Antonio Bruno è Laureato in Scienze Agrarie Dottore Agronomo iscritto all'Ordine di Lecce - Esperto in diagnostica urbana e territoriale e studente all'Università del Salento del Corso di laurea in Viticultura ed Enologia
mercoledì 3 febbraio 2016
martedì 2 febbraio 2016
Apparati radicali delle piante delle praterie
Le praterie e i pascoli rappresentano vaste superfici, originariamente occupate dai boschi
submontani e dalle faggete, che già in epoche protostoriche, sono state distrutte
dall’uomo per ricavare ambienti adatti al foraggiamento del bestiame; rappresentano
quindi ambienti artificiali ma pur sempre particolari poiché soggetti a numerosi fattori di
disturbo come il calpestio del bestiame che favorisce il mantenimento delle specie
vegetali e arbustive.
GLI AGRICOLTORI DELLE PROVINCE DI LECCE, BRINDISI E TARANTO INTERVENGANO IN QUESTO MODO AL FINE DI RALLENTARE L'INFEZIONE DI XYLELLA
GLI AGRICOLTORI DELLE PROVINCE DI
LECCE, BRINDISI E TARANTO INTERVENGANO IN QUESTO MODO AL FINE DI
RALLENTARE L'INFEZIONE DI XYLELLA
A marzo l'insetto Philaenus spumarius
(Linnaeus, 1758) vettore del Batterio Xylella fastidiosa subspecie
pauca ceppo CoDiRo entrerà in contatto con olivi infetti e diverrà
appunto il vettore di nuove infezioni la domanda è: Possiamo fare
qualcosa per rallentare il contagio?
Ovvero rallentare la velocità del contatto dell'insetto vettore con piante o alberi sani e contagiarli?
Ovvero rallentare la velocità del contatto dell'insetto vettore con piante o alberi sani e contagiarli?
E possibile predisporre una strategia
di intervento che possa fare da guida all'olivicoltore; questa linea
si basa sugli studi della biologia del vettore eseguiti dal prof.
Francesco Porcelli dell’Università di Bari.
Marzo – Aprile 2016
Eseguire la trinciatura delle erbe
spontanee in tutti i campi coltivati, effettuare delle lavorazione
del terreno negli oliveti adottando tecniche migliorative e
conservative della sostanza organica; ed infine bisogna provvedere
alla trinciatura/sfalcio delle erbe anche sul reticolo idrografico e
sui canali e fossati delle aziende agricole. Siccome è stato
accertato che la sputacchina Philaenus spumarius (Linnaeus, 1758) si
sviluppa su erbe spontanee (Cirsium, Finocchio selvatico, ecc.) lo
sfalcio delle erbe e la lavorazione del terreno impedisce lo sviluppo
pre-immaginale e interrompe il ciclo del vettore solo con un
intervento agronomico. E' inutile affermare che questa operazione è
fondamentale.
Maggio 2016
Trattamenti con Piretrine naturali
(dosaggio di etichetta) effettuare 1-2 interventi a distanza di una
settimana (eventualmente in miscela con aminoacidi o olio
paraffinico); Trattamento con Olio essenziale di arancio (8 lt/ha)
1-2 interventi a distanza di una settimana.
Il periodo di maggio è quello nel
quale gli adulti di Philaenus spumarius migrano sull’olivo e
possono infettare le piante. Con il proseguo della stagione quando
le piante “si induriscono” anche le capacità di trasmissione
vengono ridotte.
Il trattamento abbattente è fortemente
consigliato
Novembre- Dicembre 2016
Eventuale trattamento con piretrine
naturali (in miscela con Olio paraffinico) o Olio essenziale di
arancio.
Fare il trattamento dopo la raccolta
delle olive, quando gli adulti possono ovideporre per perpetuare il
ciclo biologico.
Si ritiene molto utile che la strategia
sopra citata sia completata da altri interventi che aiutano da un
lato a contrastare lo sviluppo e diffusione del vettore e dall’altro
a garantire una salute complessiva dell’uliveto.
BUONE PRASSI DI GESTIONE DELL'OLIVETO
Proteggere l'albero di ulivo da
altri patogeni usando prodotti rameici (Poltiglia bordolese,
idrossidi, ossicloruri, ecc.). L'applicazione migliore rimane
quella autunnale pre-raccolta e di fine inverno.
Utilizzare il dosaggio da etichetta.
Puntare a rinvigorire la pianta
attraverso corrette potature, spollonature
Le potature sono effettuate in inverno
e fino a prima della mignolatura. Le spollonature possono servire
ad evitare presenza di germogli alla base della pianta così da
impedire la salita sulla chioma della Sputacchina.
Corretta gestione della fertilità
fisica e biologica del suolo
Importante adottare tecniche
migliorative e conservative della sostanza organica. Sovesci di
leguminose e della trinciatura della potatura, concimazione con
compost organico o letame maturo o Bokashi (deriva dal Giapponese e
significa miscuglio).
UTILIZZO DI BARRIERE MECCANICHE
Fasce collanti
da posizionare ad inizio ripresa
vegetativa su piante di particolare pregio o in parchi giardini.
Tessuto non tessuto
da posizionare ad inizio ripresa
vegetativa su piante di particolare pregio o in parchi giardini
Reti anti-insetto
da posizionare ad inizio ripresa
vegetativa su piante di particolare pregio o in parchi giardini
UTILIZZO DI BARRIERE FISICHE
Caolino
Il prodotto ha dimostrato che se
distribuito su polloni o piante adulte correttamente e in modo
uniforme, impedisce alla cicalina Philaenus spumarius (Linnaeus,
1758) di nutrirsi (effetto fisico). I trattamenti dovranno proseguire
per tutto il periodo in cui ci sarà il pericolo di un attacco quindi
nei mesi di aprile, maggio sino ai primi di giugno 2016. Dosi: 1°
trattamento alla dose di 4 kg/hl di acqua, i successivi a 2-3 kg/hl
di acqua. Curare bene la copertura.
UTILIZZO DI PIANTE TRAPPOLA
Piante trappola
Da trattare con Piretro o Olio
essenziale di arancio, contro adulti in fase di aggregazione
pre-riproduttiva in campo
La grande differenza tra ecologi ed ecologisti di Ferdinando BOERO
La grande differenza tra ecologi ed
ecologisti
di Ferdinando BOERO
Vale la pena di giocare ancora un poco
sul termine ecologia, di cui quest’anno ricorre il centenario della
nascita, come parola. Fu Ernst Haeckel a proporla, come variazione
sul tema di “economia”. Economia significa le “regole della
casa”, ecologia significa “lo studio della casa”. A Haeckel
piaceva costruire parole nuove (come Protisti, per indicare tutti gli
unicellulari con nucleo), spesso per affinare idee di suoi
predecessori. Il concetto di ecologia è ben presente in Darwin e
nell’Origine delle Specie il fondatore delle teorie ecologiche ed
evoluzioniste parla di “economia della natura”.
C’era davvero bisogno di una nuova
parola? Separare l’ecologia dall’economia, col senno di poi, non
è stata una buona idea. Darwin fu influenzato moltissimo dal
pensiero di Thomas Malthus, un economista e demografo inglese, nato
nel 1766. Malthus relazionò il numero di individui con la quantità
di risorse disponibili ed ebbe una pensata che ancora stenta a
entrare nella zucca di molti economisti: le risorse sono “finite”
(nel senso che la loro quantità non è illimitata) e quindi è
impossibile che qualcosa che dipende da loro possa crescere
all’infinito.
Il mito della crescita infinita è,
appunto, un mito. Darwin applicò questo principio all’economia
della natura. Marx all’economia, con le crisi ricorrenti del
sistema capitalistico, una conseguenza, appunto, dell’impossibilità
di una crescita infinita. Darwin sviluppò sull’intuizione
malthusiana la teoria della selezione naturale, che altro non è che
la teoria dell’ecologia.
Perché è stato dannoso parlare di
ecologia e non di economia della natura? Perché questa distinzione
di termini ha permesso di considerare le due discipline come separate
concettualmente. E infatti, per moltissimo tempo, gli ecologi hanno
lavorato considerando la presenza umana come un “disturbo” alle
cose di natura, e gli economisti hanno semplicemente “esternalizzato”
i costi di erosione del capitale naturale nelle loro analisi
costi-benefici. Una bella parolina, esternalizzato, per dire che non
li hanno considerati. Li paga qualcun altro. Nell’era industriale
questo si è rivelato letale per i sistemi naturali che ci
sostengono. Solo recentemente le autorità che gestiscono il nostro
vivere (tipo l’Unione Europea) hanno imposto l’approccio
ecosistemico che, gran bella scoperta, impone di considerare le
nostre attività come parte di sistemi più grandi: gli ecosistemi. E
cerca quindi di rimetterci dove siamo sempre stati fisicamente ma da
cui ci eravamo estratti concettualmente: nella natura.
Vale la pena, ancora, ricordare una
parola che usiamo noi italiani: ecologisti. Il termine è spesso
adoperato per definire chi pratica l’ecologia ma, grammaticalmente,
questi si chiamano ecologi. Come sono biologi i praticanti della
biologia. Cardiologi i praticanti della cardiologia, etc. Perché
allora “ecologisti”? Perché c’è gente che scrive in italiano
e non sa l’inglese. Ecologo, in inglese, si dice ecologist, biologo
- biologist, e così via. E quindi qualcuno ha tradotto ecologist con
ecologista. Ce n’era bisogno! Perché ora abbiamo due parole che
permettono una distinzione necessaria. Gli ecologi sono i ricercatori
che studiano l’ecologia. Gli ecologisti sono cittadini che non
necessariamente hanno una preparazione formale in ecologia ma ai
quali sta molto a cuore lo stato del pianeta. Il movimento ecologista
li rappresenta.
Il fatto che abbiano a cuore lo stato
del pianeta è encomiabile e sono un movimento di importanza enorme:
è grazie a loro (e non agli ecologi) che si è iniziato a parlare di
ambiente anche nel nostro paese. Quando il Club di Roma pubblicò il
famoso libro sui Limiti dello Sviluppo (dove si spiega con pazienza
che la crescita infinita non è possibile, in un sistema finito)
nessuno lo prese sul serio. Gli ecologi furono chiamati Cassandre.
Gli ecologisti capirono e si convertirono. È bene che gli ecologisti
restino ecologisti. Per diventare ecologi bisogna studiare, non basta
il sentimento. Altrimenti tutti i casanova diventano ginecologi… e
c’è una bella differenza tra avere un grande trasporto verso
qualcosa ed esserne uno studioso competente.
L’ecologia è la più antica forma
di cultura. Gli umani erano cacciatori e raccoglitori e dovevano
conoscere molto bene la natura e le sue regole, per sopravvivere e
trarre risorse da essa. Poi abbiamo elaborato concetti più
“sofisticati” e ce ne siamo allontanati.
La parola “ecologia” compare più
di trenta volte in Laudato Sì, l’Enciclica di Francesco che, nel
suo scritto, invoca la conversione ecologica. Il concetto è
semplicissimo: siamo parte della natura. Non ci possiamo “pensare”
al di fuori di lei. Tutto quello che facciamo si riconduce al nostro
posticino nei sistemi naturali, gli ecosistemi. La sostenibilità si
riferisce a questo.
Nessuno, che io sappia, ha ancora
fatto caso che sono 250 anni che è nato Malthus (1766-2016). I
concetti dell’ecologia nascono proprio da lui. Haeckel ha coniato
la parola cento anni fa, e va bene. Ma i fondamenti che danno
significato a quella parola derivano da Malthus. Festeggiamo anche
lui. Tra parentesi, Darwin è nato il 12 febbraio 1809, Malthus il 13
febbraio 1766. Chissà cosa potrebbero escogitare gli astrologi su
queste coincidenze astrali. Ricordando che astrologi non è sinonimo
di astronomi…
Ferdinando Boero
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Martedì 2 Febbraio 2016, 06:55 -
Ultimo aggiornamento: 06:55
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