venerdì 15 maggio 2015

Prof. Cristos Xyloiannis perché gli oliveti dell’est Salento non sono disseccati nonostante i proprietari da decenni non facciano ricorso alle buone pratiche agricole?


Lo scrivo a scanso di equivoci, prima di ogni cosa voglio affermare che sono assolutamente convinto che è necessario ritornare a una agricoltura naturale che sia appunto sostenibile. Ciò scritto vi prego di leggere attentamente ciò che segue:

«Con una malattia come il complesso del disseccamento rapido dell’olivo si deve imparare a convivere. L’esperienza con altri batteri che hanno colpito altre specie arboree da frutto (batteriosi del kiwi, Ervinia amylovora del pero ) conferma che l’eradicazione delle piante è inutile di fronte a batteri come Xylella fastidiosa, ospite non solo dell’olivo ma di centinaia di altre specie di piante. Bisogna invece rafforzare le difese delle piante, tornando a nutrire il terreno con sostanza organica e a rispolverare buone pratiche come la trinciatura delle malerbe e la potatura, annuale e con piccoli tagli, perché l’ulivo ha bisogno di luce e aria in ogni sua parte».
Cristos Xiloyannis, ordinario  di Fisiologia delle specie da frutto, Frutticoltura generale e tecniche vivaistiche presso il Dipartimento delle Colture europee e del Mediterraneo (DiCEM) dell’Università della Basilicata

L’articolo completo è pubblicato su Terra e Vita n. 19/2015

Sono stato al Convegno del Prof Cristos Xiloyannis e ho ascolato personalmente e letto poi le sue affermazioni. Lo scienziato in sintesi afferma che per fa si che l’olivo riesca a convivere con il batterio Xylella fastidiosa subspecie pauca ceppo Co. Di.R.O. bisogna rafforzare le difese delle piante, tornando a nutrire il terreno con sostanza organica e a rispolverare buone pratiche come la trinciatura delle malerbe e la potatura, annuale e con piccoli tagli, perché l’ulivo ha bisogno di luce e aria in ogni sua parte.

La domanda che in tutta umiltà gli rivolgo deriva dalle mie osservazioni del territorio del Salento leccese ed è la seguente:
Perché gli oliveti del est del Salento non presentano nessun disseccamento a partire da Frigole, San Cataldo, Vernole, Melendugno, Otranto, Santa Cesarea terme, Castro, Andrano, Corsano  per arrivare sino a Santa Maria di Leuca nonostante i proprietari degli oliveti usino diserbanti, concimi chimici e antiparassitari e, nella stragrande maggioranza dei casi,  non facciano ricorso a nessuna delle buone pratiche agricole?
Aspetto una cortese risposta.

Grazie
Per contenere la malattia, consiglia il professor Xiloyannis (Terra e Vita n. 19; 2015), è necessario:

1) ripristinare la fertilità del suolo (in Salento la frazione organica è al di sotto dell'1%) e dunqueevitare operazioni come aratura e fresatura;

2) contrastare il vettore si consiglia di eliminare le erbe infestanti e preferire erpicature leggereper contrastare le larve di sputacchina media. 

3) non trascurare il piano nutrizionale, al contrario di come alcuni agricoltori hanno agito negli ultimi anni, prediligendo concimazioni organiche. 


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