mercoledì 2 dicembre 2009

Ora come allora l’Italia brucia!


Ora come allora l’Italia brucia!

di Antonio Bruno


Il fuoco, il fuoco. Riecheggia la paura e i racconti dei grandi incendi, come quello avvenuto a Roma ai tempi di Nerone che vide attribuita la responsabilità ai Cristiani.Roma brucia! Ora come allora l’Italia brucia! Sono stati 120 gli incendi boschivi divampati nella giornata del 13 agosto in tutta la Penisola.“E' il sonno a "colorare" i ricordi, selezionando e portando in primo piano le emozioni piu' importanti. Lo dimostra una ricerca condotta negli Stati Uniti su un gruppo di 88 volontari e pubblicata dalla rivista Psychological Science. Per lo studio, condotto da Beth Israel Deaconess Medical Center e Boston College,il sonno gioca un ruolo chiave nel determinare che cosa ricordiamo e che cosa no. Una buona notte di sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi.” Fonte http://www.055news.it/notizia.asp?idn=14953Ancora le emozioni. Ce n’è una sola: la paura! Serviva e serve a salvarci la pelle. Quando poco meno di 5.000 anni fa vivevamo in un ambiente pieno di pericoli. Sino a qualche secolo fa quando il sole calava, con esso, si spegneva anche l’attività umana. E siccome tutte le emozioni sono riconducibili a questa benedetta paura che salva la pelle durante la notte il cervello le seleziona per consentire di ricordare ciò che può portare alla fine della vita, al pericolo, la belva sanguinaria che può ammazzarci e da cui c’è necessità di stare alla larga.La paura che c’è stata a Ferragosto nella mia Puglia, a Cassano (Bari), dove un grosso incendio in località «Fra’ Diavolo» ha messo in fuga 5.000 (cinquemila) villeggianti e turisti, compresi gli ospiti di una casa di accoglienza per anziani. Per la Forestale il fuoco è stato appiccato da incendiari professionisti.La paura di Santa Cesarea Terme, dove stamane si era sprigionato un vasto incendio, alimentato dal vento, che rischiava di minacciare abitazioni e strutture alberghiere. Le fiamme hanno distrutto soprattutto vegetazione spontanea, mentre una vasta pineta presente in zona non ha subito gravi danni.Forse a Cassano e a Santa Cesare Terme stanotte i turisti e i miei conterranei sogneranno il fuoco, lo coloreranno come un elemento di cui aver paura, da cui stare alla larga.Ma il 18 giugno ultimo scorso nell'area di ulivi secolari in contrada "Sarparea", a Sant'Isidoro c’è stato un grosso incendio. La zona in questione non è un semplice uliveto, ma una vera e propria foresta d'ulivi risultata dall'addomesticamento tramite innesto di una "foresta primigenia", compiuto diversi secoli fa. Tutta l'area sarebbe stata venduta nei giorni scorsi ad un gruppo imprenditoriale non del luogo, interessato alla realizzazione di un insediamento turistico previsto dal Piano regolatore.Eppure potremmo controllarla la paura, ci sono persone che hanno lavorato affinché non avessimo la paura degli incendi, sono quelle che hanno utilizzato con l’efficacia i sistemi di protezione passiva che prevedono l’utilizzo di un software di simulazione incendi. L’utilizzo del GIS (Applicazione dei Sistemi Informativi Territoriali all’antincendio boschivo) permette di studiare il territorio, un qualunque territorio come quello di Cassano (Ba) o di Santa Cesarea Terme (Le) nei suoi elementi fondamentali e di avere a disposizione un quadro reale della dislocazione degli strumenti e delle risorse disponibili. Le carte tematiche che vengono realizzate in questi studi offrono la possibilità di visualizzare in scala e in coordinate reali la situazione d’insieme del cantiere, di rivelare debolezze e punti di forza della struttura antincendio. Questo strumento permette di effettuare miglioramenti sul sistema e di attuare una pianificazione efficace per combattere il fenomeno degli incendi boschivi.Lo sanno tutti. Ma i nostri pubblici amministratori che possono commissionare questi studi non lo fanno e allora accade che accendi la TV e senti di Cassano, vedi i vecchi della casa di riposo che vengono allontanati in carrozzella sulle ambulanze, senti di Santa Cesarea Terme e delle preoccupazioni di perdere le case e i locali commerciali e senti di san'Isidoro (Copertino LE) dove un'oliveto nero e proprio fossile vivente è andato perso ma sarebbe potuto essere salvato in barba agli speculatori. Si perchè se c'è il GIS lo speculatore e l'incendiario professionista non riescono a ottenere quello che vogliono ovvero l'utilizzo dell'area per scopi speculativiIl fuoco, il fuoco. Riecheggia ancora, nonostante la tecnologia che ci potrebbe mettere in sicurezza, la paura e i racconti dei grandi incendi! Ora come allora l’Italia brucia!


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