domenica 4 ottobre 2026

Viaggio di studio nel Salento 1 - 4 ottobre 2026



Antonio Bruno

Questo video lo sto facendo innanzitutto per ringraziare tutti voi. In particolare Andrea e Roberto, che hanno ideato questa bellissima formula — io la chiamerei proprio un format — del viaggio di studio. È un’esperienza davvero interessante, perché permette di conoscere territori e realtà professionali, ma soprattutto di incontrarsi, confrontarsi e costruire relazioni.

Ma questo video lo faccio soprattutto per ringraziare Francesco Tarantino, mio collega, con il quale collaboro ormai da un paio d’anni. Francesco è socio AIAPP e dei Georgofili e si occupa in particolare di paesaggio, un ambito che io frequento meno. Tuttavia, quando promuove delle iniziative, cerco sempre di essergli accanto e di offrirgli tutto il sostegno possibile.

In questa occasione, però, devo riconoscere che è stato soprattutto lui a sostenere me. Devo confessarlo: Francesco si è fatto carico di una parte fondamentale dell’organizzazione di questo viaggio di studio. E per questo voglio ringraziarlo pubblicamente.

Da quello che ho potuto vedere, il viaggio è stato gradito. Avete conosciuto alcune realtà del nostro territorio, avete incontrato persone, ascoltato esperienze e spero soprattutto che possiate portare qualcosa di tutto questo con voi, una volta tornati a casa.

C’è poi un altro aspetto al quale tengo particolarmente: il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Penso, per esempio, alla possibilità di avviare una collaborazione con Alessio Aprile e con il corso di Scienze Agrarie, nella speranza che gli studenti possano avvicinarsi all’esperienza associativa. Perché oggi noi professionisti siamo talmente assorbiti dal lavoro e dalle incombenze quotidiane che rischiamo di trascurare la dimensione comunitaria della professione, quella del bene comune.

E così l’associazionismo finisce spesso per essere affidato alla buona volontà di pochi.

Io faccio volontariato da sempre, nell’ADAF e in altre realtà, e credo profondamente nel valore di questa esperienza. Negli anni alcuni giovani si erano avvicinati a noi, ma poi li abbiamo persi per strada. Mi auguro allora che l’esperienza di Francesco, la mia e quella di tutti coloro che continuano a impegnarsi possa diventare una testimonianza capace di coinvolgere nuove generazioni.

Perché l’associazionismo professionale non è qualcosa di accessorio. È un modo di stare insieme nella professione, di condividere conoscenze, esperienze, responsabilità e relazioni.

Se perdiamo questa dimensione rischiamo un impoverimento non soltanto professionale, ma soprattutto umano.

Vi ringrazio ancora e mi auguro che presto si possa organizzare anche il viaggio inverso: un gruppo di colleghi del Salento che venga a trovare voi, nei vostri territori.

Sarebbe il modo migliore per continuare questo cammino.


Roberto Accossu

Anzitutto vogliamo ringraziare Antonio e Francesco per l’impegno che hanno profuso.

Abbiamo potuto constatare che, alla fine, gran parte dell’organizzazione del viaggio è ricaduta sulle loro spalle. E organizzare un viaggio di studio di questo genere praticamente in due persone richiede uno sforzo enorme.

Per questo, anche le eventuali piccole pecche che possono esserci state vanno considerate assolutamente comprensibili, soprattutto trattandosi di una prima esperienza.

Noi siamo molto contenti di essere venuti in Puglia, sia per quello che abbiamo potuto conoscere del territorio, sia per il clima che si è creato all’interno del nostro gruppo di diciotto persone.

Anche questo non è affatto scontato.

In questi giorni si è creata una bella dimensione umana e ricreativa, oltre che professionale, e credo che anche questo faccia parte del valore di un viaggio di studio.

Vorrei però lasciare ad Andrea, nella sua qualità di presidente nazionale della FIDAF, il compito di aggiungere qualche considerazione conclusiva. Ormai è al terzo o quarto viaggio insieme a noi e sta vivendo anche lui un’esperienza che, fino a qualche tempo fa, all’interno della FIDAF non esisteva.


Andrea Sonnino

La prima cosa che devo fare è smentire Antonio: io non ho inventato proprio nulla!

Sono stati loro, insieme ai colleghi veneti, a cominciare a ragionare su questo tipo di esperienza. Io non ho alcun merito particolare: quando ne ho avuto la possibilità, mi sono semplicemente accodato.

Quindi il primo ringraziamento va proprio a chi ha avuto l’idea e ha cominciato a costruire questa esperienza.

Naturalmente mi unisco ai ringraziamenti rivolti ad Antonio e a Francesco, che speriamo possa raggiungerci.

Mi unisco anche alle parole pronunciate da Roberto. Questo viaggio è stato organizzato con grande passione. Abbiamo trascorso quattro giorni visitando realtà molto interessanti e personalmente ho imparato molte cose.

Ho fatto anche alcune considerazioni più generali che, magari, avrò occasione di mettere per iscritto e condividere.

Quindi grazie davvero per il cuore, la passione e l’impegno che avete messo nell’organizzazione di queste giornate.

Vorrei però approfittare della riflessione fatta da Antonio sull’associazionismo e sulla partecipazione per aggiungere una notizia.

Stiamo lanciando la Giornata nazionale del professionista per l’agricoltura, le foreste, l’alimentazione, l’ambiente e il territorio. Il titolo è piuttosto lungo, lo riconosco, ma è il risultato di un compromesso necessario per rappresentare tutte le componenti coinvolte.

Hanno già aderito l’Accademia dei Georgofili, l’Accademia Nazionale di Agricoltura, il CONAF e diverse altre istituzioni. Ha aderito anche la Conferenza di Agraria, quella che un tempo si chiamava Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Agraria.

Possiamo quindi già annunciare che la Giornata nazionale si terrà l’11 novembre 2027.

A breve si riunirà per la prima volta il comitato promotore, coinvolgendo tutte le istituzioni che ho citato e altre ancora. Stiamo cercando di allargare la partecipazione anche ai periti agrari, ai tecnologi alimentari e alle altre professioni che operano nei nostri settori.

L'idea fondamentale, però, è questa: non vogliamo organizzare semplicemente un grande convegno nazionale a Roma, Mantova, Ragusa o in qualche altra città.

Vogliamo invece realizzare mille iniziative nei territori.

Ogni Ordine professionale, ogni corso di laurea, ogni associazione e ogni realtà locale potrà organizzare qualcosa: una visita tecnica, un incontro, un evento culturale, persino un concerto.

La Giornata nazionale dovrà vivere contemporaneamente in tanti luoghi diversi, attraverso iniziative piccole e grandi capaci di raccontare il ruolo dei professionisti dell’agricoltura, delle foreste, dell’alimentazione, dell’ambiente e del territorio.

Credo che anche questo possa contribuire proprio a quella partecipazione e a quella dimensione comunitaria della professione di cui parlava Antonio.

E allora raccogliamo subito il suo invito: possiamo cominciare fin da adesso a lavorare anche qui, insieme all’Università, all’Ordine e alle associazioni del territorio.

Voglio infine ricordare Rosario Centonze, che si scusa per non essere riuscito a raggiungerci. Avrebbe voluto essere con noi e ci aveva anche invitati a cena. Questa volta non è stato possibile, ma è stato comunque vicino all’iniziativa e sarà certamente dei nostri in una prossima occasione.

Grazie ancora ad Antonio, a Francesco e a tutti voi.

E soprattutto facciamo in modo che questo viaggio non finisca qui.


 

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