lunedì 7 dicembre 2009

orti urbani: i coltivatori della porta accanto




orti urbani: i coltivatori della porta accanto

Se lo fa Michelle Obama allora posso farlo anch'io!! Ha fatto il giro del mondo la notizia che la giovane first lady americana ha inaugurato la sua presenza alla Casa Bianca con la nascita di un fazzoletto di terra da destinare alla coltivazione di pomodori e melanzane e chissà che questo non possa essere la molla per convincere altri a intraprendere una nuova carriera da coltivatore metropolitano.

La città di Londra, per fare un altro esempio esterofilo, ha in programma di promuovere e finanziare la costruzione di ben 2012 orti urbani proprio entro il 2012, anno in cui ospiterà i Giochi Olimpici. Un'iniziativa voluta direttamente dal sindaco che ha chiamato il progetto Capital Growth http://www.capitalgrowth.org/ . Un titolo importante che, neanche troppo tra le righe, lascia passare il messaggio che la crescita degli agglomerati metropolitani sarà presto destinata a passare anche attraverso la formazione di nuove pratiche di agricoltura urbana atte a favorire il ritorno a quella tradizionale coincidenza tra il luogo della produzione e quello del consumo che per tanto tempo ha caratterizzato la sopravvivenza del sistema mondo.

Nel nostro paese numerose sono le realtà amministrative che in modo frammentato ma progressivamente crescente stanno promuovendo la conversione di spazi pubblici in orti gestiti dai cittadini. Altrettanto numerose sono le realtà private impegnate a favorire la nascita di un' "ecologia urbana" dal basso: Eugea http://www.eugea.it/ o Crepe urbane http://crepeurbane.noblogs.org/ sono solo alcune di queste e dai loro siti è possibile ricavare anche numerose notizie utili per intraprendere iniziative di ciò che è stato definito guerrilla gardening.


Griglia di assi in legno per orto in balcone


E' in atto quindi l' inversione di quel flusso che per anni ha contraddistinto la cosiddetta era del progresso. La presenza di un orto nei pressi della propria casa è da decenni infatti uno degli elementi che differenzia maggiormente la campagna rispetto alla città oltre che le abitudini alimentari dei rispettivi abitanti: là la verdura fresca e genuina coltivata in casa, qua quella in scatola, spesso surgelata, acquistata nei supermercati. Oggi questa tautologia può essere ribaltata a favore di un progressivo ritorno alle origini.

In fondo non è poi così difficile trasformare un interno cortile, un pezzo di giardino, di balcone o di parco pubblico in un piccolo appezzamento di terreno nel quale coltivare qualche verdura e qualche albero da frutto con grande vantaggio per le nostre tasche e per la sostenibilità del sistema alimentare.

Non è necessario avere possedimenti da latifondisti o una formazione agraria per realizzare il nostro personale orto. A volte basta una griglia fatta di assi di legno profonda almeno 20/25 cm da appoggiare su una superficie di asfalto, secondo una disposizione orizzontale o verticale (a secondo delle disponibilità di spazio) e una buona dose di terriccio per far diventare lo sterile cortile di una palazzina o il tetto di una casa in un ottimo fornitore di insalata e verdure fresche. Un fine settimana di fai-da-te e l'orto è fatto.

Se si aggiunge che per concimare si può usare il compost domestico, avremo la possibilità di ridurre ulteriormente lo spreco e di sentirci nuovamente procacciatori del nostro cibo.
Realizzazione di un orto sul balcone

Per realizzare una piccola coltivazione sul proprio balcone in grado di fornire una discreta produzione di ortaggi, basterebbe per esempio riservare il fronte della balconata alle piante da fiore e lo spazio interno a ridosso dei muri, agli ortaggi in vaso, prestando molta attenzione al fatto che il muro non si riscaldi troppo e vada ad ustionare le piante. Se si dispone di balconi di grandi dimensioni, possono essere adottate soluzioni diverse, come per esempio i cassoni di 1 metro di lunghezza per 1 metro di larghezza, che costituiscono una vera e propria aiuola e permettono la coltivazione di più specie.

Coltivazione

La prima operazione è la preparazione dei vasi che dovranno contenere dapprima argilla o ghiaietto sul fondo e quindi terriccio. E’ possibile utilizzare anche normale terra da orti al posto del terriccio universale in sacchi presente in commercio.
Al terriccio è consigliabile aggiungere un po’ di sabbia grossolana (circa il 10-15%), perché gli ortaggi prediligono substrati ben drenanti, senza dannosi ristagni idrici.
I vasi da utilizzare possono essere di due tipi: in plastica o in terracotta; questi ultimi più adatti alla coltivazione perché permettono la traspirazione e mantengono più fresco il terriccio.
Il vantaggio dei vasi in plastica è rappresentato dal minor peso, molto comodo se sono necessari frequenti spostamenti per semine (come per l’insalata) o per riparare le piante da temporali estivi.
I vasi posso avere diverse forme e dimensioni: quelli di diametro piccolo potranno essere utilizzati per singole piante (per esempio le aromatiche timo e menta), ma in genere sono da sconsigliarsi perché occupano più spazio e necessitano di più frequenti apporti di acqua; meglio sarebbe utilizzare contenitori più grandi di forma quadrata o rettangolare, dove più piante potranno essere sistemate.
È possibile sistemare in un unico contenitore alcune piante aromatiche, come il timo e il dragoncello, magari sistemandole alla base di pomodori o zucche, così da favorire il mantenimento dell’umidità del terreno.
Per risparmiare e utilizzare al massimo lo spazio, potrebbero essere impiegate le cassette della frutta (quelle di legno da ortolano), per coltivare nello stesso spazio: insalata, fragole e ortaggi a radice corta. Le cassette dovranno essere foderate con un film plastico, bucherellato sul fondo e riempito poi di terriccio.
Per alcune piante perenni come per esempio il rosmarino e la salvia, sarebbe opportuno prevedere vasi di maggiori dimensioni, perché queste piante vivono diversi anni.
Per quanto riguarda le dimensioni dei vasi, in generale si può pensare a contenitori di almeno 40 x 40 cm, mentre la profondità è importante per permettere un’adeguata crescita; per esempio per le piante ad elevato sviluppo fogliare, come le zucchine e i pomodori, bisogna impiegare
vasi profondi, mentre in quelli di 20-25 di terra crescono rachitiche e sofferenti. Per questo tipo di piante, la profondità consigliata è di circa 40 cm di terra, che significa un vaso da almeno 50 cm di altezza.
Altro parametro molto importante è la densità di semina e quindi di sviluppo, che per quanto elevata non dovrebbe mai superare una certa soglia, tenendo presente che una certa vicinanza delle piante favorisce il mantenimento di un’adeguata umidità e frescura.
Per iniziare, si consiglia di partire con un vaso di piante aromatiche e uno di pomodori, da sistemare vicini al muro per sfruttare la parete come sostegno (stando attenti a non far ustionare le piante, quindi controllare sempre la temperatura del muro, anche solo appoggiando una mano). Al posto
dei pomodori si potrebbero piantare anche melanzane o peperoni, ma dalla mia esperienza, i pomodori sul balcone sono la migliore coltura da utilizzare, anche perché più semplici da coltivare. Possibile anche piantare le zucchine: per esempio, in un vaso da 50 cm, possono crescere bene un paio di piantine.
Molto importante sarà la messa a dimora delle piantine: il cui periodo ottimale è tra la fine di marzo e la fine di aprile (meglio di sera, dopo il tramonto), quando temperatura e umidità sono ideali.
Per le colture orticole da balcone è da preferire il trapianto alla semina, che da minor certezza di germogliazione.
Gli apporti idrici dovranno essere frequenti, ma mai troppo abbondanti e variabili a seconda dello
stadio di sviluppo della pianta (maggiori quando è in forte crescita).
L’irrigazione non dovrà mai essere a pioggia, ma dovrà essere sul terreno e preferibilmente sui bordi, questo perché permetterà all’acqua di bagnare lentamente il terriccio intorno alle radici, senza creare shock termico alle piante. Nel periodo di piena produzione, se dovessero mancare le piogge, sarà necessario irrigare tutti i giorni, sempre di sera, dopo il tramonto: in questo modo le piante verranno meno sollecitate e avranno tutta la notte per assorbire acqua. Meglio lasciare riposare l’acqua nell’annaffiatoio alcune ore in modo che raggiunga la temperatura dell’ambiente (mai irrigare con acqua fredda, come spesso è l’acqua del rubinetto).
La concimazione dovrà essere dosata e calibrata, questo perché un eccesso potrebbe danneggiare le radici delle piante. Per un adeguato apporto di elementi nutritivi, si consiglia di mescolare al substrato, del terriccio di lombrico, che può essere impiegato per qualsiasi coltura.
I concimi liquidi necessitano una maggior attenzione nell’utilizzo, in quanto basta un dosaggio leggermente sbagliato per provocare danni gravi all’apparato radicale delle piante.
Possono essere usati tranquillamente anche i concimi minerali in granuli, molto facili da reperire e da utilizzare.
In generale le cure e la lotta ai parassiti e alle malattie, sono quelle dell’orto comune, anche se, in genere, le piante sul balcone presentano meno problemi parassitari e di malattie.

Gli attrezzi
L’attrezzatura necessaria sarà minore rispetto ad un orto normale: quella minima dovrà comprendere i guanti, una zappetta e una piccola pala, uno o più contenitori in plastica, un annaffiatoio.

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