Antonio Bruno è Laureato in Scienze Agrarie Dottore Agronomo iscritto all'Ordine di Lecce - Esperto in diagnostica urbana e territoriale e studente all'Università del Salento del Corso di laurea in Viticultura ed Enologia
mercoledì 10 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
Agricoltori sempre più connessi

Agricoltori sempre più connessi
I risultati della ricerca 'Internet e software per l'azienda agricola' condotta dall'Università di Bologna in collaborazione con Image Line e presentata ad Agripiazza (Fieragricola, Verona 4/7 febbraio 2010)
Internet e software per l'azienda agricola
Cercano su Internet informazioni sui mezzi tecnici per difendere le colture, si collegano al web per conoscere i prezzi dei prodotti ottenuti in azienda, hanno un elevato grado di familiarità con il computer e i new media. E' un'immagine rinnovata, quella degli agricoltori che hanno partecipato alla ricerca 'Internet e software per l'azienda agricola', realizzata dall'Università di Bologna, Dipartimento di Protezione e valorizzazione agroalimentare, in collaborazione con Image Line. I risultati sono stati presentati nel corso degli Aperiweb, gli appuntamenti dell'Arena delle novità di Agripiazza, il "salone multimediale" di Fieragricola (Verona, 4-7 febbraio 2010).
Gli agricoltori intervistati appartengono alla community di Image Line Network (http://www.imagelinenetwork.com/), la rete di oltre 74.000 operatori professionali che ogni giorno si aggiorna e si confronta sui temi più caldi del settore primario collegandosi a portali come AgricolturaOnWeb, il quotidiano on line dedicato all'attualità ed all'innovazione in agricoltura, realizzato in partnership con Veronafiere.
692 produttori hanno compilato il questionario, somministrato a partire dal 19 novembre 2009. La superficie media (Sau) delle aziende degli intervistati è pari a 37,28 ettari, mentre il maggior numero di aziende si colloca nella fascia 1-10 ettari. Il numero medio di capi allevati è pari a 106 bovini da latte, 505 suini, 1.842 conigli, 984 avicoli; queste, le specie più rappresentate.
Alcuni risultatiL'88% degli agricoltori intervistati si collega ad Internet almeno una volta la settimana. Di questi, il 73% si connette tutti i giorni. Fra le informazioni più ricercate, le previsioni meteorologiche ed i prezzi di mercato dei prodotti ottenuti in azienda: per trovare questi dati, gli operatori si connettono al web o ricevono newsletter almeno una volta la settimana (le percentuali sono rispettivamente dell'85% e del 50%).Alla domanda "Quali informazioni ritieni utili nella conduzione della tua azienda (e in che misura)?", l'81% ha indicato come importanti/molto importanti le news sugli agrofarmaci e i fertilizzanti (novità, revoche, residui, ...) evidenziando un particolare interesse verso l'applicazione di corrette pratiche di difesa e nutrizione delle colture. A seguire, sono giudicate importanti/molto importanti le informazioni relative ai costi di produzione (57%) ed alle macchine agricole (52%).
Internet si rivela come il mezzo di comunicazione a cui gli agricoltori intervistati si affidano maggiormente per la propria attività: il 69% lo giudica importante o molto importante. Fra le ulteriori "fonti di informazione", sono indicati i periodici tecnici (52%), i consulenti e le associazioni di categoria (52%), le fiere e le mostre specializzate (44%).
Ulteriori informazioni"Terra chiama Internet", "Internet per il marketing relazionale in agricoltura", "Comunicazioni mirate ed efficaci via Internet": i tre Aperiweb sono stati organizzati da Image Line, azienda specializzata nel marketing e nella comunicazione in agricoltura, e partner di Veronafiere nell'organizzazione del salone Agripiazza (padiglione 1).Durante tutte le 4 giornate della manifestazione fieristica, lo staff di Image Line è stato presente nell'area di Agripiazza per fornire consulenza ed informazioni ai visitatori, portando in Fieragricola oltre 20 anni di esperienza nella pubblicazione di banche dati sui mezzi tecnici per l'agricoltura (da Fitogest.com a Fertilgest.com), nell'ideazione di strumenti interattivi (forum on line, portali web, newsletter) e nella divulgazione (con le testate Agronotizie.it e AgricolturaOnWeb.info).La community di Image Line Network conta 74.000 operatori, fra cui 17.000 agricoltori, 10.000 tecnici, 5.000 rivenditori/distributori.
Lo staff di Image Line esprime un particolare ringraziamento ai professori Nasuelli e Zanasi per l'elaborazione del questionario.
Fonte: Image Line
I risultati della ricerca 'Internet e software per l'azienda agricola' condotta dall'Università di Bologna in collaborazione con Image Line e presentata ad Agripiazza (Fieragricola, Verona 4/7 febbraio 2010)
Internet e software per l'azienda agricola
Cercano su Internet informazioni sui mezzi tecnici per difendere le colture, si collegano al web per conoscere i prezzi dei prodotti ottenuti in azienda, hanno un elevato grado di familiarità con il computer e i new media. E' un'immagine rinnovata, quella degli agricoltori che hanno partecipato alla ricerca 'Internet e software per l'azienda agricola', realizzata dall'Università di Bologna, Dipartimento di Protezione e valorizzazione agroalimentare, in collaborazione con Image Line. I risultati sono stati presentati nel corso degli Aperiweb, gli appuntamenti dell'Arena delle novità di Agripiazza, il "salone multimediale" di Fieragricola (Verona, 4-7 febbraio 2010).
Gli agricoltori intervistati appartengono alla community di Image Line Network (http://www.imagelinenetwork.com/), la rete di oltre 74.000 operatori professionali che ogni giorno si aggiorna e si confronta sui temi più caldi del settore primario collegandosi a portali come AgricolturaOnWeb, il quotidiano on line dedicato all'attualità ed all'innovazione in agricoltura, realizzato in partnership con Veronafiere.
692 produttori hanno compilato il questionario, somministrato a partire dal 19 novembre 2009. La superficie media (Sau) delle aziende degli intervistati è pari a 37,28 ettari, mentre il maggior numero di aziende si colloca nella fascia 1-10 ettari. Il numero medio di capi allevati è pari a 106 bovini da latte, 505 suini, 1.842 conigli, 984 avicoli; queste, le specie più rappresentate.
Alcuni risultatiL'88% degli agricoltori intervistati si collega ad Internet almeno una volta la settimana. Di questi, il 73% si connette tutti i giorni. Fra le informazioni più ricercate, le previsioni meteorologiche ed i prezzi di mercato dei prodotti ottenuti in azienda: per trovare questi dati, gli operatori si connettono al web o ricevono newsletter almeno una volta la settimana (le percentuali sono rispettivamente dell'85% e del 50%).Alla domanda "Quali informazioni ritieni utili nella conduzione della tua azienda (e in che misura)?", l'81% ha indicato come importanti/molto importanti le news sugli agrofarmaci e i fertilizzanti (novità, revoche, residui, ...) evidenziando un particolare interesse verso l'applicazione di corrette pratiche di difesa e nutrizione delle colture. A seguire, sono giudicate importanti/molto importanti le informazioni relative ai costi di produzione (57%) ed alle macchine agricole (52%).
Internet si rivela come il mezzo di comunicazione a cui gli agricoltori intervistati si affidano maggiormente per la propria attività: il 69% lo giudica importante o molto importante. Fra le ulteriori "fonti di informazione", sono indicati i periodici tecnici (52%), i consulenti e le associazioni di categoria (52%), le fiere e le mostre specializzate (44%).
Ulteriori informazioni"Terra chiama Internet", "Internet per il marketing relazionale in agricoltura", "Comunicazioni mirate ed efficaci via Internet": i tre Aperiweb sono stati organizzati da Image Line, azienda specializzata nel marketing e nella comunicazione in agricoltura, e partner di Veronafiere nell'organizzazione del salone Agripiazza (padiglione 1).Durante tutte le 4 giornate della manifestazione fieristica, lo staff di Image Line è stato presente nell'area di Agripiazza per fornire consulenza ed informazioni ai visitatori, portando in Fieragricola oltre 20 anni di esperienza nella pubblicazione di banche dati sui mezzi tecnici per l'agricoltura (da Fitogest.com a Fertilgest.com), nell'ideazione di strumenti interattivi (forum on line, portali web, newsletter) e nella divulgazione (con le testate Agronotizie.it e AgricolturaOnWeb.info).La community di Image Line Network conta 74.000 operatori, fra cui 17.000 agricoltori, 10.000 tecnici, 5.000 rivenditori/distributori.
Lo staff di Image Line esprime un particolare ringraziamento ai professori Nasuelli e Zanasi per l'elaborazione del questionario.
Fonte: Image Line
venerdì 5 febbraio 2010
Vertical farms, la città del futuro si allea con l'agricoltura

Vertical farms, la città del futuro si allea con l'agricoltura
Fieragricola 2010 - Confagricoltura: l'evoluzione del vivere in Europa sta cambiando il modo di intendere il verde urbano
Vertical farms, il futuro del verde urbano Fonte: Curbed SF
L’evoluzione del vivere civile in Europa sta cambiando radicalmente il modo di intendere il verde urbano, che fino a ieri era sostanzialmente visto come un accessorio all’edilizia. Oggi assume un significato diverso, legato alle funzioni che svolge per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, nell’attuazione del protocollo di Kyoto, nella stabilizzazione e nella difesa del territorio.In un processo così dinamico nascono idee all’avanguardia, come il verde verticale. Tetti verdi, giardini pensili, muri viventi, facciate vegetali. Se la città si sviluppa in verticale, anche il giardino la segue.
Il verde verticale si inserisce come soluzione polivalente, ad alto valore scenografico e con grandi possibilità di miglioramento degli ambienti urbani. Le previsioni sono quelle di un mercato che non si basa solo su un trend estetico, ma che è strettamente legato alla necessità di risparmio energetico, di mitigazione ambientale, di riduzione dell’inquinamento dell’aria, acustico e visivo.
Tutta la filiera del settore del verde (progettisti, produttori, costruttori e manutentori) è coinvolta. Ma serve anche una diversa attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni che devono diventare parte attiva nella promozione di sistemi innovativi.
Assieme al verde ornamentale, potrebbe, in un futuro non così lontano, arrivare in città anche l’agricoltura, complice la “fame” di terra coltivabile dei prossimi decenni, di cui si hanno già le prime avvisaglie.
Entro 50 anni si calcola che la popolazione mondiale raggiungerà un livello tra gli 8 e gli 11 miliardi. Nutrire questi nuovi arrivati richiederà 1 miliardo di ettari supplementari di terra coltivabile, che non esiste, e ciò comporterà la necessità di individuare nuove soluzioni per la nostra agricoltura.
Tra quelle più probabili le 'vertical farms', le 'fattorie verticali' nelle aree metropolitane. Biotorri autosufficienti dal punto di vista energetico, dedicate alle coltivazioni idroponiche, basate quasi esclusivamente sulla presenza di acqua e sostanze nutrienti per le piante. Con il vantaggio di maggiori produzioni più elevate e più salubri, a parità di gusto e valore nutritivo
E già qualcosa si muove anche in Italia: per l’Expo 2015 di Milano l’Enea ha pensato alla prima vertical farm del mondo, che dovrebbe diventare i simbolo della città. Si chiamerà 'Sky-land'.
Fonte: Confagricoltura
Fieragricola 2010 - Confagricoltura: l'evoluzione del vivere in Europa sta cambiando il modo di intendere il verde urbano
Vertical farms, il futuro del verde urbano Fonte: Curbed SF
L’evoluzione del vivere civile in Europa sta cambiando radicalmente il modo di intendere il verde urbano, che fino a ieri era sostanzialmente visto come un accessorio all’edilizia. Oggi assume un significato diverso, legato alle funzioni che svolge per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, nell’attuazione del protocollo di Kyoto, nella stabilizzazione e nella difesa del territorio.In un processo così dinamico nascono idee all’avanguardia, come il verde verticale. Tetti verdi, giardini pensili, muri viventi, facciate vegetali. Se la città si sviluppa in verticale, anche il giardino la segue.
Il verde verticale si inserisce come soluzione polivalente, ad alto valore scenografico e con grandi possibilità di miglioramento degli ambienti urbani. Le previsioni sono quelle di un mercato che non si basa solo su un trend estetico, ma che è strettamente legato alla necessità di risparmio energetico, di mitigazione ambientale, di riduzione dell’inquinamento dell’aria, acustico e visivo.
Tutta la filiera del settore del verde (progettisti, produttori, costruttori e manutentori) è coinvolta. Ma serve anche una diversa attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni che devono diventare parte attiva nella promozione di sistemi innovativi.
Assieme al verde ornamentale, potrebbe, in un futuro non così lontano, arrivare in città anche l’agricoltura, complice la “fame” di terra coltivabile dei prossimi decenni, di cui si hanno già le prime avvisaglie.
Entro 50 anni si calcola che la popolazione mondiale raggiungerà un livello tra gli 8 e gli 11 miliardi. Nutrire questi nuovi arrivati richiederà 1 miliardo di ettari supplementari di terra coltivabile, che non esiste, e ciò comporterà la necessità di individuare nuove soluzioni per la nostra agricoltura.
Tra quelle più probabili le 'vertical farms', le 'fattorie verticali' nelle aree metropolitane. Biotorri autosufficienti dal punto di vista energetico, dedicate alle coltivazioni idroponiche, basate quasi esclusivamente sulla presenza di acqua e sostanze nutrienti per le piante. Con il vantaggio di maggiori produzioni più elevate e più salubri, a parità di gusto e valore nutritivo
E già qualcosa si muove anche in Italia: per l’Expo 2015 di Milano l’Enea ha pensato alla prima vertical farm del mondo, che dovrebbe diventare i simbolo della città. Si chiamerà 'Sky-land'.
Fonte: Confagricoltura
giovedì 4 febbraio 2010
SABATO 6 FEBBRAIO ALLE ORE 16:00 IN OCCASIONE DELLA FIERA DELLA CANDELORA A MARTANO PRESSO IL LARGO 1° MAGGIO

Gentili signore, egregi signori,
In occasione della festa della Candelora, a Martano (Lecce), il giorno sabato 6 febbraio alle ore 16 si terrà una tavola rotonda per discutere i tempi, le opportunità e le azioni per intraprendere questo cambiamento. Al convegno parteciperanno tutti gli attori della filiera produttiva: i produttori, i trasformatori, i confezionatori, i dottori agronomi, gli enti di ricerca e di certificazione dei prodotti, gli esperti di marketing e di commercializzazione dei prodotti. E naturalmente i politici che devono aiutarci a sostenere questo cambiamento
Si parlerà di sviluppo locale e di strumenti di marketing territoriale, con la presentazione del progetto della creazione delle Denominazioni Comunali.
Saranno presentati progetti di valorizzazione del territorio e la creazione di nuove strutture ricettive a 4 e 5 stelle che possano accogliere e deliziare i migliori turisti e visitatori
Inoltre presenteremo le iniziative già intraprese da consorzi per l esportazione e da gruppi di filiera integrata e sarà esposto uno strumento di marketing che questa estate effettuerà un tour per le piazze italiane per valorizzare i nostri prodotti agricoli: il frantoio mobile.
Saranno infine illustrate le opportunità di investimento date dai contributi comunitari del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, specie ai giovani sotto i 40 anni e ai gruppi di operatori che si uniscono in un unico progetto di filiera.
Richiediamo a gran voce la presenza dei giovani che possono trovare nuovi stimoli e motivazioni da una nuova agricoltura di qualità e che possono contribuire a cambiare le regole del gioco e del mercato. Perché l olio della Puglia diventi d oro !
Vi alleghiamo alla presente il nostro comunicato stampa con la preghiera di diffonderlo e di sostenere la nostra iniziativa
TAVOLA ROTONDA
Il Salento: dall'olio lampante al vero "oro" extra vergine da oliva "Made Salento"
SABATO 6 FEBBRAIO ALLE ORE 16:00 IN OCCASIONE DELLA FIERA DELLA CANDELORA A MARTANO PRESSO IL LARGO 1° MAGGIO
INTERVERRANNO:
Dr. FRANCESCO PAOLO FANIZZI Professore Ordinario di Chimica Generale ed Inorganica, Presidente Sezione Puglia della Società Chimica Italiana, Docente di BIO-NMR presso Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali Università del Salento;
Dr. ROBERTO DE DONNO Professore Universitario LUM esperto di Marketing autore del libro DE.CO;
On. PAOLO DE CASTRO Europarlamentare Presidente della Commissione Agricoltura Europea;
On. RAFFAELE BALDASSARRE Europarlamentare;
Sen. COSIMO GALLO;
Sen. ADRIANA POLIBORTONE;
Dr. DARIO STEFANO Assessore allAgricoltura della Regione Puglia;
Dr. ANTONIO GABELLONE Presidente della Provincia di Lecce;
Dr. FRANCESCO PACELLA Assessore del Turismo e Marketing Territoriale, allAgricoltura e Risorse del mare della Provincia di Lecce;
Dr. EMANUELE GABRIELI Agronomo ed esperto per le opportunità dinvestimento date dai contributi comunitari;
Dr. ANDREA MONTINARI Imprenditore ed esperto nellattività turistica provinciale;
Sig. CARLO SANNA, Sig. GIUSSEPPE ERRIQUEZ e Sig. ORONZO RIZZELLO, Imprenditori ed esperti nel settore della ristorazione e dellarte culinaria;
Perito Agrario ALESSANDRO CORICCIATI Imprenditore ed esperto nellattività olearia (Produzione, Trasformazione e Commercializzazione);
Coordina la Tavola Rotonda il Dr. ANGELO AMATO esperto in Marketing
Per informazioni: 348-7849932
info@mediterranea-degustatio.it
venerdì 29 gennaio 2010
Il Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Puglia dottore agronomo Oronzo Milillo

Il Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Puglia dottore agronomo Oronzo Milillo nella trasmissione di Telenorba AGRISETTE sottolinea l'utilità per le Aziende Agricole di essere seguite dal Dottore Agronomo di fiducia
http://www.telenorba.it/home/produzioni_video.php?vid=387
http://www.telenorba.it/home/produzioni_video.php?vid=387
martedì 26 gennaio 2010
Vivaismo orticolo, metodologie e problematiche

Vivaismo orticolo, metodologie e problematiche
Dalla semina al trapianto, dalla movimentazione delle piante ai patogeni più diffusi: l'evoluzione di tecniche e trattamenti - a cura di Antesia
Il vivaismo orticolo negi ultimi decenni
Quando ero un ragazzino nei pomeriggi verso la fine dell'inverno, dopo aver svolto i compiti, aiutavo mio padre nella preparazione dei letti caldi, con il letame fresco in fermentazione, i criteri erano i medesimi che mio bisnonno ci aveva tramandato.
Ho pensato di iniziare cosi questa mia breve relazione, perché credo renda bene l'idea di quanta strada abbia fatto il vivaismo orticolo negli ultimi decenni.
Oggi le aziende più moderne sono di ampie dimensioni, e i letti caldi sono sostituiti da serre con cubature dai 3 ai 5 metri cubi/mq, climatizzate e il controllo dei parametri ambientali, spesso e affidato a computer con la possibilità di combinare temperatura, luce, umidità, secondo le esigenze delle specie coltivate e della loro fase di sviluppo. Molte delle operazioni svolte dalla semina al trapianto, la movimentazione delle piante, l'irrigazione, sono meccanizzate.
Non è possibile sintetizzare le metodologie e le problematiche di lavoro in poche righe, in un paese come l'Italia a condizioni ambientali così diverse da Nord al Sud, non possiamo permetterci la semplicità a cui spesso si fa riferimento, la tecnica Olandese, dimenticando quanto vario sia il nostro clima e il nostro carattere.
Una delle colture più importanti del vivaismo orticolo è il pomodoro e in particolare per i numeri prodotti, quello da trasformazione industriale, interessando dal sud al nord tante aziende agricole e vivaistiche.Per il pomodoro, il passaggio dalla semina diretta in campo al trapianto è avvenuto - in modo massiccio - con l'introduzione della raccolta meccanica, questa richiedeva colture omogenee per una maturazione concentrata con frutti di alta qualità. Queste caratteristiche sono delle varietà ibride ma l'alto costo del seme ha finito per rendere vantaggiosa la piantina allevata in vivaio rispetto alla semina in campo.
La produzione vivaistica col tempo si è avvicinata a un processo produttivo di tipo industriale, in questa visione la trasformazione si attua impiegando fondamentalmente 3 materie prime: il seme, il contenitore e il substrato.Le operazioni fondamentali partono dalla semina, segue la germinazione in cella climatizzata alle temperature idonee a una rapida e uniforme germinazione, per le lattughe sui 18°C, pomodoro 22-24 °C, peperone e melanzana fino a 26-27° con umidità relativa del 100%. Prima che la plantula emerga segue la stesura in serra dei contenitori per la coltivazione fino allo stadio vegetativo idoneo al trapianto in campo o in serra.Durante questo processo è fondamentale tenere sotto controllo i fattori che influenzano il corretto sviluppo vegetativo delle piantine.
Il pomodoro, una delle principali colture del vivaismo orticolo
I contenitori alveolari più comuni sono in polistirolo espanso, oppure rigidi in materiale plastico, per le colture cosi dette da foglia come: lattughe, cicorie, finocchio, sedano, è indicata la semina in cubetti di torba pressata, in quanto sono specie con colletto molto debole e subirebbero danni, al trapianto, durante l'estrazione dal contenitore. Nella produzione per il mercato non professionale, ove sono richieste piante più sviluppate, per gli ortaggi a frutto in particolare, si esegue la semina in contenitori da 448 a 240 alveoli, pari a densità di 2,250 piante /mq per poi trapiantare, dopo alcune settimane, in contenitori finali da 48 a 15 alveoli, pari a densità di 75 a 250 piante/mq.
Il seme rappresenta il materiale con maggiori rischi, questo per ragioni di costo, infatti alcune varietà ibride da mensa hanno prezzi molto alti dai 20 a oltre 30 centesimi di euro a seme. Altri aspetti da considerare per il seme sono la germinabilità e l'energia germinativa, in pratica il vivaista deve conoscere di ogni lotto , la capacita di produrre piante commerciabili nelle condizioni di coltivazione della sua azienda, ultimo aspetto la sanità, intesa come assenza di organismi nocivi per la coltivazione in vivaio e la seguente fase produttiva.
Per il pomodoro da industria si usano contenitori in polistirolo espanso da cm 52 per 33 a 260, 280, 336 alveoli, alcune aziende propongono densità maggiori, con possibilità di riduzioni di costi ma limiti possono essere nelle condizioni di trapianto in campo e la necessità di tempestive irrigazioni dato che il pane di terra è molto limitato. Alcune aziende hanno introdotto contenitori in plastica rigida con dimensioni cm 40 per 60, questi rendono possibile il riutilizzo, dopo accurata disinfezione, sono però molto pesanti e quindi più difficili da movimentare, ma risolvono il problema dello smaltimento dei contenitori a perdere.
Nel caso del pomodoro da industria, col seme possono essere introdotti patogeni in coltivazione. Il pericolo maggiore è dato dai batteri: Cancro batterico, Macchiettatura batterica, Maculatura batterica. Durante la fase di allevamento in serra, se non ben gestita, si potrebbero amplificare i danni.
Il Cancro batterico è un grosso problema per le aziende vivaistiche che producono piante di pomodoro innestate, in quanto con le operazioni di taglio consentono la diffusione del patogeno da pianta a pianta anche se presente in minima quantità.
Pseudomonas syringae, caua della Maculatura batterica nel pomodoro (Foto/Atlas of Plant Pathogenic Bacteria)
La Maculatura batterica è più frequente sul pomodoro da industria, ma il controllo del seme, l'impiego di varietà meno sensibili, la buona gestione della temperatura e dell'umidità in serra, l'intervento preventivo con prodotti rameici consentono di produrre piante sane.
I patogeni citati sono specifici di una specie importante come il pomodoro, ma non bisogna dimenticare le malattie tipiche da vivaio, fra le più frequenti la moria delle giovani piantine a causa del Pythium, il potogeno è molto pericoloso e in grado di colpire praticamente tutte le specie allevate in vivaio, dalle orticole alle floricole.Per il controllo essenziale è l'impiego di seme sano e conciato, di substrato esente da patogeni, con struttura idonea alla specie coltivata, mantenere temperature minime indicate per le varie specie.
I trattamenti sono efficaci se preventivi al substrato e quelli comunemente impiegati sono il Propamocard e i Fenilammidici come il Metalaxil. Anche il pH influenza lo sviluppo dei marciumi radicali, questo deve essere compreso fra 5,5 e 6,5, anche se le giovani piante di ortaggi riescono meglio con valori vicino alla neutralità . Altro importante parametro è la salinità, espressa come conducibilità elettrica della soluzione estratta dal substrato di coltivazione, se riferita alla pasta satura, questa non dovrebbe superare i 2,5 mS/cm. Un metodo semplice per valutare un substrato è quello di coltivarci la specie a cui è destinato nell'ambiente in cui si opera, e di tanto in tanto inviare campioni a laboratori di chimica agraria che seguono le metodologie idonee per i substrati di coltivazione .
La fase di coltivazione in serra, dalla stesura dei contenitori alla consegna, è la più delicata richiede personale esperto e disponibile, e individua nell'irrigazione e concimazione le operazione più importanti per la produzione di piante di qualità.
Per quanto riguarda le concimazioni partendo dalle caratteristiche chimiche dell'acqua di irrigazione è possibile a mezzo della fertirrigazione apportare solo gli elementi nutritivi carenti o mancati, trascurando quelli già presenti, inoltre con l'apporto di acidi, spesso si impiega acido nitrico, è possibile la correzione del pH su valori che consentono la disponibilità di tutti gli elementi nutritivi.
Al momento sono disponibili strumenti che consentono l'automazione dell'irrigazione, tensiometri, sistemi a pesata dei contenitori, e recentemente sensori WET in grado di rilevare umidità temperatura e salinità, ma nella pratica l'irrigazione rimane una forma di arte che richiede sensibilità, si acquisisce col tempo rimanendo giornalmente a contatto con le piante.
A cura di Romano Grilli - socio di Antesia
Antesia, l'Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In AgricolturaI soci di Antesia sono dottori agronomi e forestali, periti agrari, agrotenici, tecnologi alimentari che svolgono assistenza tecnica agronomica a centinaia di produttori agricoli e agroalimentari, svincolati dalla vendita di qualsivoglia prodotto materiale alle aziende agricole. Antesia contribuisce alla formazione dei soci ed al loro continuo aggiornamento, promuovendo il reciproco scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze di campo. Se vuoi conoscere le iniziative di Antesia, vai su http://www.antesia.it/. Se vuoi diventare socio di Antesia, vai su www.antesia.it
Dalla semina al trapianto, dalla movimentazione delle piante ai patogeni più diffusi: l'evoluzione di tecniche e trattamenti - a cura di Antesia
Il vivaismo orticolo negi ultimi decenni
Quando ero un ragazzino nei pomeriggi verso la fine dell'inverno, dopo aver svolto i compiti, aiutavo mio padre nella preparazione dei letti caldi, con il letame fresco in fermentazione, i criteri erano i medesimi che mio bisnonno ci aveva tramandato.
Ho pensato di iniziare cosi questa mia breve relazione, perché credo renda bene l'idea di quanta strada abbia fatto il vivaismo orticolo negli ultimi decenni.
Oggi le aziende più moderne sono di ampie dimensioni, e i letti caldi sono sostituiti da serre con cubature dai 3 ai 5 metri cubi/mq, climatizzate e il controllo dei parametri ambientali, spesso e affidato a computer con la possibilità di combinare temperatura, luce, umidità, secondo le esigenze delle specie coltivate e della loro fase di sviluppo. Molte delle operazioni svolte dalla semina al trapianto, la movimentazione delle piante, l'irrigazione, sono meccanizzate.
Non è possibile sintetizzare le metodologie e le problematiche di lavoro in poche righe, in un paese come l'Italia a condizioni ambientali così diverse da Nord al Sud, non possiamo permetterci la semplicità a cui spesso si fa riferimento, la tecnica Olandese, dimenticando quanto vario sia il nostro clima e il nostro carattere.
Una delle colture più importanti del vivaismo orticolo è il pomodoro e in particolare per i numeri prodotti, quello da trasformazione industriale, interessando dal sud al nord tante aziende agricole e vivaistiche.Per il pomodoro, il passaggio dalla semina diretta in campo al trapianto è avvenuto - in modo massiccio - con l'introduzione della raccolta meccanica, questa richiedeva colture omogenee per una maturazione concentrata con frutti di alta qualità. Queste caratteristiche sono delle varietà ibride ma l'alto costo del seme ha finito per rendere vantaggiosa la piantina allevata in vivaio rispetto alla semina in campo.
La produzione vivaistica col tempo si è avvicinata a un processo produttivo di tipo industriale, in questa visione la trasformazione si attua impiegando fondamentalmente 3 materie prime: il seme, il contenitore e il substrato.Le operazioni fondamentali partono dalla semina, segue la germinazione in cella climatizzata alle temperature idonee a una rapida e uniforme germinazione, per le lattughe sui 18°C, pomodoro 22-24 °C, peperone e melanzana fino a 26-27° con umidità relativa del 100%. Prima che la plantula emerga segue la stesura in serra dei contenitori per la coltivazione fino allo stadio vegetativo idoneo al trapianto in campo o in serra.Durante questo processo è fondamentale tenere sotto controllo i fattori che influenzano il corretto sviluppo vegetativo delle piantine.
Il pomodoro, una delle principali colture del vivaismo orticolo
I contenitori alveolari più comuni sono in polistirolo espanso, oppure rigidi in materiale plastico, per le colture cosi dette da foglia come: lattughe, cicorie, finocchio, sedano, è indicata la semina in cubetti di torba pressata, in quanto sono specie con colletto molto debole e subirebbero danni, al trapianto, durante l'estrazione dal contenitore. Nella produzione per il mercato non professionale, ove sono richieste piante più sviluppate, per gli ortaggi a frutto in particolare, si esegue la semina in contenitori da 448 a 240 alveoli, pari a densità di 2,250 piante /mq per poi trapiantare, dopo alcune settimane, in contenitori finali da 48 a 15 alveoli, pari a densità di 75 a 250 piante/mq.
Il seme rappresenta il materiale con maggiori rischi, questo per ragioni di costo, infatti alcune varietà ibride da mensa hanno prezzi molto alti dai 20 a oltre 30 centesimi di euro a seme. Altri aspetti da considerare per il seme sono la germinabilità e l'energia germinativa, in pratica il vivaista deve conoscere di ogni lotto , la capacita di produrre piante commerciabili nelle condizioni di coltivazione della sua azienda, ultimo aspetto la sanità, intesa come assenza di organismi nocivi per la coltivazione in vivaio e la seguente fase produttiva.
Per il pomodoro da industria si usano contenitori in polistirolo espanso da cm 52 per 33 a 260, 280, 336 alveoli, alcune aziende propongono densità maggiori, con possibilità di riduzioni di costi ma limiti possono essere nelle condizioni di trapianto in campo e la necessità di tempestive irrigazioni dato che il pane di terra è molto limitato. Alcune aziende hanno introdotto contenitori in plastica rigida con dimensioni cm 40 per 60, questi rendono possibile il riutilizzo, dopo accurata disinfezione, sono però molto pesanti e quindi più difficili da movimentare, ma risolvono il problema dello smaltimento dei contenitori a perdere.
Nel caso del pomodoro da industria, col seme possono essere introdotti patogeni in coltivazione. Il pericolo maggiore è dato dai batteri: Cancro batterico, Macchiettatura batterica, Maculatura batterica. Durante la fase di allevamento in serra, se non ben gestita, si potrebbero amplificare i danni.
Il Cancro batterico è un grosso problema per le aziende vivaistiche che producono piante di pomodoro innestate, in quanto con le operazioni di taglio consentono la diffusione del patogeno da pianta a pianta anche se presente in minima quantità.
Pseudomonas syringae, caua della Maculatura batterica nel pomodoro (Foto/Atlas of Plant Pathogenic Bacteria)
La Maculatura batterica è più frequente sul pomodoro da industria, ma il controllo del seme, l'impiego di varietà meno sensibili, la buona gestione della temperatura e dell'umidità in serra, l'intervento preventivo con prodotti rameici consentono di produrre piante sane.
I patogeni citati sono specifici di una specie importante come il pomodoro, ma non bisogna dimenticare le malattie tipiche da vivaio, fra le più frequenti la moria delle giovani piantine a causa del Pythium, il potogeno è molto pericoloso e in grado di colpire praticamente tutte le specie allevate in vivaio, dalle orticole alle floricole.Per il controllo essenziale è l'impiego di seme sano e conciato, di substrato esente da patogeni, con struttura idonea alla specie coltivata, mantenere temperature minime indicate per le varie specie.
I trattamenti sono efficaci se preventivi al substrato e quelli comunemente impiegati sono il Propamocard e i Fenilammidici come il Metalaxil. Anche il pH influenza lo sviluppo dei marciumi radicali, questo deve essere compreso fra 5,5 e 6,5, anche se le giovani piante di ortaggi riescono meglio con valori vicino alla neutralità . Altro importante parametro è la salinità, espressa come conducibilità elettrica della soluzione estratta dal substrato di coltivazione, se riferita alla pasta satura, questa non dovrebbe superare i 2,5 mS/cm. Un metodo semplice per valutare un substrato è quello di coltivarci la specie a cui è destinato nell'ambiente in cui si opera, e di tanto in tanto inviare campioni a laboratori di chimica agraria che seguono le metodologie idonee per i substrati di coltivazione .
La fase di coltivazione in serra, dalla stesura dei contenitori alla consegna, è la più delicata richiede personale esperto e disponibile, e individua nell'irrigazione e concimazione le operazione più importanti per la produzione di piante di qualità.
Per quanto riguarda le concimazioni partendo dalle caratteristiche chimiche dell'acqua di irrigazione è possibile a mezzo della fertirrigazione apportare solo gli elementi nutritivi carenti o mancati, trascurando quelli già presenti, inoltre con l'apporto di acidi, spesso si impiega acido nitrico, è possibile la correzione del pH su valori che consentono la disponibilità di tutti gli elementi nutritivi.
Al momento sono disponibili strumenti che consentono l'automazione dell'irrigazione, tensiometri, sistemi a pesata dei contenitori, e recentemente sensori WET in grado di rilevare umidità temperatura e salinità, ma nella pratica l'irrigazione rimane una forma di arte che richiede sensibilità, si acquisisce col tempo rimanendo giornalmente a contatto con le piante.
A cura di Romano Grilli - socio di Antesia
Antesia, l'Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In AgricolturaI soci di Antesia sono dottori agronomi e forestali, periti agrari, agrotenici, tecnologi alimentari che svolgono assistenza tecnica agronomica a centinaia di produttori agricoli e agroalimentari, svincolati dalla vendita di qualsivoglia prodotto materiale alle aziende agricole. Antesia contribuisce alla formazione dei soci ed al loro continuo aggiornamento, promuovendo il reciproco scambio di informazioni, conoscenze ed esperienze di campo. Se vuoi conoscere le iniziative di Antesia, vai su http://www.antesia.it/. Se vuoi diventare socio di Antesia, vai su www.antesia.it
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