mercoledì 13 gennaio 2010

PIANO DI SVILUPPO RURALE NUOVE OPPORTUNITA’ PER GIOVANI, DONNE, DISOCCUPATI


PIANO DI SVILUPPO RURALE NUOVE OPPORTUNITA’ PER GIOVANI, DONNE, DISOCCUPATI
LA UST-CISL di Lecce, unitamente alla UCG-CISL ed alla FAI-CISL, in collaborazione con i GAL (Gruppi diAzione Locale) CAPO S.MARIADI LEUCA- SERRE SALENTINE - VALLE DELLA CUPA - ISOLA SALENTO -TERRE D’ARNEO - TERRA D’OTRANTO e d’intesa coni Sindaci dei Comuni interessatiPROMUOVEuna serie di conferenze itineranti sul territorio della provincia di Lecce al fine di informare sulle opportunità previste per giovani dai 18 ai 40 anni, disoccupati, cassintegrati ed imprese agricole dalPIANO DI SVILUPPO RURALELe conferenze si svolgeranno nei vari comuni secondo il seguente calendario ed i lavori avranno inizio alle ore 16
CALENDARIO CONFERENZEGALCAPO SANTAMARIADI LEUCAper i comuni di Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo,Corsano, Gagliano,Miggiano,Montesano,Morciano, Nociglia, Patù, Presicce, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Tiggiano, Tricase, Ugento
25 gennaio 2010TRICASE - Palazzo Ducale - Sala del Trono
27 gennaio 2010UGENTO - Seminario Vescovile - Sala RiunioniGALSERRE SALENTINE per i comuni diAlezio, Collepasso, Galatone, Gallipoli, Matino, Melissano, Neviano,Parabita, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie
29 gennaio 2010MATINO - Mirabilia Dei Apulia - Sala Riunioni -Via Custoza
1 febbraio 2010SANNICOLA - Centro Polifunzionale - Via Oberdan
GAL CAPO D’OTRANTO per i comuni di Otranto, Andrano, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Castro, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Melendugno, Minervino di Lecce, Palmariggi, Poggiardo, San Cassiano, Scorrano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa, Santa Cesarea Terme, Sanarica, Muro Leccese, Spongano, Ortelle
3 febbraio 2010POGGIARDO - Aula Consiliare del Comune
5 febbraio 2010BAGNOLO - Aula Consiliare del Comune
GAL VALLE DELLA CUPA per i comuni di Lequile, Novoli, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama, Squinzano, Trepuzzi, Monteroni, Surbo
8 febbraio 2010TREPUZZI - Aula Consiliare del Comune
10 febbraio 2010MONTERONI - Centro Educazione alla Legalità - Sala Conferenze
GAL ISOLA SALENTO per i comuni di Carpignano Salentino, Castrì di Lecce, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto,Martignano,Melendugno,Melpignano, Seclì, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia
12 febbraio 2010CARPIGNANO SALENTINO - Cooperativa San Giorgio - Sala Conferenze
GAL TERRA D’ARNEO per i comuni di Guagnano, Salice, Veglie, Porto Cesareo, Nardò
17 febbraio 2010VEGLIE - Aula Consiliare del Comune
19 febbraio 2010GUAGNANO - Aula Consiliare del Comune
PROGRAMMA DEI LAVORIPRESENTAZIONEPIERO STEFANIZZISegretario generale Cisl LecceSALUTO DELLE AUTORITÀINTRODUZIONECARLO CATALDISegretario territoriale Cisl LecceCOMUNICAZIONIFABIO INGROSSOPresidente provinciale Ugc-Cisl e CopagriSALVATORE GRECOSegretario generale Fai Cisl LecceRELAZIONIANTONIO BRUNOdottore agronomoRappresentante Gruppo Azione LocaleEVENTUALI APPROFONDIMENTISEGRETERIA ORGANIZZATIVATEL. 0832 314888 - Fax 0832 391816 - Lecce - Viale della Libertà, 79I cittadini interessati sono invitati a partecipare

martedì 12 gennaio 2010

Life Plus, progetto di ricerca da tre milioni di euro


Life Plus, progetto di ricerca da tre milioni di euro
Se lo è aggiudicato Agroinnova. E' finalizzato a ridurre i rischi per l'ambiente e per la salute legati all'uso di agrofarmaci
Agroinnova e il progetto europeo Life Plus
Quasi 3 milioni di euro di investimento, 3 Paesi coinvolti (Italia, Grecia e Polonia), 5 partner, 9 aree previste per le attività dimostrative, tra cui le Province di Torino, Asti, Cuneo e Alessandria e 24 siti pilota.
Sono questi alcuni dei numeri del progetto finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Life Plus, che Agroinnova, il Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino, si è recentemente aggiudicato e che ha preso il via il primo gennaio 2010.
Il progetto, della durata di tre anni, nasce con l’obiettivo di fornire soluzioni concrete al piano messo in atto dall’Ue per ridurre i rischi per l'ambiente e la salute umana dovuti all'impiego degli agrofarmaci e, più in generale, per promuovere un uso più sostenibile di tali prodotti e una riduzione complessiva dei rischi e degli utilizzi, senza perdita di efficienza per gli utilizzatori professionali.
Il progetto acquisisce particolare importanza per l’Italia e per il Piemonte, in quanto si propone di intervenire sull’impiego dei fumiganti, prodotti utilizzati per la disinfestazione del terreno in ortofloricoltura intensiva e molto importanti per l’agricoltura mediterranea e italiana. Non è un caso che le aree scelte per la sperimentazione dei risultati delle ricerche in Italia siano nelle province di Torino, Asti, Cuneo e Alessandria, caratterizzate dalla presenza di un'orticoltura intensiva di notevole importanza economica.
Agroinnova sarà capofila di un Consorzio costituito da 5 partner nei tre Paesi, provenienti dal settore pubblico e da quello privato: con Agroinnova collaboreranno l’azienda Dow AgroSciences in Italia, l’Università di Atene in Grecia e l’Istituto di ricerca in frutticoltura e floricoltura e la Società di consulenza JWC in Polonia.
La composizione del Consorzio testimonia l’importanza di un rapporto diretto fra il mondo della ricerca e quello delle imprese, indispensabile per trasferire al sistema produttivo i risultati ottenuti attraverso le attività di ricerca di base e applicata.
Il progetto Life PlusIl progetto Life prende le mosse dalla recente direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, pubblicata lo scorso 24 novembre 2009 sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci. La direttiva mira alla tutela della salute umana e dell’ambiente riducendo i potenziali rischi connessi all’uso degli agrofarmaci e promuovendo l’uso della difesa integrata e di approcci o tecniche alternativi.
Tra gli agrofarmaci, particolare attenzione viene dedicata ai fumiganti, che a causa del loro elevato impatto ambientale sono considerati prodotti ad alto rischio e sono presi particolarmente di mira dalla nuova direttiva europea. Il progetto coordinato da Agroinnova mira dunque alla promozione dell’uso sostenibile dei fumiganti per il contenimento dei patogeni terricoli nel settore orticolo al fine di contribuire all’attuazione della Strategia tematica europea per l’uso sostenibile degli agrofarmaci ed alla definizione dei Piani d’azione nazionali in questa previsti. Nello specifico questo progetto promuove l’uso sostenibile di fumiganti utilizzati nel settore orticolo quali l’1,3-dicloropropene, la cloropicrina ed i generatori di metilisotiocianato (dazomet, metam sodio e metam potassio) tramite il miglioramento dei metodi di applicazione (riduzione delle dosi, diminuzione della dispersione nell’ambiente) e la combinazione o sostituzione con metodi non chimici di disinfestazione del suolo quali solarizzazione, innesto, biofumigazione, uso di compost e di agenti biologici.
“E’ un fatto che oggi la ricerca debba essere svolta a livello internazionale, nell’ambito di ampi consorzi che vedono uniti ricercatori pubblici e privati – ha dichiarato Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova -. L’Italia non può che guardare all’Europa, dove la competizione è molto forte. Negli ultimi anni Agroinnova ha investito molte risorse nel campo della ricerca europea e questi investimenti danno i loro frutti: numerosi progetti sono stati infatti finanziati negli ultimi anni dalla Commissione europea. L’aggiudicazione del progetto Life Plus costituisce un risultato importante, ma non ci accontentiamo e stiamo già lavorando per candidarci a lavorare a livello europeo su altre importanti tematiche, dalla biosicurezza all'effetto dei cambiamenti climatici sulla disponibilità di cibo nei paesi meno fortunati”.
Fonte: Agroinnova - Centro di competenza per l'innovazione in campo agro-ambientale

Agroalimentare, al via il progetto G-Exp: 'coltivare nuovi mercati'


Agroalimentare, al via il progetto G-Exp: 'coltivare nuovi mercati'
Ice, Bocconi e Cariparma unite nel progetto che punta su competenze, internazionalizzazione e innovazione
Progetto G-Exp
Sviluppare la cultura manageriale delle aziende che operano nella filiera agroalimentare e favorire la messa a punto di progetti di internazionalizzazione innovativi: è quanto si propone il Progetto G-Exp, Global Executive Education Program, realizzato dall'Istituto nazionale per il commercio estero d'intesa con la Sda Bocconi School of Management. Al progetto collabora anche Cariparma Gruppo Crédit Agricole. Il termine per la presentazione delle domande scadrà il 28 febbraio 2010.
Il progetto, rivolto a 25 imprenditori della filiera agroalimentare, mira a fornire ai partecipanti le competenze necessarie per realizzare progetti di internazionalizzazione. Sono previste delle lezioni in modalità e-learning ma anche incontri in aula con esperti del settore. Terminato questo periodo è previsto un soggiorno di studio per la messa a punto dei progetti.
Il programma prevede tre linee direttrici: strumenti di base, focus mercati e progetti sul campo.
Gli strumenti di base forniscono le competenze di management per la formulazione della strategia di internazionalizzazione, la progettazione, il lancio e la gestione dei progetti rivolti al mercato internazionale.
Il focus mercati, con lezioni e-learning e con la partecipazione allo study tour, permette di approfondire le conoscenze sul contesto economico, legale, politico di alcuni mercati esteri (in particolare bacino del Mediterraneo, Nord Europa, Estremo Oriente e Nord America).
I progetti sul campo consentono ai partecipanti di mettere a punto un'iniziativa di internazionalizzazione con il supporto di un team di esperti con competenze multidisciplinari. I business meeting e le lezioni presso scuole di management internazionale nell'ambito dello study tour permettono di verificare le condizioni di realizzabilità del proprio progetto.
Gli imprenditori e manager interessati dovranno compilare il modulo di preiscrizione sul sito http://www.g-exp.it/iscrizione.aspx da presentare entro il 28 febbraio 2010 insieme all'indicazione di un progetto di internazionalizzazione. Nel mese di marzo 2010 verranno valutate le migliori proposte e saranno selezionate le 25 aziende che parteciperanno all'iniziativa. Le aziende partecipanti pagheranno una quota di iscrizione di euro 2.400 + Iva e sosterranno le spese di viaggio e alloggio durante il business tour all'estero. Le docenze si svolgeranno prevalentemente a Milano, presso la sede della Sda Bocconi; alcuni incontri si terranno a Roma, nel Centro formazione e convegni dell'Ice e a Parma presso la sede di Cariparma.
Fonte: ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero

Piante industriali per una agricoltura multifuzionale


Piante industriali per una agricoltura multifuzionale
Il libro, che si propone di esplorare le nuove funzioni dell'agricoltura, è a cura di Paolo Ranalli. Edizioni Avenue Media
Agricoltura, multifunzionalità e nuove frontiere della nutrizione
Il Cra - Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura ha presentato il volume 'Piante industriali per una agricoltura multifuzionale', edito da Avenue Media, autore Paolo Ranalli, direttore del Dipartimento Trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroindustriali.
Il libro si propone di esplorare le nuove funzioni dell’agricoltura che, oltre la semplice produzione di commodity, intercetta bisogni espliciti della comunità in termini di sostenibilità ambientale, di riduzione dell’inquinamento, di sicurezza alimentare, di prevenzione delle malattie, di attenzione alle fonti energetiche rinnovabili ed ai cambiamenti climatici.Nuove funzioni dell’agricoltura anche come nuove frontiere della nutrizione: individuazione dei nutraceutici che non nutrono ma proteggono l’organismo con diversi meccanismi; interazione della nutrizione con il genoma delle cellule per utilizzare le proprietà nutrizionali del prodotto a favore della salute umana; valorizzazione della qualità dei prodotti alimentari sia nella ricerca, sia come fattore determinante della competitività per le imprese italiane.
"Le nuove funzioni dell’agricoltura si compendiano nel concetto di multifunzionalità, ossia nella capacità di fornire alla collettività servizi non vendibili, eliminando o riducendo le esternalità negative e, soprattutto, producendo esternalità positive. Diventa sempre più pregnante, cioè, il ruolo polivalente dell’agricoltura, il quale oltre che la semplice produzione di derrate, intercetta bisogni espliciti della comunità in termini di sostenibilità ambientale, di riduzione dell’inquinamento, di sicurezza alimentare, di prevenzione delle malattie e, più recentemente, di attenzione alle fonti energetiche rinnovabili ed al cambiamento climatico.Tali funzioni, che hanno come baricentro l’azienda agraria, hanno trovato un riconoscimento non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale e ambientale. Infatti, gli originari obiettivi della Pac (incremento della produttività, stabilità dei redditi degli agricoltori, auto-approvvigionamenti) sono stati rivisitati segnando il definitivo passaggio da una visione settoriale ad una visione sociale e territoriale delle politiche agricole. Al centro della rinnovata filosofia c’è il rapporto tra agricoltura, bisogni della società e dimensione rurale.Il volume si propone di analizzare, soprattutto in chiave predittiva, gli scenari degli agroecosistemi futuri basati, principalmente, su produzioni non tradizionali (innovazioni di prodotto) e su nuovi impieghi industriali di prodotti tradizionali (innovazioni di processo).Il Volume si articola in 4 sezioni tematiche, ciascuna comprendente più capitoli.Il Volume è rivolto non soltanto agli addetti, ma a tutti quelli che nel vivere quotidiano hanno a che fare con prodotti che derivano dall’agricoltura, direttamente oppure indirettamente: cioè, sia lo scienziato che di questi problemi si occupa per professione, sia la donna che fa la spesa nel supermercato e deve interpretare un cartellino che accompagna una confezione di pomodori (o di fagioli surgelati), nel quale sono riportati indicatori sull’origine e sulla qualità del prodotto. In definitiva, rappresenta un testo base per tutti coloro che desiderano avere maggiore consapevolezza sulle innovazioni nel sistema agro-industriale in Italia". (Dalla Prefazione di Paolo Ranalli)
Per acquistare il volume: www.avenuemedia.eu/source/editoria/editoria_libri.html#agricoltura
Fonte: CRA - Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura

L'Italia è un paese di hobby farmer


L'Italia è un paese di hobby farmer
I primi risultati dello studio Nomisma - Vita in Campagna sull'agricoltura amatoriale
Hobby farmer, indagine Nomisma e Vita in campagna
L’Italia non è solamente terra di poeti, santi e navigatori ma anche di agricoltori. O per lo meno, presunti tali. Una ricerca svolta da Nomisma in collaborazione con il mensile Vita in Campagna - che da oltre 25 anni segue chi per passione coltiva piante o alleva animali nel tempo libero - sembra infatti dimostrare come le aree rurali siano sempre più interessate dalla presenza di persone che decidono di spostarsi e di vivere in campagna, dedicandosi anche ad attività tipiche di questi spazi, agricoltura in primis.
Questo interesse per le attività agricole da parte di 'non addetti ai lavori' sta assumendo oggi particolare rilevanza, in un momento in cui la crisi economica porta molte persone a riscoprire le bontà e la convenienza dei prodotti del proprio orto e frutteto. Ed è proprio in considerazione di tale tendenza che ci si accorge del fatto che nelle campagne si sta sempre più diffondendo una figura particolare, che potremmo definire hobby farmer (o agricoltore amatoriale), che si caratterizza per il possesso di un terreno agricolo coltivato nel tempo libero, in quanto la sua attività principale dal punto di vista lavorativo (e di tempo) è al di fuori del settore agricolo stesso.
Attenzione però a non confondere questa 'nuova figura' con quella dell’agricoltore non professionale: quest’ultimo soggetto, infatti, si configura comunque come un agricoltore che, pur dedicando meno del 50% del suo tempo, viene periodicamente monitorato dall’Istat (in Italia, infatti, il 70% dei conduttori agricoli svolge l’attività agricola in maniera part-time).L’hobby farmer (o agricoltore amatoriale) invece, così come emerge dalle risposte di un campione di 4.000 intervistati, riguarda principalmente soggetti non riconducibili ad un impiego lavorativo ufficiale di carattere agricolo, ma impegnati a tempo pieno in altri settori economici (dipendenti pubblici, medici, liberi professionisti, dirigenti di imprese private, operai, ecc.) o da pensionati.
A riprova di questa estraneità dal settore agricolo professionale, si pensi che oltre il 90% di chi è stato intervistato non è mai stato contattato dall’Istat in merito al censimento generale sull’agricoltura.
Ed è proprio dal confronto con i vari censimenti agricoli – e dai relativi risultati – che si è partiti per comprendere il contesto di riferimento di tale fenomeno. Se infatti si confrontano le superfici agricole rilevate nel 1990 e nel 2000, si evidenzia un calo di quasi 2 milioni di ettari contestualmente ad una diminuzione di circa 430.000 aziende. Alla luce di tali cambiamenti però, le dimensioni medie delle imprese agricole non sono cambiate (rimanendo attorno ai 5 ettari di superficie agricola utilizzabile) segno evidente di un mancato processo di accorpamento fondiario. E allora, dove sono finiti questi ettari di superficie agricola?
Al di là dei possibili e concreti casi di abbandono, non è nemmeno pensabile che questi 1,8 milioni di ettari siano stati tutti destinati alla cementificazione o allo sviluppo di aree urbane e industriali. Tanto è vero che un’altra rilevazione relativa al progetto europeo Corine òand cover (Clc) che si occupa di fornire dati sull’uso e copertura del suolo derivanti dall’interpretazione di immagini satellitare evidenzia per lo stesso arco di tempo (1990-2000) un calo di queste superfici agricole per appena 143.000 ettari.
In altre parole, questo significa che la superficie agricola non più rilevata dal censimento Istat non è scomparsa: ha solamente cambiato possessore, passando da un agricoltore ad un altro soggetto “estraneo” al settore primario.
Attraverso un’indagine diretta presso gli abbonati di Vita in Campagna - la rivista di agricoltura hobbistica più diffusa in Italia - Nomisma ha identificato i contorni del fenomeno, grazie alle informazioni fornite da 4.000 rispondenti.
La compagine degli hobby farmer è molto variegata: impiegati, liberi professionisti, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici, operai, pensionati. Tutti sono accomunati dalla passione di coltivare e praticare l’attività agricola, al fine di ottenere prodotti per l’autoconsumo familiare o da regalare agli amici, ma anche per stare all’aria aperta, per risparmiare nell’acquisto di derrate alimentari o consumare prodotti più sani e genuini.Le coltivazioni più praticate riguardano ortaggi, frutta, vite e olivo e, molto spesso, sono accompagnate da processi di trasformazione (confetture e marmellate, conserve, vino, olio) – ovviamente su piccola scala - e in qualche caso anche da piccoli allevamenti. Le dimensioni medie dei terreni coltivati non sono marginali e si aggirano su circa 1,3 ettari (spesso comprendenti anche parti a bosco).
In buona sostanza, dalla ricerca emerge che in Italia esiste una parte di territorio agricolo, rurale e forestale che non è in capo ad agricoltori e che viene gestito secondo criteri non funzionali all’attività produttiva e mercantile (all’hobby farmer non interessa ottenere reddito dal terreno), ma secondo logiche rivolte soprattutto al mantenimento ambientale e paesaggistico e più in generale della tutela territoriale.
Si tratta di benefici (o, più tecnicamente 'esternalità') sottostimati o addirittura non riconosciuti dal punto di vista collettivo - alla luce della mancanza di rilevazioni statistiche ufficiali – che però permettono, assieme al contributo preponderante dell’attività propriamente agricola, una conservazione degli spazi rurali i cui vantaggi finiscono con il ricadere sull’intera popolazione.
I principali risultati della ricerca saranno presentati a Verona il 5 febbraio 2010, in occasione della prossima Fieragricola (sala Puccini ore 10).
Fonte: Nomisma

Cina, melone e alberi per fermare la sabbia


Cina, melone e alberi per fermare la sabbia
Uno studio portato avanti dal 2005 in collaborazione con numerosi istituti italiani ha portato a risultati che, applicati, potrebbero essere risolutivi
L'impianto di colture arboree e/o arbustive come i meloni possono ridurre l'erosione eolica
Un'emergenza ambientale sconvolge la Cina. L'avanzare del deserto. Il persistere della siccità, l'aumento di terre poste a coltivazione, l'uso indiscriminato delle acque sotterranee e il disboscamento sconsiderato, minacciano sempre di più l'uso agricolo del territorio, il cui 20% circa è già ricoperto da sabbia. E ultimamente il quadro è in peggioramento.
E' quanto emerso da recenti studi sulla lotta alla desertificazione e utilizzo sostenibile delle risorse idriche nel nord-ovest della Cina, realizzati grazie alla collaborazione scientifica bilaterale, in corso dal 2005, tra l'Istituto dei sistemi agricoli e forestali del mediterraneo (Isafom) del Consiglio nazionale delle ricerche di Ercolano (Napoli) e l'Istituto cinese dell'Accademia delle scienze Cas-Careeri (Cold and Arid Regions Environmental and Engineering Research Institute).
Un progetto che intende salvaguardare e recuperare le zone desertificate nel nord ovest della Cina, con particolare interesse per le oasi antiche nel bacino del fiume Shiyang, e promuovere l'agricoltura sostenibile."L'area è tra le più aride del mondo - spiega Anna Tedeschi, dell'Isaform-Cnr e coordinatore italiano del progetto - essendo caratterizzata da piogge scarse e irregolari (circa 150 mm l'anno), alte temperature ed elevata evaporazione, con periodi prolungati di siccità". In tale situazione, "l'immagazzinamento dell'acqua nel suolo ed il ruscellamento dalle zone montuose sono talmente insufficienti - continua Tedeschi - che nel Bacino di Minqin le acque non riescono a soddisfare i fabbisogni irrigui e idrici, provocando una riduzione delle oasi (passate dal 9% della superficie totale dell'area nel 1980 al 5% oggi, si stima si siano persi 2.520.000 ettari). Nel contempo, Il rapido incremento e migrazione della popolazione, passata da 900mila abitanti nel 1949 a 2.300.000 nel 2000, ha comportato la destinazione di nuove terre all'uso agricolo per soddisfare il fabbisogno alimentare. Lo scenario - spiega la ricercatrice - è reso ancor più critico dall'irrigazione con metodi che richiedono grossi volumi d'acqua e hanno basso rendimento come quelli gravimetrici (sommersione e a solchi), che hanno creato un aumento della salinizzazione dell'acqua e del suolo, in una zona dove il 50% della risorsa idrica usata annualmente è costituita da acqua sotterranea".
Lo studio, ha evidenziato come "l'uso prolungato delle acque saline produca un cambiamento delle proprietà fisiche del suolo per la presenza di sodio e calcio, favorendo processi erosivi e degrado ambientale. Tra le tecniche messe in atto per aumentare l'efficienza d'uso della risorsa idrica - conclude Tedeschi - il miglioramento delle tecniche irrigue in atto nel Bacino di Minqin, modificando l'attuale pratica di sommersione e scorrimento con volumi d'acqua più piccoli e a turni più brevi, e la scelta di varietà che valorizzino meglio le caratteristiche climatiche dell'area in termini produttivi e qualitativi, come l'uso del melone, che all'aumentare della salinità del terreno diventa più zuccherino. Infine, la proposta di impiantare colture arboree e/o arbustive, al fine di ridurre l'erosione eolica e l'avanzamento delle dune, e investire sempre più nel settore delle plastiche biodegradabili".
Silvia Mattoni per l'Almanacco della Scienza (Cnr)
Fonte: Cnr - Consiglio nazionale delle ricerche

Riceviamo e pubblichiamo


Riceviamo e Pubblichiamo

Contro il Flagello del Fotovoltaico Selvaggio

Riunione dei comitati salentini
riunione generale congiunta “Coordinamento Civico di Maglie” e “Forum Ambiente e Salute di Lecce” insieme

domani mercoledì 13 gennaio 2010,

alle ore 19.30

a Corigliano d’Otranto, presso Masseria Sant’Angelo

(dati per raggiungere il bel luogo dell’incontro sono forniti a fondo mail)


Nel Salento legalità ed illegalità sono oggi intrecciate insieme per la devastazione e desertificazione artificiale, e dunque per la morte, del Salento, attraverso il dilagare incontrollato ed esponenziale di grossi impianti industriali di fotovoltaico ed eolico ovunque! Di fronte all’incontrollata crescita delle superfici di campi agricoli e pascolo che si vogliono assoggettare al tanto remunerativo quanto devastante ed immorale fotovoltaico industriale con pannelli poggiati al suolo, nel lassismo delle amministrazioni che per specularci sopra, può o meno legalmente, calpestano norme e buon senso nelle concessioni ad occhi chiusi di permessi ed autorizzazioni, l’ultimo baluardo di difesa del paesaggio, della biodiversità salentina e con essa delle produzioni silvo-agro-pastorali tipiche, e dell’identità delle comunità salentine, è divenuta l’azione ambientalista popolare dei mille comitati zonali ed associazioni di più ampio respiro aggregate nelle reti coordinative (Coordinamento Civico di Maglie, il Forum Ambiente e Salute di Lecce, ecc.); reti strettamente interagenti tra di loro e coese, nell’eterogeneità storica, culturale, politica e geografica, dalla condivisioni di comuni ideali e finalità ambientaliste e naturalistiche; reti che il Salento ha visto costituirsi quasi spontaneamente in questi mesi, quali organismi flessibili d’azione e contrasto capaci di costruire al contempo una nuova cultura ecologista più evoluta, razionale e veramente virtuosa, nei fatti e non soltanto nella dialettica adoperata, poiché non animata da interessi economici nascosti dietro falsi e strumentali paraventi “verdi”.


Ordine del Giorno (ODG) della riunione di mercoledì 13

1) discussione del caso dell’impianto di mega fotovoltaico di Salice-Veglie, in un’oasi di protezione faunistica, autorizzato dalla Regione Puglia; avvio e concertazione azioni legali, e non solo, di attacco dello stesso da parte dei comitati locali coadiuvati dal Forum, da Italia nostra e dal Coordinamento;

2) presentazione, discussione e distribuzione della diffida, da presentare a firma di Italia Nostra-Sud Salento, contro i comuni, le province e le regioni, per il contrasto della calamità eolica e del fotovoltaico selvaggio, al fine di ostacolare la faciloneria e dabbenaggine, spesso strumentale e criminosa, con cui gli uffici preposti concedono nullaosta e autorizzazioni a questi altamente impattanti impianti industriali di produzione energetica, il più delle volte ubicati persino in aree naturali o rurali di valenza paesaggistica, quando non anche ambientale ed archeologica. La diffida è stata preparata con la collaborazioni di singoli e dei comitati della rete del Forum e Coordinamento; soprattutto fondamentale il ruolo dei legali, animati da profondo senso civico, dei comitati di Maglie e di Martano, e dell’Associazione Italia Nostra, accanto alle consulenze dei tecnici dell’Associazione Grande Salento e dei comitati di Carpignano, ecc.
Sarà distribuita la diffida a tutti i comitati e gruppi zonali per la protocollazione presso i propri comuni di azione e limitrofi, cosi da coprire tutto il territorio delle tre province del Grande Salento almeno, Taranto, Brindisi e Lecce, senza disdegnare se avremo contatti con gruppi zonali altre realtà dell’Italia meridionale. La diffida vi sarà inoltrata entro domani pomeriggio via mail, stiamo ultimando gli ultimi dettagli, ed eventualmente anche passata sulle vostre chiavette per via informatica da un portatile durante la riunione. Vi invitiamo a stamparla e a fotocopiarla in numero di copie pari a quello dei paesi nei cui municipi potete protocollarla con certezza. Portatele all'incontro poiché lì saranno firmate da Marcello Seclì presidente zonale di Italia Nostra. Il numero di cellulare di Marcello Seclì è 360 322769, così da contattarlo se non si ha la possibilità di venire mercoledì per la firma delle diffide ed incontralo in un'altra sede e tempo successivo. Organizzeremo un registro online cui comunicare le protocollazioni via via che vengono fatte e che sarà aggiornato via via sul sito internet del Forum http://forumambientesalute.splinder.com/ . Comunicare le protocollazioni all’indirizzo mail mailto:http://it.mc286.mail.yahoo.com/mc/compose?to=forumambientesalute@libero.it specificando il nome della persona o comitato depositante, sempre per conto di Italia Nostra , (dunque non vi è nessun coinvolgimento nei procedimenti amministrativi innescati per quanti collaboreranno alle consegna), e il comune, ente provincia o regione, presso cui è delibera è stata depositata. L’elenco dei comuni coperti sarà aggiornato via via sul sito del Forum, ma già mercoledì de visu è opportuno un accordo tra i volontari per evitare le protocollazioni doppioni nellglio stesso comune
L'evento ufficiale di mercoledì per la partenza dell’iniziativa delle diffide sarà pubblicizzato sui media e giornali. Partecipate numerosi. E passate parola, e la copia-file della diffida.

3) varie altre questioni generali e specifiche sulla calamità eolica e fotovoltaica nel Salento ed in Puglia più in generale: attività di informazione, conoscenza della problematica, coordinazione e decisone delle strategie e delle iniziative di lotta, di contrasto e di promozione delle alternative virtuose nel Salento, per ottemperare ai doveri verso il Pianeta facenti riferimento al Protocollo di Kyoto, che possono essere sintetizzate in fotovoltaico sui tetti e tettorie superfici biologicamente morte, strategie di risparmio energetico, e soprattutto per il Salento i rimboschimenti con specie autoctone e le logiche di recupero e naturalizzazione dei siti degradati, o meno, per aiutare il nostro Pianeta vivente, davvero, facendo al contempo economia, senza dover andare ad impattare negativamente sull'ecosistema come con il fotovoltaico selvaggio (industriale e a pannelli ubicati al suolo) e con il grande eolico avviene!


Come raggiungere la Masseria S.Angelo
Per raggiungere Masseria Sant’Angelo: dalla Strada Statale 16, tratto Maglie-Lecce si svolti per Corigliano all’uscita per Castrignano dei Greci- Corigliano. Si prosegua per Corigliano, giungendo alla rotatoria all’ingresso del centro abitato, al che non si entri nel paese passando per il passaggio livello, ma si torni indietro lungo la isola di rotatoria, e riammessi sul rettilineo che porta alla statale 16, sempre ancora nei pressi del centro abitato e sempre all’ interno della zona di isola rotatoria si svolti a destra alla prima strada incontrata, strada sterrata ma ampia, la si percorra per alcune centinaia di metri finché non si osserverà a destra un arco in pietra d’ingresso di una masseria l a masseria Sant’Angelo appunto! Si parcheggi se vi è spazio all’ interno.


Oreste Caroppo
(presidente del Movimento per “La Rinascita del Salento” vicino ad Italia Nostra e aderente alla rete associativa del Coordinamento Civico di Maglie per la Tutela della Salute e del Territorio e della rete del Forum Ambiente e Salute di Lecce)
cell. 347 7096175
e-mail: mailto:http://it.mc286.mail.yahoo.com/mc/compose?to=orestecaroppo@yahoo.it