mercoledì 2 dicembre 2009

è Lecce la Provincia più a rischio TUMORE AI POLMONI!


è Lecce la Provincia più a rischio TUMORE AI POLMONI!

di Antonio Bruno


Sud Sound Sistem, Esemble notte della taranta, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - LILT, Comune di Lecce e Provincia di Lecce il 6/9/2008 a favore della salute e dell’ ambiente. Il cittadino della Provincia di Lecce è in buona Salute se vive in un Ambiente Incontaminato: tale binomio inscindibile.Ho letto un commento a un mio pezzo sul forum di Panorama ed è così che ho scoperto Salento Web http://www.salentoweb.tv/Internet/ che in prima pagina ha la notizia del Concerto del prossimo Sabato 6 settembre al foro boario di Lecce dove Sud Sound Sistem, Esemble notte della taranta, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - LILT, Comune di Lecce e Provincia di Lecce sono uniti contro l’ inquinamento l’evento prende il nome : Concerto evento il 6/9/2008 a favore della salute e dell’ ambiente. Perché a Lecce? Ma perché è Lecce l’area a più elevato rischio tumorale. Il cancro ai polmoni nel Salento ha un’incidenza altissima e colpisce soprattutto gli uomini. Tutte queste notizie sono consultabili nel primo Atlante delle cause di decesso della Regione che sino a un mese fa non era mai stato realizzato in Puglia consultabile su http://www.oerpuglia.it/ . L’ Atlante delle cause di decesso della Regione, frutto di anni di ricerche, è il lavoro dell’Osservatorio epidemiologico regionale. Ma cos’è l’atlante di mortalità regionale ? Intanto è una collezione di mappe geografiche che descrivono la distribuzione delle cause di decessi in uno specifico ambito geografico. Raccogliendo e catalogando le cause di tutti i decessi avvenuti in Puglia dal 2000 al 2005 i ricercatori dell’Osservatorio epidemiologico sono riusciti ad individuare sulla mappa regionale delle aree dove il rischio di contrarre una malattia mortale è nettamente superiore alla media regionale. Le aree di rischio dei decessi, in questo atlante, sono evidenziate graficamente per fornire ai medici e soprattutto a tutti noi cittadini, uno strumento interpretativo molto importante. Classificando i dati dei decessi per comune di residenza, sesso e età, l’Osservatorio epidemiologico regionale ha individuato alcune aree di rischio elevato. E indovinate chi nella Puglia ha il rischio maggiore? Il più notevole rischio è proprio nella nostra area, quella del Salento! Perché? Quando hanno preso in esame le morti nei cento Comuni del Salento in quasi tutti i centri del Leccese è stato riscontrato un numero elevatissimo di tumori. Tutto questo è apparentemente incomprensibile. Perché ci sono più morti di tumore a Lecce dove non c’è nulla o quasi nulla di industriale rispetto a Brindisi dove c’è la centrale a carbone di Cerano e il Petrolchimico o Taranto dove c’è l’ILVA?Allora spetta a noi studiosi del territorio il compito della formulazione di ipotesi e di nuove ricerche per approfondire le cause delle malattie che più colpiscono i leccesi. Il Salento è una vera e propria area di crisi, con punte critiche a Cutrofiano, nell'entroterra otrantino e anche in alcuni comuni del basso Salento.La questione che preoccupa è dovuta alla circostanza dell'eccesso di mortalità per tumore e specificamente di carcinoma polmonare nei residenti nella provincia di Lecce.Ma cosa sono questi tumori polmonari? Intanto si possono distinguere in " primitivi" e "secondari", quelli secondari sono più frequenti e sono l'estensione o le metastasi (ripetizioni a distanza) di forme tumorali insorte in altri organi. Quindi nei tumori secondari, prima si ammala il fegato e poi i polmoni.Altro dato che ci riferiscono i medici è che i tumori primitivi possono essere benigni nel 5% dei casi oppure maligni e questi sono i più frequenti con il 95% dei casi.C’è anche un’altra scienza, la statistica, che giunge in soccorso mettendoci al corrente che nel 1950, il tumore al polmone costituiva una patologia di scarso riscontro, e che invece nei decenni dal 1950 al 1980 il tasso di mortalità per tumore del polmone è salito del 225% nel sesso maschile e del 330% in quello femminile.Mamma mia che paura anche a scriverle queste cose! Eppure noi leccesi siamo in pericolo per queste cose e la paura in questo caso è la molla che ci deve spingere a capire il perché. Dobbiamo darci una spiegazione perché il polmone è l'organo essenziale per la respirazione in noi uomini. E tutti sappiamo che la sua principale funzione è di trasportare ossigeno dall'atmosfera al sangue e di espellere anidride carbonica dal sangue all'atmosfera. Questo scambio di gas è essenziale per la nostra vita ma ci porta anche a comprendere che i polmoni si ammalano quando c’è qualcosa nell’atmosfera che supera i filtri del naso e passa indisturbata sino ai polmoni facendoli ammalare.Quindi a Lecce più che a Brindisi e a Taranto c’è qualcosa nell’aria che aggirando i filtri del nostro naso, arriva nei nostri polmoni e ci uccide! . Cos’è? Cosa c’è che ci fa ammalare e poi ci uccide? E perché ammazza più leccesi e meno brindisini e tarantini?Quali sono le cause del cancro del polmone? Inutile ricordare che il fumo di sigaretta tabacco, sia in forma attiva che passiva, è una delle cause. Ma alcuni studi stanno portando alla luce una causa che fino a poco tempo fa era molto sottovalutata e cioè la presenza di radon all'interno delle abitazioni o luoghi di lavoro. Il radon è precursore sismico, in quanto la sua emissione in atmosfera è fortemente influenzata dalla conformazione geologica, e in caso di variazioni di pressione o di movimenti delle faglie si è notata una variazione delle emissioni del gas. Possibile che in una zona che non è classificata a pericolo sismico come la nostra ci siano emissioni di radon? Ma comunque anche questo i saperi sono in grado di verificarlo.Altre cause sono lo smog e l'inquinamento atmosferico prodotto dalla combustione di derivati del petrolio, quindi le lavorazioni che comportano l'uso di metalli particolari (nichel, cromo, ecc.) e di sostanze radioattive. E qui la cosa diviene incomprensibile a una prima vista perché lo smog lo produce Taranto con l’ILVA e Brindisi con la Centrale a Carbone di Cerano.Ma c’è un ma! A Lecce arriva tutta l’aria della Puglia e non solo! Infatti gli studi hanno accertato il Regime dei venti nella Provincia di Lecce e l’Effetto schermo appenninico.In parole povere come si può vedere dalla figura il vento prevalente del Mediterraneo, che è quello proveniente da Nord Ovest ovvero il Maestrale, viene fermato dall’Appennino che fa da schermo (naturalmente questa è una semplificazione) quindi nel corridoio che si forma dal Tavoliere sino a Santa Maria di Leuca ecco prevalere la Tramontana fatto noto a tutti i bagnanti dell’adriatico che subiscono il mare agitato per quasi tutta la stagione estiva e a quelli del Mar Jonio che invece godono di un’acqua calma e limpida che non ha nulla da invidiare alla Sardegna o alle Isole Seychelles (talvolta chiamate anche Seicelle, sono un arcipelago nazione dell'Oceano Indiano, a circa 1.600 km dalla costa del continente africano, a nord dell'isola di Madagascar).E la Tramontana potrebbe essere la causa di uno spostamento verso il Salento dello smog che produce Taranto con l’ILVA e Brindisi con la Centrale a Carbone di Cerano.Ma anche per questo ci vogliono prove sperimentali, qui io sto solo facendo delle ipotesi.In sintesi il regime dei venti del Salento è costituito:1) Schermo appenninico rispetto ai venti dai quadranti occidentali che tende ad esaurirsi in direzione SE2) Forte influenza termica dei due mari che genera un complesso sistema di brezze che confluiscono verso una linea di convergenza mediana che si sposta in direzione perpendicolare alle due costeE come ciliegina sulla torta esiste anche un Decreto che é il D.M. 14/09/2005 pubblicato sulla G.U. del 23/09/2005, facilmente reperibile in rete che divide l'Italia anzitutto in 9 zone di ventosità , per ognuna delle quali stabilisce una velocità di riferimento che varia da 25 a 31 m/sec ; l'azione poi varia anche in funzione di parecchi parametri fra cui altezza del sito, distanza dal mare, topografia zona circostante ecc. la Puglia è in zona 3 con vref,0 (m/s) 27; a0 (m) 500; ka (1/s) 0,020.E che cosa trasporta il vento? Trasporta il particolato. E che cos’è il Particolato? Il particolato è l'inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto nelle aree urbane, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera, con un diametro che va da pochi nanometri fino ai 500 micron e oltre (cioè da miliardesimi di metro a mezzo millimetro).E che fa questo particolato? Tra i disturbi attribuiti al particolato fine e ultrafine (PM10 e soprattutto PM2,5) vi sono patologie acute e croniche a carico dell'apparato respiratorio (asma, bronchiti, enfisema, allergia, tumori).Bingo! E se tutti questi tumori della Provincia di Lecce fossero dovuti a questo PM10 e PM 2,5?Sino allo sfinimento ripeto che le mie sono ipotesi.Comunque visto che il particolato esiste c’è da dire che c’è anche un modo per difendersi dalla sua presenza e in generale per salvaguardare l’ambiente attraverso misure che difendano il cittadino dall’inquinamento dell’aria.E chi ci può difendere sono piante che conosciamo tutti ovvero le betulle, i larici, i frassini, i lauri, i biancospini, i pioppi, le querce e i salici che hanno le carte in regola per giovare alla salute, oltre che alla vista dei cittadini. Le piante agiscono come filtri purificatori dell'aria intercettando i contaminanti gassosi e il particolato trasportati dal vento. In particolare, il monossido di carbonio, il biossido d'azoto, l'anidride solforosa e l'ozono sono assorbiti dalle foglie, mentre i PM 10 sono solo trattenuti dai peli e dai composti cerosi presenti sulla superficie di queste ultime o dalle rugosità della corteccia del tronco e dei rami. Solo per citare un’esperienza fatta negli Stati Uniti c’è da segnalare che ogni anno gli alberi di Chicago tolgono dall'atmosfera 15 tonnellate di monossido di carbonio, 84 tonnellate di biossido d'azoto, 191 tonnellate di ozono e più di 200 tonnellate di particolato atmosferico (i famosi PM 10 e PM 2,5).E’ intuitivo per tutti che un generale aumento del verde nelle città è sempre un fatto positivo e privo di controindicazioni, gli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali, oltre migliorare la qualità dell'aria, sono belli e diminuiscono la temperatura, la produzione di anidride carbonica e l'inquinamento acustico proveniente dalle strade. Cito per finire la ricerca di un inglese che ha studiato in particolare la deposizione delle particelle inquinanti sulla vegetazione delle West Midlands, una regione al centro della Gran Bretagna, negli ultimi 50 anni. L'indagine ha permesso di quantificare l'effetto del verde cittadino sulla qualità dell'aria: "Le piante non prevengono l'inquinamento, ma lo possono controllare in modo efficace: raddoppiare il numero delle piante presenti nell'area considerata diminuirebbe di un quarto la presenza del PM 10 ed eviterebbe 140 morti all'anno dovute all'inquinamento" conclude Hewitt.E se riuscissimo a diminuire il numero dei morti per tumore del Salento prevedendo nei piani regolatori la presenza degli alberi filtri naturali dell’aria?


-->

Nessun commento:

Posta un commento