mercoledì 2 dicembre 2009

Sfida economica e pace è un binomio inscindibile




Sfida economica e pace è un binomio inscindibileDi Antonio BrunoSi sono conclusi i lavori del Convegno Economia alternativa e solidale: una risposta possibile alla crisi. Il Convegno sotto l’Alto Patronato del Forum per la Pace nel Mediterraneo, la facoltà di Economia “De Viti De Marco” dell’Università del Salento, “La Sveglia Libera Associazione Studentesca”, APG – Agenzia per la promozione dei Giovani, GPace-Giovani per la Pace, in collaborazione con Solidaria Direzione Sud è stato voluto dal Gruppo per l’Economia del Forum per la Pace nel Mediterraneo – Sede Europea di Acaya, con la direzione scientifica di Donatella Porrini.L'economia deve girare: circolando, il denaro diventa sociale. E perché questo accada, ci vogliono pace, legge, ordine e giustizia. Solo così si instaura la fiducia: e la fiducia vuol dire crescita economica.Sfida economica e pace è un binomio inscindibile. Bisogna reagire alla crisi finanziaria internazionale, e si deve fare attenzione a non chiudersi in sé stessi, come già accadde in passato con le conseguenze che tutti conosciamo. Siamo chiamati a fronteggiare le difficilissime sfide poste dalla crisi finanziaria internazionale e il rischio di gravi ripercussioni sull'economia reale e il nostro territorio ha dato vita ieri a un dibattito sull’economia con cui ha dimostrato di essere pronto a fare la propria parte per edificare una più sana governance globale. C’è necessità su questo di ottenere una posizione comune anche per la necessità di una spedita concertazione per fare fronte ad una allarmante emergenza.Il Mediterraneo è il bacino che unisce. Il Convegno è stato pensato ed organizzato quale strumento culturale finalizzato a promuovere un ulteriore salto di qualità allo sviluppo delle relazioni euro-mediterranee, a ripensare al dialogo tra i popoli del Mediterraneo per rilanciare una vera riflessione e comprensione reciproca tra le culture coinvolte.Il Convegno è anche un ponte fra le sponde del Mediterraneo. La necessità di un dialogo interculturale euro-mediterraneo, infatti emerge prepotentemente da un’analisi del contesto attuale, in quanto ben necessaria per una concreta cooperazione tra i diversi Paesi dell’Area, attualmente divisi e frammentati sotto più profili.La forma dell’intervento del Gruppo di Economia del Forum per la Pace nel Mediterraneo – Sede di Acaya - è quella della promozione di questo Convegno, nel quale il ruolo del Gruppo di Economia del Forum è stato quello di “collante” fra le istituzioni, quasi una impalcatura operativa dell’iniziativa, che si pone in senso trasversale tra l’ Università, i soggetti associativi, ed i soggetti economici e politici – istituzioni locali ed aziende – per offrire un segmento specializzato di formazione tecnico culturale ispirata ai principi fondanti del Forum per la Pace nel Mediterraneo concretizzando in ambito mediterraneo il senso di impegno umanitario globale, nel rispetto delle identità locali, il Gruppo di Economia del Forum si pone l’obiettivo di promozione culturale e di azione per l’uomo, per la pace, per il bene ed il progresso dell’umanità intera.La ripresa economica non si disgiunge dalla pace: economia e pace sono un binomio inscindibile; tutti noi possiamo fare molto per migliorare le condizioni di vita ed il benessere della popolazioni mondiali attraverso l'instaurazione di relazioni e di una proficua collaborazione tra i popoli. La pace passa senza dubbio attraverso una riduzione della forbice della povertà che separa le persone umane delle diverse realtà territoriali. Rendere evidenti le ricadute che in questo senso può avere un accordo di pace tra tutte le persone umane contribuirà a porre le premesse per il superamento dei conflitti. Ha concluso i lavori il prof. Francisco Gnisci Bruno, premio Nobel per la Pace nel 1985 che ha preso l’impegno di collaborare attivamente con il Gruppo di Economia del Forum per la Pace nel Mediterraneo.

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