accessibili i beni pubblici agricoli, con
affidamenti trasparenti, durate compatibili con gli investimenti e obblighi di
manutenzione.
·Riconoscere e tutelare domini collettivi, usi civici, tratturi,
sentieri rurali e altre infrastrutture di accesso e fruizione compatibili con
le attività agricole.
·Prevedere accordi di custodia, associazioni fondiarie, cooperative
di comunità e contratti di rete quando la parcellizzazione impedisce una
gestione efficace.
2.3 Abbandono: non colpa morale, ma problema da governare
Nel Salento l’abbandono è spesso il
risultato di cause economiche e strutturali: redditività insufficiente,
proprietà polverizzata, costi di ripristino, età avanzata dei titolari,
difficoltà di accesso, crisi olivicola conseguente a Xylella, incendi e
incertezza degli investimenti. Non basta intimare di “tornare a coltivare”.
Occorre rendere la cura possibile e conveniente.
La Banca della Terra di Puglia offre già un
quadro per censire e rimettere in uso terreni incolti o abbandonati. ADAF Lecce
propone che la sua applicazione diventi effettiva attraverso ricognizioni
comunali aggiornate, sportelli tecnici, animazione territoriale e bandi con
piani di coltivazione realistici, evitando assegnazioni meramente formali.
3. Chi può decidere del territorio?
Decidere del territorio compete alle
istituzioni democratiche nel rispetto della legge, ma la decisione è legittima
e competente solo se costruita su conoscenze adeguate e su una partecipazione
reale. Agricoltori, proprietari, lavoratori, residenti, enti locali, comunità
scientifica, professionisti, associazioni e generazioni future sono portatori
di interessi diversi; nessuno, da solo, rappresenta l’intero territorio.
ADAF Lecce propone un principio di
responsabilità proporzionata: quanto più un’opera è estesa, irreversibile o
capace di concentrare profitti e distribuire danni, tanto più rigorosi devono
essere istruttoria, alternative considerate, monitoraggio indipendente,
garanzie finanziarie e restituzione pubblica dei dati.
·Valutazione preventiva degli effetti cumulativi, non solo del
singolo intervento isolato.
·Bilancio di suolo, acqua, biodiversità, paesaggio, occupazione e
valore aggiunto locale.
·Consultazione prima delle decisioni, con documenti comprensibili e
risposte motivate alle osservazioni.
·Clausole di ripristino e garanzie economiche a carico di chi
realizza trasformazioni potenzialmente impattanti.
·Monitoraggio pubblico degli impegni assunti e dei benefici promessi.
4. Chi paga il prezzo del profitto?
Il profitto non è, in sé, un avversario:
senza redditività l’agricoltura perde imprese, lavoro e capacità di
manutenzione. Diventa però estrazione quando il vantaggio privato dipende dal
trasferimento alla collettività dei costi ambientali, sanitari, idraulici,
paesaggistici o sociali. Chi produce un danno deve prevenirlo, ridurlo e
sostenerne i costi; chi genera servizi ecosistemici documentabili deve poter
essere remunerato.
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CRITERIO
OPERATIVO No
alla contrapposizione fra economia e ambiente: l’economia rurale durevole
vive del capitale naturale e umano, non della sua liquidazione. |
·Applicare con coerenza i principi “chi inquina paga” e “non arrecare
danno significativo”.
·Sostenere pagamenti per servizi ecosistemici, manutenzione del
paesaggio, sostanza organica, biodiversità e regimazione delle acque, con
risultati misurabili.
·Condizionare incentivi e autorizzazioni a occupazione regolare,
tracciabilità, sicurezza e rispetto dei contratti.
·Promuovere filiere corte e accordi di filiera che riconoscano al
produttore una quota equa del valore finale.
5. Chi nutre la terra?
5.1 Il lavoro agricolo
Nutrono la terra gli imprenditori agricoli
e i coltivatori diretti, i salariati, i tecnici, i contoterzisti, i vivaisti, i
custodi dei semi, gli allevatori, chi mantiene muretti, canali e strade
poderali, chi trasforma e distribuisce il cibo. Rendere visibile questa rete
significa riconoscere competenza e dignità, non romanticizzare la fatica.
·Contrasto effettivo a caporalato, lavoro grigio e sfruttamento, con
servizi di trasporto e alloggio dignitosi.
·Formazione continua su sicurezza, gestione idrica, suolo,
biodiversità, innovazione digitale e cambiamento climatico.
·Ricambio generazionale e accesso alla terra accompagnati da credito,
tutoraggio tecnico e mercati, non da bandi isolati.
·Parità di accesso per donne e giovani alle decisioni, ai titoli
fondiari e agli strumenti di impresa.
5.2 L’acqua
L’acqua è risorsa vitale, bene pubblico e
fattore produttivo. Nel Salento la sua gestione deve partire dal bilancio
idrico reale, dalla vulnerabilità delle falde e dall’intrusione salina. ADAF
Lecce sostiene una gerarchia d’azione: ridurre perdite e sprechi; migliorare
l’efficienza; accumulare e rallentare le acque meteoriche; riutilizzare in
sicurezza le acque affinate; scegliere colture e tecniche coerenti con le
disponibilità; governare i prelievi con misurazione e controlli.
La tariffa e il contributo irriguo devono
essere trasparenti, commisurati a servizi effettivi e accompagnati da dati
pubblici su costi, efficienza delle reti e qualità dell’acqua. La manutenzione
idraulica non può gravare su terreni che non ricevono un beneficio specifico e
dimostrabile.
5.3 Suolo, biodiversità e crisi climatica
Il suolo non è un supporto inerte: è un
ecosistema lento da formare e facile da degradare. La priorità è arrestarne il
consumo, recuperare aree già compromesse e aumentare fertilità, infiltrazione,
copertura e sostanza organica. Le pratiche vanno valutate per esiti e contesto,
senza trasformare singole tecniche in dogmi universali.
·Rotazioni, cover crops, inerbimento e lavorazioni appropriate alle
condizioni pedoclimatiche.
·Difesa integrata, agricoltura biologica dove tecnicamente ed
economicamente sostenibile e riduzione ragionata degli input.
·Agroforestazione, siepi, fasce tampone e connessioni ecologiche
senza sottrarre funzionalità alle aziende.
·Piani aziendali e territoriali per siccità, incendi, eventi estremi
e gestione post-Xylella.
5.4 Semi, saperi e memoria
Le varietà locali e le conoscenze contadine
sono patrimonio dinamico, non reliquie. Devono poter essere conservate,
caratterizzate, scambiate nei limiti della legge, coltivate e migliorate. La
ricerca pubblica, i campi catalogo, le banche del germoplasma e le reti di
agricoltori custodi sono essenziali; altrettanto essenziale è evitare
appropriazioni commerciali che non riconoscano il contributo delle comunità.
La memoria acquista valore quando torna a
produrre futuro: nomi dei luoghi, pratiche idrauliche, varietà, ricette, metodi
di allevamento, testimonianze orali e paesaggi devono entrare in archivi
accessibili, attività scolastiche e progetti d’impresa.
6. Dal Salento alla Palestina: un principio non
negoziabile
Il confronto fra il Salento e la Palestina
non deve cancellare la differenza radicale fra una crisi rurale locale e un
territorio attraversato da occupazione, guerra, distruzione e sfollamento. Può
però rendere evidente un principio universale: nessuna popolazione civile può
essere privata dei mezzi necessari alla sopravvivenza e nessun sistema agricolo
può essere deliberatamente reso inutilizzabile come strumento di guerra o
coercizione.
ADAF Lecce richiama il diritto
internazionale umanitario: aree agricole, raccolti, bestiame, impianti e
riserve di acqua potabile e opere irrigue indispensabili alla sopravvivenza
civile godono di protezione. La solidarietà con agricoltori e comunità rurali
colpite deve tradursi nella richiesta di tutela delle persone, accesso
umanitario, protezione delle risorse produttive e possibilità di ricostruire
sistemi alimentari locali. Questa posizione vale per la Palestina e per ogni
conflitto, senza doppi standard.
7. Dieci impegni proposti da ADAF Lecce
1.
Promuovere un Osservatorio
provinciale su uso, abbandono e consumo di suolo, con dati aperti e
aggiornamento annuale.
2.
Chiedere ai Comuni l’attuazione
effettiva della Banca della Terra di Puglia e offrire supporto tecnico per
censimenti e piani di coltivazione.
3.
Sperimentare patti di custodia
del territorio fra proprietari, imprese, enti locali e comunità.
4.
Predisporre linee guida per
valutare gli effetti cumulativi delle grandi trasformazioni agricole,
energetiche, turistiche e infrastrutturali.
5.
Costruire un bilancio idrico
agricolo territoriale e sostenere riuso sicuro, misurazione dei prelievi e
riduzione delle perdite.
6.
Istituire una rete salentina
dei suoli e della sostanza organica, con monitoraggio e assistenza tecnica
indipendente.
7.
Sostenere agricoltori custodi,
campi catalogo e archivi pubblici delle varietà e dei saperi rurali.
8.
Difendere lavoro regolare,
sicurezza e giusta remunerazione lungo l’intera filiera.
9.
Promuovere formazione e
accompagnamento per giovani e nuove imprese, collegando terra, credito,
competenze e sbocchi di mercato.
10.
Pubblicare ogni anno un
rapporto “Chi nutre la terra nel Salento”, che dia visibilità a persone,
pratiche, criticità e risultati.
8. Conclusione
Per ADAF Lecce, “coltivare la terra è un
atto di pace” quando rende possibile la vita senza consumarne le condizioni;
“difenderla è un atto di libertà” quando impedisce che decisioni irreversibili
siano imposte da interessi incapaci di rispondere dei propri effetti. Ma pace e
libertà richiedono anche competenza, reddito, regole e istituzioni affidabili.
La terra è di chi ne ha titolo, ma il
futuro della terra riguarda tutti. Il compito della politica è comporre diritti
e interessi secondo la Costituzione; il compito dei professionisti è offrire
conoscenze verificabili e dichiarare con chiarezza limiti e conseguenze; il
compito delle comunità è partecipare senza trasformare l’identità in
esclusione. Solo così il radicamento diventa responsabilità e la cura diventa
progetto.
Riferimenti essenziali
Costituzione della
Repubblica italiana, art. 9 — https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-9
Costituzione della
Repubblica italiana, art. 41 — https://www.senato.it/node/138/printable/print
Costituzione della
Repubblica italiana, art. 42 — https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-iii/articolo-42
Legge 20 novembre 2017, n.
168 – Domini collettivi — https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/28/17G00181/sg
Regione Puglia – L.R. 29
maggio 2017, n. 15, Banca della Terra di Puglia — https://regione.puglia.it/documents/42866/2790298/Legge%2Bregionale%2B29%2Bmaggio%2B2017%2C%2Bn.15.pdf/eb7982af-eade-11bf-f025-166fb48dc987
Regione Puglia –
Regolamento regionale 31 ottobre 2018, n. 16 — https://burp.regione.puglia.it/documents/20135/1193214/RR_16_2018.pdf/90e6bfdf-34a7-9bc0-9989-63fa68897132
FAO – Trattato
internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura
— https://www.fao.org/plant-treaty/en
ONU – Dichiarazione sui
diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali — https://digitallibrary.un.org/record/1650694/files/A_HRC_RES_39_12-EN.pdf
CICR – Protezione degli
oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile — https://ihl-databases.icrc.org/en/customary-ihl/v1/rule54
Antonio
Bruno
per ADAF Lecce
Castiglione d’Otranto, 29 agosto 2026

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