giovedì 10 dicembre 2009

Una campagna triennale dell’Uisp sugli stili di vita sani per le scuole primarie


Una campagna triennale dell’Uisp sugli stili di vita sani per le scuole primarie

“Diamoci una mossa” ha iniziato il suo viaggio nel 2006/2007 cercando di stimolare l’adozione di uno stile di vita sano. Il progetto, grazie al prezioso e attivo coinvolgimento dei genitori e degli insegnanti, è riuscito a coinvolgere i bambini e aiutarli a capire che il primo “passo” verso il benessere e la salute è combattere la sedentarietà e promuovere il movimento, il gioco, l’attività motoria. Questo deve associarsi a uno stile alimentare corretto che prevede l’adesione a semplici principi di nutrizione sana.
Una delle idee guida della campagna è che stile di vita attivo e alimentazione corretta sono due aspetti che non possono essere separati, primo perché rappresentano due versanti cruciali di una dimensione unica che è quella della salute in senso ampio, secondo perché rappresentano due diritti fondamentali di ogni persona e, in particolare, di ogni bambino. Il progetto ha una seconda caratteristica importante: cerca di far capire ai bambini, alle loro famiglie e ai loro insegnanti, che l’adesione ai principi di uno “stile di vita sano” può essere un grande e divertente gioco e un momento di condivisione fra bambini e adulti. “Diamoci una mossa” ha previsto anche una valutazione di efficacia, che ha permesso di dimostrare una effettiva capacità di intervento nel determinare un decremento nella sedentarietà e una modificazione nelle abitudini alimentari dei bambini coinvolti.I risultati ottenuti hanno portato ad una seconda fase, “RiDiamoci una mossa” che, in modo ancora più ambizioso, non si limita a trasmettere informazioni sui benefici di una stile di vita sano, ma vuole contribuire a farlo diventare una abitudine. Per fare questo, la campagna si propone di trasmettere, sempre in modo giocoso, spunti e suggerimenti sui possibili modi per superare le inevitabili difficoltà che si incontrano quando si cerca di trasformare un comportamento occasionale in un comportamento regolare. Ai materiali si associa un percorso frontale, gestito da educatori Uisp formati ad affrontare le difficoltà che una azione sociale così ampia e ambiziosa può presentare. Attualmente le due campagne “Diamoci e RiDiamoci una mossa” hanno coinvolto circa 60.000 famiglie.Per la terza fase della campagna, cioè “1…2…3…mossa! Condividiamo il gioco” che inizierà nel prossimo anno scolastico, si è deciso di valorizzare ulteriormente un elemento: quello della forza del gruppo naturale (la classe) come forza trainante nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi. La classe rappresenta un gruppo certamente co-agente (i ragazzi sono fisicamente insieme e vengono loro dati gli stessi obiettivi), ma non necessariamente interagente (alcuni singoli individui potrebbero perseguire i propri obiettivi in modo del tutto indipendente dal resto del gruppo). La nuova proposta vuole cercare di spingere i bambini (il target saranno le 4° e 5° classi) verso la CONDIVISIONE di un sistema di comportamenti, assumendo il fatto che movimento + alimentazione regolari e condivisi = benessere comune e divertimento assicurato.Per quanto riguarda i materiali sarà disponibile un diario della classe, dove la struttura classica della campagna si articola in obiettivi condivisi svolti e descritti comunemente, associato a quaderni individuali, capaci di connettere gli obiettivi del singolo a quelli del gruppo. Il diario di classe è quindi lo strumento di narrazione che il gruppo (o ciascun gruppo) ha per raccontare, mese per mese, le esperienze e le imprese collettive all’interno del progetto. Non dobbiamo dimenticare che un gruppo è certamente qualcosa di più delle singole unità che lo compongono, che non può formarsi se viene a mancare la spinta propulsiva delle singole unità componenti; per questa ragione i bambini potranno valorizzare le loro esperienze individuali dentro il gioco nei quaderni personali.Chiaramente bisognerà inserire una gradualità negli obiettivi: In una prima fase del progetto (nei primi tre mesi) l’obiettivo potrebbe limitarsi a favorire qualsiasi forma di aggregazione spontanea di ogni bambino. In una fase intermedia (nei successivi tre mesi) potrebbe diventare quello di favorire l’allargamento del gruppo o l’integrazione e/o fusione tra più gruppi. L’obiettivo dei tre mesi finali potrebbe essere quello di uno spazio di condivisione dell’intero gruppo classe finalmente diventato interagente e che ottiene il proprio risultato solo se e quando è in grado di valorizzare le differenze, almeno per quello che riguarda il progetto. Per favorire questa dinamica è previsto un progressivo scivolamento dei contenuti tipici dei giochi, dei lo sai che, ecc, che in una prima fase saranno maggiormente presenti nei diari individuali e poi si sposteranno, piano piano, nel diario di classe. Questo spostamento potrebbe anche trovare una forma simbolica in un tema che, in un certo momento dell’anno, passa dal diario individuale al diario collettivo (tipo lo sai che…leggi il seguito sul diario di classe). Uno degli elementi forti della proposta grafica della campagna sarà la “magia”: magico dovrà quindi apparire il diario di classe, magiche le sue dimensioni (70 x 100). Infine il ruolo degli adulti: sarà indubbiamente di maggior peso, visto che inevitabilmente non si dovranno confrontare con una serie di bambini, ma favorire la costituzione di un gruppo di bambini che lavorino insieme sul diario della classe, pur mantenendo un “tocco lieve”di intervento; ad essi ad ogni modo sarà dedicata una pagina specifica del tabloid.Un ultimo elemento riguarda i temi legati all’educazione ambientale: vista la loro prossimità alle tematiche della campagna (un processo di educazione alla consapevolezza in ambito alimentare non sarebbe completo senza elementi nodali come quelli legati ad un atteggiamento ambientalmente responsabile), saranno inseriti spazi informativi e giocosi anche su questi argomenti.

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