venerdì 28 agosto 2026

Documento di posizione per i Parlamenti rurali della XV Notte Verde “Di chi è la terra?” · “Chi nutre la terra?”


 

ADAF LECCE

La terra non è soltanto di chi la possiede

Documento di posizione per i Parlamenti rurali della XV Notte Verde
“Di chi è la terra?” · “Chi nutre la terra?”

TESI  La proprietà della terra è riconosciuta e tutelata, ma il suo esercizio incontra la funzione sociale, i limiti ecologici e la responsabilità verso le generazioni future. La terra appartiene giuridicamente a soggetti pubblici, privati o collettivi; il territorio, invece, è una relazione vivente fra suolo, acqua, biodiversità, lavoro, saperi e comunità.

 

Evento

Parlamenti rurali · Notte Verde 2026

Luogo e date

Via Pisanelli, Castiglione d’Otranto · 29–30 agosto 2026

Partecipazione

Antonio Bruno, in rappresentanza di ADAF Lecce

Ambito

Terra, potere, comunità, lavoro agricolo e sistemi rurali

 

Il presente testo espone una proposta organica di posizione associativa di ADAF Lecce da sottoporre al confronto pubblico.


 

1. Premessa: che cosa intendiamo per “indigenità”

ADAF Lecce accoglie l’idea di indigenità proposta dai Parlamenti rurali non come certificato di nascita, purezza culturale o appartenenza esclusiva, ma come pratica concreta di radicamento. È indigeno, in questo senso civile, chi sceglie di conoscere un luogo, di farsene responsabile, di rispettarne i limiti e di contribuire alla sua continuità ecologica e sociale.

Il radicamento non assegna privilegi automatici e non chiude le comunità. Chiede, piuttosto, che le decisioni capaci di trasformare irreversibilmente suolo, acqua e paesaggio siano trasparenti, motivate e partecipate; che i benefici e i costi siano distribuiti con giustizia; che l’interesse di breve periodo non cancelli la possibilità di vivere e produrre domani.

LA POSIZIONE DI ADAF LECCE  Coltivare la terra è un atto economico, tecnico, ecologico e sociale. Nessuna di queste dimensioni può essere separata dalle altre.

 

2. Di chi è la terra?

2.1 Proprietà, funzione sociale e limite ecologico

Alla domanda “di chi è la terra?” non basta rispondere con una visura catastale. L’ordinamento riconosce la proprietà pubblica e privata, ma la Costituzione affida alla legge il compito di assicurarne la funzione sociale. Dal 2022 la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, è iscritta fra i principi fondamentali. Ne deriva una responsabilità: la facoltà di usare un fondo non coincide con il diritto di impoverire il suolo, compromettere la falda, cancellare habitat, aumentare il rischio idrogeologico o trasferire i costi alla collettività.

ADAF Lecce rifiuta quindi due semplificazioni opposte: l’assolutizzazione della proprietà, come se ogni trasformazione fosse lecita perché compiuta “a casa propria”; e la svalutazione del proprietario o dell’impresa agricola, come se la cura potesse esistere senza investimenti, lavoro, rischio e continuità gestionale.

2.2 Terra privata, terra pubblica e beni collettivi

La pluralità dei regimi fondiari è una risorsa. I terreni privati sostengono imprese, famiglie e investimenti; quelli pubblici devono produrre utilità collettiva verificabile; i domini collettivi e gli usi civici custodiscono forme storiche di governo comunitario. Per ciascun regime servono trasparenza, buona gestione e controllo degli esiti.

·Difendere la proprietà legittima, contrastando frammentazione patologica, incertezza dei titoli, successioni irrisolte e occupazioni abusive.

·Censire e rendere accessibili i beni pubblici agricoli, con affidamenti trasparenti, durate compatibili con gli investimenti e obblighi di manutenzione.

·Riconoscere e tutelare domini collettivi, usi civici, tratturi, sentieri rurali e altre infrastrutture di accesso e fruizione compatibili con le attività agricole.

·Prevedere accordi di custodia, associazioni fondiarie, cooperative di comunità e contratti di rete quando la parcellizzazione impedisce una gestione efficace.

2.3 Abbandono: non colpa morale, ma problema da governare

Nel Salento l’abbandono è spesso il risultato di cause economiche e strutturali: redditività insufficiente, proprietà polverizzata, costi di ripristino, età avanzata dei titolari, difficoltà di accesso, crisi olivicola conseguente a Xylella, incendi e incertezza degli investimenti. Non basta intimare di “tornare a coltivare”. Occorre rendere la cura possibile e conveniente.

La Banca della Terra di Puglia offre già un quadro per censire e rimettere in uso terreni incolti o abbandonati. ADAF Lecce propone che la sua applicazione diventi effettiva attraverso ricognizioni comunali aggiornate, sportelli tecnici, animazione territoriale e bandi con piani di coltivazione realistici, evitando assegnazioni meramente formali.

3. Chi può decidere del territorio?

Decidere del territorio compete alle istituzioni democratiche nel rispetto della legge, ma la decisione è legittima e competente solo se costruita su conoscenze adeguate e su una partecipazione reale. Agricoltori, proprietari, lavoratori, residenti, enti locali, comunità scientifica, professionisti, associazioni e generazioni future sono portatori di interessi diversi; nessuno, da solo, rappresenta l’intero territorio.

ADAF Lecce propone un principio di responsabilità proporzionata: quanto più un’opera è estesa, irreversibile o capace di concentrare profitti e distribuire danni, tanto più rigorosi devono essere istruttoria, alternative considerate, monitoraggio indipendente, garanzie finanziarie e restituzione pubblica dei dati.

·Valutazione preventiva degli effetti cumulativi, non solo del singolo intervento isolato.

·Bilancio di suolo, acqua, biodiversità, paesaggio, occupazione e valore aggiunto locale.

·Consultazione prima delle decisioni, con documenti comprensibili e risposte motivate alle osservazioni.

·Clausole di ripristino e garanzie economiche a carico di chi realizza trasformazioni potenzialmente impattanti.

·Monitoraggio pubblico degli impegni assunti e dei benefici promessi.

4. Chi paga il prezzo del profitto?

Il profitto non è, in sé, un avversario: senza redditività l’agricoltura perde imprese, lavoro e capacità di manutenzione. Diventa però estrazione quando il vantaggio privato dipende dal trasferimento alla collettività dei costi ambientali, sanitari, idraulici, paesaggistici o sociali. Chi produce un danno deve prevenirlo, ridurlo e sostenerne i costi; chi genera servizi ecosistemici documentabili deve poter essere remunerato.

CRITERIO OPERATIVO  No alla contrapposizione fra economia e ambiente: l’economia rurale durevole vive del capitale naturale e umano, non della sua liquidazione.

 

·Applicare con coerenza i principi “chi inquina paga” e “non arrecare danno significativo”.

·Sostenere pagamenti per servizi ecosistemici, manutenzione del paesaggio, sostanza organica, biodiversità e regimazione delle acque, con risultati misurabili.

·Condizionare incentivi e autorizzazioni a occupazione regolare, tracciabilità, sicurezza e rispetto dei contratti.

·Promuovere filiere corte e accordi di filiera che riconoscano al produttore una quota equa del valore finale.

5. Chi nutre la terra?

5.1 Il lavoro agricolo

Nutrono la terra gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti, i salariati, i tecnici, i contoterzisti, i vivaisti, i custodi dei semi, gli allevatori, chi mantiene muretti, canali e strade poderali, chi trasforma e distribuisce il cibo. Rendere visibile questa rete significa riconoscere competenza e dignità, non romanticizzare la fatica.

·Contrasto effettivo a caporalato, lavoro grigio e sfruttamento, con servizi di trasporto e alloggio dignitosi.

·Formazione continua su sicurezza, gestione idrica, suolo, biodiversità, innovazione digitale e cambiamento climatico.

·Ricambio generazionale e accesso alla terra accompagnati da credito, tutoraggio tecnico e mercati, non da bandi isolati.

·Parità di accesso per donne e giovani alle decisioni, ai titoli fondiari e agli strumenti di impresa.

5.2 L’acqua

L’acqua è risorsa vitale, bene pubblico e fattore produttivo. Nel Salento la sua gestione deve partire dal bilancio idrico reale, dalla vulnerabilità delle falde e dall’intrusione salina. ADAF Lecce sostiene una gerarchia d’azione: ridurre perdite e sprechi; migliorare l’efficienza; accumulare e rallentare le acque meteoriche; riutilizzare in sicurezza le acque affinate; scegliere colture e tecniche coerenti con le disponibilità; governare i prelievi con misurazione e controlli.

La tariffa e il contributo irriguo devono essere trasparenti, commisurati a servizi effettivi e accompagnati da dati pubblici su costi, efficienza delle reti e qualità dell’acqua. La manutenzione idraulica non può gravare su terreni che non ricevono un beneficio specifico e dimostrabile.

5.3 Suolo, biodiversità e crisi climatica

Il suolo non è un supporto inerte: è un ecosistema lento da formare e facile da degradare. La priorità è arrestarne il consumo, recuperare aree già compromesse e aumentare fertilità, infiltrazione, copertura e sostanza organica. Le pratiche vanno valutate per esiti e contesto, senza trasformare singole tecniche in dogmi universali.

·Rotazioni, cover crops, inerbimento e lavorazioni appropriate alle condizioni pedoclimatiche.

·Difesa integrata, agricoltura biologica dove tecnicamente ed economicamente sostenibile e riduzione ragionata degli input.

·Agroforestazione, siepi, fasce tampone e connessioni ecologiche senza sottrarre funzionalità alle aziende.

·Piani aziendali e territoriali per siccità, incendi, eventi estremi e gestione post-Xylella.

5.4 Semi, saperi e memoria

Le varietà locali e le conoscenze contadine sono patrimonio dinamico, non reliquie. Devono poter essere conservate, caratterizzate, scambiate nei limiti della legge, coltivate e migliorate. La ricerca pubblica, i campi catalogo, le banche del germoplasma e le reti di agricoltori custodi sono essenziali; altrettanto essenziale è evitare appropriazioni commerciali che non riconoscano il contributo delle comunità.

La memoria acquista valore quando torna a produrre futuro: nomi dei luoghi, pratiche idrauliche, varietà, ricette, metodi di allevamento, testimonianze orali e paesaggi devono entrare in archivi accessibili, attività scolastiche e progetti d’impresa.

6. Dal Salento alla Palestina: un principio non negoziabile

Il confronto fra il Salento e la Palestina non deve cancellare la differenza radicale fra una crisi rurale locale e un territorio attraversato da occupazione, guerra, distruzione e sfollamento. Può però rendere evidente un principio universale: nessuna popolazione civile può essere privata dei mezzi necessari alla sopravvivenza e nessun sistema agricolo può essere deliberatamente reso inutilizzabile come strumento di guerra o coercizione.

ADAF Lecce richiama il diritto internazionale umanitario: aree agricole, raccolti, bestiame, impianti e riserve di acqua potabile e opere irrigue indispensabili alla sopravvivenza civile godono di protezione. La solidarietà con agricoltori e comunità rurali colpite deve tradursi nella richiesta di tutela delle persone, accesso umanitario, protezione delle risorse produttive e possibilità di ricostruire sistemi alimentari locali. Questa posizione vale per la Palestina e per ogni conflitto, senza doppi standard.

7. Dieci impegni proposti da ADAF Lecce

1.   Promuovere un Osservatorio provinciale su uso, abbandono e consumo di suolo, con dati aperti e aggiornamento annuale.

2.   Chiedere ai Comuni l’attuazione effettiva della Banca della Terra di Puglia e offrire supporto tecnico per censimenti e piani di coltivazione.

3.   Sperimentare patti di custodia del territorio fra proprietari, imprese, enti locali e comunità.

4.   Predisporre linee guida per valutare gli effetti cumulativi delle grandi trasformazioni agricole, energetiche, turistiche e infrastrutturali.

5.   Costruire un bilancio idrico agricolo territoriale e sostenere riuso sicuro, misurazione dei prelievi e riduzione delle perdite.

6.   Istituire una rete salentina dei suoli e della sostanza organica, con monitoraggio e assistenza tecnica indipendente.

7.   Sostenere agricoltori custodi, campi catalogo e archivi pubblici delle varietà e dei saperi rurali.

8.   Difendere lavoro regolare, sicurezza e giusta remunerazione lungo l’intera filiera.

9.   Promuovere formazione e accompagnamento per giovani e nuove imprese, collegando terra, credito, competenze e sbocchi di mercato.

10.     Pubblicare ogni anno un rapporto “Chi nutre la terra nel Salento”, che dia visibilità a persone, pratiche, criticità e risultati.

8. Conclusione

Per ADAF Lecce, “coltivare la terra è un atto di pace” quando rende possibile la vita senza consumarne le condizioni; “difenderla è un atto di libertà” quando impedisce che decisioni irreversibili siano imposte da interessi incapaci di rispondere dei propri effetti. Ma pace e libertà richiedono anche competenza, reddito, regole e istituzioni affidabili.

La terra è di chi ne ha titolo, ma il futuro della terra riguarda tutti. Il compito della politica è comporre diritti e interessi secondo la Costituzione; il compito dei professionisti è offrire conoscenze verificabili e dichiarare con chiarezza limiti e conseguenze; il compito delle comunità è partecipare senza trasformare l’identità in esclusione. Solo così il radicamento diventa responsabilità e la cura diventa progetto.

Riferimenti essenziali

Costituzione della Repubblica italiana, art. 9 — https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-9

Costituzione della Repubblica italiana, art. 41 — https://www.senato.it/node/138/printable/print

Costituzione della Repubblica italiana, art. 42 — https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-iii/articolo-42

Legge 20 novembre 2017, n. 168 – Domini collettivi — https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/28/17G00181/sg

Regione Puglia – L.R. 29 maggio 2017, n. 15, Banca della Terra di Puglia — https://regione.puglia.it/documents/42866/2790298/Legge%2Bregionale%2B29%2Bmaggio%2B2017%2C%2Bn.15.pdf/eb7982af-eade-11bf-f025-166fb48dc987

Regione Puglia – Regolamento regionale 31 ottobre 2018, n. 16 — https://burp.regione.puglia.it/documents/20135/1193214/RR_16_2018.pdf/90e6bfdf-34a7-9bc0-9989-63fa68897132

FAO – Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura — https://www.fao.org/plant-treaty/en

ONU – Dichiarazione sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali — https://digitallibrary.un.org/record/1650694/files/A_HRC_RES_39_12-EN.pdf

CICR – Protezione degli oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile — https://ihl-databases.icrc.org/en/customary-ihl/v1/rule54

Antonio Bruno
per ADAF Lecce
Castiglione d’Otranto, 29 agosto 2026

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