lunedì 1 luglio 2013

Ricevo dal Presidente Nazionale

Caro Antonio,

leggo volentieri la tua intervista apparsa su belpaese, settimanale di informazione del Salento del 29.06.2013. Condivido pienamente quanto tu affermi in modo molto chiaro, spiegando i termini del problema e richiamando tutti alle loro responsabilità.

Penso anch’io che la produzione agricola debba essere sufficiente, sostenibile e di qualità, mantenendo e aumentando la produttività. Penso che il sistema “Agricoltura” debba svolgere anche funzioni di salvaguardia delle risorse naturali ed in particolare, di terreno, acqua, risorse biologiche, agro–ecosistema e che i prodotti agricoli e alimentari devono essere economicamente sostenibili.

L’agricoltura non è certo un sistema a tecnologie mature e l’innovazione (agronomica, meccanica, genetica e chimica) è stata protagonista di uno straordinario sviluppo dell’agricoltura e della società. Ora, più che sulla intensificazione tecnologica, si dovrebbe puntare all'intensificazione e all'integrazione delle conoscenze, a cominciare dalla ottimizzazione dell’uso degli input di produzione agricola.

Per fare questo serve un sistema organizzato che gli Agronomi sono in grado di sostenere. Le conoscenze da sole non bastano. Non è sufficiente sapere come fare la raccolta differenziata, essa va organizzata e gestita con interventi normativi e organizzativi opportuni. Quando si parla di sostenibilità nel nostro Paese, ci si sofferma solitamente sulle componenti “ambientali”, “sociali”, “economiche” e si trascura la Sostenibilità "istituzionale" che invece è decisiva per assicurare la Governance degli altri tre pilastri della sostenibilità.

Credo che gli Agronomi, per la formazione e per l’attività lavorativa che li caratterizza, abbiano la giusta visione e la presenza “competente” sul territorio per trattare - anche con la comunicazione - l'insieme costituito da alimenti, ambiente, energia, salute : un insieme inscindibile, centrale per le grandi sfide della Società!

Con i saluti più cordiali

Luigi Rossi



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Dott. Agr. Luigi Rossi
Presidente FIDAF
Via Livenza 6
00198 Roma
www.fidaf.it

giovedì 27 giugno 2013

“Fitofarmaci e pesticidi chimici? Solo sotto la supervisione di un agronomo”

http://www.belpaeseweb.it/archivio_news/N__512_del_29_06_2013.pdf

“Fitofarmaci e pesticidi chimici?
Solo sotto la supervisione di un agronomo”


venerdì 19 aprile 2013

22 aprile GIORNATA ONU DELLA TERRA


22 aprile GIORNATA ONU DELLA TERRA


“TERRA DA AMARE NON DA CONSUMARE”

E’ IL TEMA CHE ACCOMUNA LE ASSEMBLEE PROMOSSE DAL COORDINAMENTO tra i COMUNI di CAPRARICA, CARPIGNANO, CALATINA, MELENDUGNO, VEGLIE, e le associazioni FORUM AMBIENTE E SALUTE, CIA, CITTADINANZATTIVA, LILT, in collaborazione con il DIFENSORE CIVICO PROVINCIALE, PER FOCALIZZARE UNO DEGLI ASPETTI DI MAGGIORE DEVASTAZIONE AMBIENTALE, A LIVELLO MONDIALE E LOCALE: IL CONSUMO DEL SUOLO AGRICOLO.

LA PUGLIA è AL TERZO POSTO IN ITALIA, CON IL MAGGIOR TREND DI CRESCITA NEGLI ULTIMI 15 ANNI.



CARPIGNANO, Biblioteca comunale,



sabato 20 apr.m h. 19,00



Prof. P. Sansò, univ. Salento



Dott. A.Bruno, ordine agronomi







CAPRARICA, bibl. Comunale



Lunedì, 22 APR. H. 19



Prof. F: BOERO, Univ. Salento



Dott. A: Bruno, ordine agronomi



Prof. M. Vantaggiato, sindaco







VEGLIE, sede comunale, v. Salice



Lunedì 22 apr. h. 18



Prof. A. BARBANENTE, vc. Pres. Regione Puglia



“il nuovo piano paesaggistico regionale”



Dott. S. Albano pres. Unione comuni



Dott. S. Aprile, sindaco Veglie





LECCE, Pal. Carafa, open space



Martedi 23 apr. h. 16,30



Assemblea dei 27 SINDACI SALENTINI



FIRMATARI DEL DOCUMENTO



STOP CONSUMO DEL SUOLO



Introduce



Sen. G. DE GIUSEPPE, difensore civico provinciale



Interenti di associazioni ed esperti




MELENDUGNO, aula Ist. Comprensivo



Mercoledì 24 apr. h. 18,30



Prof.P. SANSO’, univ. Salento, dott. G. Serravezza LILT,



dott.M: Fiorella, dott. M. Poti, sindaco Melendugno





GALATINA, Pal. Cultura



Sabato 27 apr. h. 18,30



Prof. L. MARCHETTI, univ, Foggia



Già sottosegretaria ambiente

mercoledì 17 aprile 2013

Dal 24 al 28 aprile a Lecce l’Arca di Antonio Bruno




Dal 24 al 28 aprile a Lecce l’Arca di Antonio Bruno
Quando sentiamo parlare di biodiversità, la nostra mente va immediatamente alla grande varietà delle forme di vita ospitate dalle foreste pluviali o alla barriera corallina. Tuttavia, la biodiversità è presente anche in ambienti a noi più familiari e vicini, come un campo coltivato o la nostra tavola. Questi sono i luoghi della biodiversità agraria, quella parte della diversità biologica che abbraccia tutti gli elementi propri dei cibi e dell’agricoltura, grazie a cui l’uomo si nutre e si sostenta. Questa risorsa così importante per la sopravvivenza del genere umano è oggi gravemente minacciata: la deforestazione, i cambiamenti climatici, la diffusione delle monocolture e la corsa alla produzione di biocarburanti stanno riducendo sempre più la varietà delle specie.
Chi per primo si preoccupò della riduzione della diversità genetica in agricoltura fu Nicholas I. Vavilov, genetista russo a capo dell’Istituto per le Colture Industriali (VIR) di Leningrado. Negli anni ’20, campagne di raccolta di materiali genetici in diverse parti del mondo, fino ad ottenere oltre 250.000 accessioni. Sua la teoria dei centri di origine delle specie coltivate. Morì di fame in un Gulag.
Varietà locali provengono dal lavoro di selezione e conservazione di generazioni di agricoltori e vengono coltivate oggi magari solo nell’orto di casa, sono ben adattate all’ambiente e in genere dotate di pregevoli caratteri organolettici o di utilizzazione.
L’impegno profuso da tanti/e ci consegna una ricchezza preziosa. Quando parliamo di agro-biodiversità, spesso ci riferiamo alla conservazione e gestione di risorse genetiche d’interesse agrario (varietà locali e razze animali). La mia azione quotidiana è rivolta a lavorare assieme per tutelare la biodiversità agricola e culturale.
Se hai delle curiosità vienimi a trovare da mercoledì 24 a domenica 28 aprile a Lecce in Piazza Sant’Oronzo nello stand “L’Arca di Antonio Bruno”.

Sono stato invitato dagli organizzatori del Festival della Dieta Med-Italiana” che è una ricca kermesse che raccoglie in cinque giorni, dal 24 al 28 aprile 2013, esposizioni con degustazione, incontri con buyer ed importatori, meeting e seminari, corsi di cucina, menu a tema presso i ristoranti e tante altre iniziative con un unico obiettivo: rendere la Puglia Salentina una delle terre più rappresentative per la salvaguardia e la promozione dello stile di vita e del regime alimentare più buono e sano che ci sia, la dieta mediterranea.
Antonio Bruno presidente dell’Associazione dei Dottori in Agraria e Forestali della Provincia di Lecce

martedì 2 aprile 2013

Scelte strategiche per l'olivicoltura salentina nella realtà globale, appuntamento il 4 aprile



Scelte strategiche per l'olivicoltura salentina nella realtà globale, appuntamento il 4 aprile


Un convegno per cercare di dare un impulso ed una spinta decisiva ad un settore come quello dell’olivicoltura salentina che, nonostante le ottime peculiarità e potenzialità, non riesce ancora ad assestarsi sui livelli di eccellenza che tutti si aspettano e di emulare, per esempio, i risultati ottenuti dal nostro vino.  
È questo l’obiettivo principale del convegno “Scelte strategiche per l’olivicoltura salentina nella realtà globale”, che si terrà giovedì 4 aprile a partire dalle ore 9.30, presso l’Hotel Hilton Garden Inn di Lecce.
Lo scopo del convegno, inoltre, è quello di sensibilizzare i produttori e le loro organizzazioni a definire scelte strategiche comuni per l’olivicoltura salentina. Particolarmente attesa, fra gli altri prestigiosi interventi, la testimonianza del direttore generale del Consorzio Melinda, Luca Granata, che porterà l’esempio vincente e concreto di cooperazione fra agricoltori.
Le politiche produttive e commerciali future devono avere come obiettivo, da un lato, la razionalizzazione della fase produttiva con la diminuzione dei costi  di produzione e l’appuntamento della qualità del prodotto, dall’altro, la concentrazione in una sola struttura commerciale, diffondendo un’unica immagine dell’olio extra vergine d’oliva salentino da valorizzare, promuovere e quindi commercializzare con un solo brand, seguendo l’esempio del consorzio Melinda. Il convegno si articolerà nel corso di tutta la giornata, con importanti interventi e testimonianze ed un brunch che dividerà la sessione mattutina da quella pomeridiana. Inoltre, oltre alla diretta streaming, per condividere i temi discussi con il “mondo della Rete” sarà lanciato su Twitter, l’hashtag#olivicolturasalentina per interagire in modalità on-line, attraverso il moderatore, durante i lavori. 

venerdì 8 marzo 2013

Video Giovedì 7 febbraio alle ore 17 e 30 a Castrignano dei Greci nella sala Conferenze del Castello De Gualtieris il Dottore Agronomo Rosario Centonze Segretario della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali di Puglia e coordinatore regionale Puglia e Molise dell'organismo di controllo Bios ha tenuto un seminario dal titolo "Da rifiuti a risorsa" organizzato dal Centro Internazionale di Cooperazione Culturale (CICC) http://www.web-cicc.org/site/ . .

Clicca per guardare il video del Seminario

Giovedì 7 febbraio alle ore 17 e 30 a Castrignano dei Greci nella sala Conferenze del Castello De Gualtieris il Dottore Agronomo Rosario Centonze Segretario della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali di Puglia e coordinatore regionale Puglia e Molise dell'organismo di controllo Bios ha tenuto un seminario dal titolo "Da rifiuti a risorsa" organizzato dal Centro Internazionale di Cooperazione Culturale (CICC) http://www.web-cicc.org/site/ . .


I passati modelli di crescita hanno permesso di incrementare la prosperità, ma al prezzo di un uso intensivo e spesso poco efficiente delle risorse. Il ruolo della biodiversità, degli ecosistemi e dei relativi servizi è ampiamente sottovalutato; i costi dei rifiuti non sono rispecchiati nei prezzi e le attuali strategie pubbliche e di mercato non possono, da sole, far fronte alla domanda di risorse strategiche come minerali, terreni, acqua e biomassa. Per questo occorre reagire in modo coerente e integrato con un'ampia gamma di strategie per affrontare le previste limitazioni di risorse e per sostenere la prosperità a lungo termine.
Ad affermarlo è la Commissione europea che ha illustrato i vantaggi derivanti da una corretta attuazione della legislazione unionale: un risparmio annuale di 72 milioni di euro, un incremento di 42 milioni di euro nei fatturati di chi gestisce e ricicla i rifiuti e la creazione di oltre 400.000 posti di lavoro entro il 2020.
Cosa fare dunque? Lo studio della Commissione arriva a 3 conclusioni: in primo luogo è necessario avere una conoscenza più approfondita dei rifiuti, disporre quindi di dati migliori e verificare sistematicamente la corretta applicazione della legislazione; in secondo luogo, andrebbe migliorato il principio "chi inquina paga", ricorrendo a strumenti economici che potrebbero costituire un fondo utile alla gestione dei rifiuti; infine, andrebbero incrementate le azioni di monitoraggio. Se si riutilizzano, riciclano e recuperano i rifiuti, puntando su alternative alla discarica e sviluppando mercati per i materiali secondari e riciclati, entro il 2020 i rifiuti arriveranno a essere gestiti come una risorsa.
I seminari nell'ambito delle iniziative della Mostra fotografica di educazione ambientale "Il paesaggio salentino: quale identità, quale futuro?" sono coordinati da Marta Chilla.

giovedì 7 marzo 2013

"gli impianti energetici nella pianificazione territoriale e paesaggistica pugliese"




Nell’ambito delle iniziative collegate alla Mostra fotografica “Paesaggio del Salento: quale identità. Quale futuro” Martedì 12 marzo alle ore 17.00 presso il Castello De Gualtieris a Castrignano dei Greci (Lecce) l’Ing. Antonio De Giorgi e l’esperto di gelsicoltura Roberto Malerba terranno un seminario sul tema: "gli impianti energetici nella pianificazione territoriale e paesaggistica pugliese". Il tema delle fonti di energia rinnovabili è da tempo ormai al centro del dibattito pubblico interno ed europeo, in quanto le necessità di tutela ambientale dettate in Costituzione e nei Trattati sono divenute stringenti per qualunque livello territoriale di governo. Nella prospettiva del nostro ordinamento, però, va rilevato che in talune occasioni l’utilizzo di questo tipo di fonti, pur a difesa dell’ambiente, può intrecciarsi problematicamente con un altro principio costituzionale, come quello della tutela paesaggistica; è il caso degli impianti di energia alternativa che, se da un lato producono energia senza inquinare l’ambiente, dall’altro rischiano di danneggiare il paesaggio, in particolare sotto il profilo dell’impatto visivo. Il bilanciamento tra l’interesse paesaggistico e quello ambientale appare l’unica soluzione alla problematica compatibilità tra gli impianti di energie alternativei e il paesaggio; tuttavia, la suddetta ponderazione non dovrebbe avvenire nell’ottica della preferenza caso per caso di un principio costituzionale rispetto all’altro, bensì dovrebbe essere ispirata al principio di integrazione. Del resto, non manca la disciplina normativa favorevole all’integrazione, come dimostra ancora la già richiamata possibilità del piano paesaggistico di individuare le “misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate” (art. 143, 1° comma, lett. h, d. lgs. 42/2004). Il principio di integrazione potrebbe godere di una forza, quasi inaspettata. Secondo le linee guida del D.M. 10 settembre 2010, la localizzazione degli impianti dovrebbe privilegiare il recupero delle aree degradate.
L’art. 131, d. lgs. 42/2004, per cui anche l’attività umana può contribuire alla creazione di un nuovo paesaggio. L’espressione “nuovo paesaggio” adottata dalle linee guida può significare, pur nella consapevolezza di un’interpretazione problematica, non solo il recupero da un punto di vista ambientale di una zona degradata, ma anche la possibilità – volendo riprendere il valore culturale del paesaggio – di trasmettere alle future generazioni uno degli aspetti della cultura contemporanea, cioè che l’ambiente rappresenta per la nostra società un’istanza assiologica. Dunque, l’integrazione degli impianti di energie alternative all’interno di una zona degradata significherebbe oltre al suo ripristino ambientale, anche la realizzazione di un’attività dell’uomo capace di tramandare alle future generazioni l’attenzione per la qualità della vita, secondo il principio dello sviluppo sostenibile, unitamente ai valori culturali ambientali del nostro tempo
In conclusione è da tenere presente sempre la valenza decisiva del principio di integrazione e ciò testimonia la validità del noto insegnamento di una parte della dottrina costituzionalistica tedesca del ‘900, che, tra l’altro, sosteneva: “Solo grazie a questa ricchezza di valori lo Stato domina, cioè diventa una connessione permanente e unitaria di esperienze vissute che motiva i suoi appartenenti; ma diventa un’esperienza vissuta soltanto come totalità di valori. Un’opzione, perciò, a favore dell’integrazione dei valori, senza alcuna preferenza di uno a danno dell’altro, dimostra come certi principi possono rimanere un ancoraggio sicuro anche per le complesse problematiche della società contemporanea.